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  • Stiamo facendo i rilevamenti, sapete che non potete entrare. - Si, si lo sappiamo come si dice: il fatto è uno e il discorso è un'altro. Non si preoccupi, non diremo quello che non deve essere detto.
  • Siete sintonizzati sulle frequenze della polizia? È vietato, lo sa, no? Almeno la spenga. - In questa città ci stanno molte cose illegali, questa mi pare la più innocua.
  • Signorina guardi che la motocicletta non è neanche stata identificata quindi non ci fate niente. - È proprio da tanto che manchi: certe cose qui è meglio fotografarle. - Nel caso si dovessero perdere. Capita spesso, sa? Ogni tanto spariscono bossoli, verbali, fascicoli, foto... persino oggetti ingombranti come le motociclette.
  • Minchia finio U' Cunigghiu! Santa Rosalia aiutami tu!
  • Da quando sei andato via le cose qui non sono più come prima. Come se s'è rotto qualcosa... Tu ti ricordi quando volevamo fare i Colapesce e salvare la Sicilia? - Certo... - Ora mi accontenterei di un po' di meno. Non lo so più se c'è qualcuno che se la può tenere sulle spalle questa isola. Ma se tu fossi qui mi sentirei meno solo.
  • Sembra che siete voi due che vi dovete sposare? - Fa la gelosa!
  • So che non è possibile che io, te e mamma torniamo a vivere insieme, però, potresti venire a vivere vicino a noi. - In america? - Si. - Amore... e come faccio col lavoro? - Ne trovi uno anche lì.
  • Scusami e tu perché hai deciso di rendere di dominio pubblico tutto questo? - Allora, questo inter nos, e senza giri di parole: c'è un notevole dissenso, dissacordo tra me e il procuratore Leonci. A mio modo di vedere lui sta cercando di affossare questa indagine in maniera assolutamente incomprensibile. Quindi questo è l'unico modo che ho, l'unica carta che ho da giocarmi: far sapere a tutti quanti quello che sta succedendo.
  • Brindiamo... - Alle canzoni, ai morsi di luna che tutti quanti ci siamo mangiati su questa spiaggia e alla vita che passa e va. Alla vostra. - E al ritorno di Dario a Trapani!
  • Lo vuole un consiglio commissario? Se ne vada. Se ne torni da dove è arrivato. Questa città se la deve dimenticare, anzi tutta la Sicilia se la dimentichi, proprio. - È un errore che ho già fatto questo. Sa cosa ho capito? Che scappare non funziona.
  • Gli equilibri di ieri non contano più. Chi stava alla porta ora si vuole sedere a tavola. Succederà quello che uccede sempre: che tutto cambierà affinché nulla cambi.
  • Se hai ragione, ti stai mettendo in una palude molto pericolosa.
  • Perché il commissario Peralta avrebbe dovuto nasconderci un'indagine tanto importante da costargli la vita? - Ci sono solo due ipotesi: o vi voleva proteggere o non si fidava di qualcuno di voi.
  • Questa città non fa per me. E nemmeno il suo mare. Sa quando uno è abituato a vivere in montagna insegnano che per andare da A a B c'è un sentiero che bisogna percorrere. Nel mare non ci sono punti di riferimento, bisogna conoscere la rotta e tenerla bene in testa altrimenti non si capisce più niente.
  • Il commissario Peralta non era più il ragazzo che ricordava. Era cambiato. D'altronde chi di noi è lo stesso di quando era ragazzo? In questa città nessuno resta lo stesso. Nemmeno il commissario Peralta.
  • Ciao papà. - Amore di papà! Ciao piccola, come stai? - Io sto bene. Sto imparando a giocare a baseball. - Ah si? - Com'è Trapani? bella? - Trapani non è bella, amore. Trapani è magnifica.
  • Hey! Tu ci credi alla fortuna? - La fortuna? - Mi sa che sono io che ti porto fortuna.
  • Va bene, se scoprirò qualcosa sarete i primi a saperlo. - Non l'ho fatto per questo? - No? - No. L'ho fatto perche sei uno di noi, e poi perché mi piaci.
  • Lo sai? Il giorno che ti sposi hai tanti pensieri: la libertà che finisce, il ricevimento, pure la prima notte di nozze. Ma nessuno presta particolare attenzione a queste parole: nella buona come nella cattiva sorte. Le altre cose passano, queste parole restano.
  • La felicità è sopravvalutata, caro Dario. Bisognerebbe pensare di più al dolore.
  • Ci sono cose contro cui non puoi combattere. E l'amore è una di queste.
  • Hai riportato il collare?
  • Per come ti stai muovendo non sembri uno che non tornava qui da vent'anni. Sembri uno che non si è mai mosso. - In un certo senso è così.
  • Farò il possibile. - Ti prego, fai anche l'impossibile.
  • Ce la facciamo al forno, dottoressa. Che dice?
  • Questa città è una fogna travestita da casa di bambole.
  • Bisogna lasciare che la vita torni in questa casa. Bisogna tornare a respirare.
  • Questa città è come un animale feroce: non ha cure, solo istinti.
  • Questo è un paese che va avanti grazie agli eroi.
  • Non voglio farmi uccidere per un paese che non vuole difendermi.
  • Tuo padre non si è mai sentito solo. Ha sempre saputo che eri con lui. E il fatto che tu sia qui dimostra che aveva ragione.
  • Tu marcio ci sei nato o lo sei diventato piano piano?
  • Mamma mi disse solo che mio padre era un uomo di legge.
  • Ci sono poteri troppo più grandi di noi. Questa è una guerra che siamo destinati a perdere.
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  • Le riprese della prima stagione sono state effettuate nel 2016 in provincia di Trapani. Alcune scene anche a Palermo, Mozia e Castellammare del Golfo.
  • Nel raccontare la storia di Maltese il regista Gianluca Maria Tavarelli e la squadra di sceneggiatori hanno cercato di riunire due anime: una che si rifà al racconto popolare, una storia classica, quasi un western, raccontata attraverso i ritmi del film di genere, con personaggi e indagini di fantasia; l’altra, una storia quasi reale, in cui quegli stessi personaggi e quelle stesse indagini affondano le loro radici nella realtà.
  • In merito ai rifementi reali, Gianluca Maria Tavarelli ha ammesso: «Per chiunque abbia masticato la storia della mafia e dei suoi protagonisti degli ultimi quarant’anni, non sarà difficile riconoscere in quei poliziotti e nelle loro gesta, tanti uomini che hanno fatto la storia di questo Paese, da Cassarà a Boris Giuliano, a Mauro Rostagno, a tutti quei giornalisti che si sono sempre spesi nel racconto della verità. Nell’indagine che porta avanti il nostro commissario Maltese possiamo ritrovare gli echi di numerose indagini realmente avvenute e che oggi, a buon diritto, fanno parte della storia di questo paese».
  • Gianluca Maria Tavarelli ha diretto per la televisione, sempre dello stesso filone, Il giovane Montalbano (2012-2015), Aldo Moro - Il presidente (2008) e Paolo Borsellino (2004).
  • Kim Rossi Stuart si è trasferito a Trapani con la famiglia per tutto il periodo delle riprese.
  • Per la scelta del cast la produzione ha svolto un lavoro quasi giornalistico andando ad analizzare sul settimanale L'Europeo dell'epoca i volti dei veri poliziotti siciliani. Di conseguenza gli attori dovevano esprimere la stessa autenticità in modo immediato e mostrare quelle caratteristiche fisiche - la pancetta, i capelli bianchi - che diventano una bandiera di normalità. Il regista ha specificato: «siamo fuggiti dall'idea dei poliziotti giovani, belli e fisicati».
  • Trapani è una lingua di terra immersa nel Mediterraneo, a cavallo tra la Tunisia e l’Europa, a cavallo tra il passato e il presente. Gianluca Maria Tavarelli ha cercato di raccontare il passato attraverso l’esercizio della contemporaneità. Ad esempio cercando di raccontare la sua antichità attraverso la musica elettronica e super moderna di Ralf Hildenbeutel.
  • Anche se la serie è ambientata a Trapani, il dialetto parlato dagli attori mescola luoghi comuni e parole di altre città siciliane come Palermo («panino ca' meusa») e Catania («caruso»).
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