Ricerca avanzata
Film Serie TV

film

Al cinema Prossimamente Tutti i film Recensioni Film Recensioni Film Utenti

serie TV

Tutte le serie Recensioni serie

articoli

News Approfondimenti Editoriali
facebook twitter google plus
Per vedere il tuo commento pubblicato immediatamente effettua l'accesso

Username
Password


Registrati Password dimenticata
Per scrivere la tua recensione per questo film devi effettuare l'accesso

Username
Password


Registrati Password dimenticata
Per seguire questo utente devi effettuare l'accesso

Username
Password


Registrati Password dimenticata
Recensione Silenzio in sala
Recensioni utenti

nottuB nimajneB id osac osoiruc lI. Ovvero: la vita a ritroso.

VOTA
il tuo voto
/5
Esprimi il tuo voto su questo film:

.
.
.
.
.
Voto Silenzio in Sala: 4.0/5
Voto utenti: 3/5

Tic. Tac. Il tempo soffia incessantemente sulle nostre vite. Impassibili ne rimaniamo in balia, immobili, dinanzi a una presenza che tutto avvolge e travolge. Ogni azione, ogni decisione viene sommersa dall’inesorabile fluire di un’ordinata causalità. Tutto diviene schiavo del divenire, del presente, di uno schema dettato da Chronos, imperturbabile tiranno delle nostre anime. Questo è il mondo reale.

Il tempo scorre con il suo pesante incedere. L’esistenza diventa ineffabile, caduca. Eppure il fuoco vitale arde con rabbiosa potenza. E per un attimo quell’incessante ticchettio si ferma.

Tuttavia dalla realtà ci si può allontanare e fluttuare mentalmente fra le nuvole create dalla fantasia, abbandonando questa dimensione satura di regole impossibili da violare. Nel mondo cinematografico ogni volo della mente ha la possibilità di sfuggire dalle catene terrestri e prendere forma. Ed ecco giungere David Fincher. La sua chiave apre un rigoglioso giardino in un inedito mondo dalle tonalità seppia.

Il tempo si ferma, le lancette mutano il loro abituale movimento. E una splendida anarchia pervade l’umana esistenza, mescolando le carte del percorso vitale. Si stravolge l’ordine naturale e nel cammino di Benjamin Button tutto inizia come dovrebbe finire.

Così fantasticava Mark Twain, la cui surreale trovata fu ripresa in un racconto da Francis Scott Fitzgerald, scrittore della “Generazione Perduta”. In una strana girandola di idee, il progetto cinematografico, ispirato alla novella dello scrittore “jazz”, passa negli anni da Ron Howard a Spike Jonze, arrivando infine nelle mani del terzetto Fincher, Roth e Swicord. È in una casa signorile di New Orleans che la storia ha inizio. In una notte di festeggiamenti per la fine del primo conflitto mondiale una donna partorisce un figlio dalle sembianze ottuagenarie. L’aspetto non è ingannevole, il neonato possiede un particolare gene: nato vecchio, con il trascorrere del tempo ringiovanisce. Il destino di Benjamin si intreccia con quello di Daisy, deliziosa ballerina dalla sopraffina grazia. In un concatenarsi di eventi, le esistenze dei protagonisti danzano sulle note intonate dal fato; si sfiorano, si allontanano, si incontrano a metà della vita, mentre l’una si incammina verso la maturità e la vecchiaia e l’altro si dirige in direzione opposta, verso l’adolescenza.

Le meravigliose musiche di Alexandre Desplat e la soave fotografia di Claudio Miranda sublimano il ritmico scandire delle stagioni di Benjamin, osservate da un occhio quasi invisibile capace di dirigere con un candore stilistico d’altri tempi. L’impeccabile stile narrativo appare un ideale punto d’incontro tra lo Zemeckis di Forrest Gump (di cui Rothfu sceneggiatore) e il tocco di Tim Burton, per la maestria di esporre sul grande schermo storie catturate dalla dimensione fantastico-fiabesca. Lo spirito che aveva contraddistinto il personaggio interpretato da Tom Hanks rivive in Benjamin, i cui sogni e desideri si sporgono al di là delle proprie incapacità fisiche, superando barriere ai suoi occhi invisibili. L’esperienza visiva viene sublimata dalla presenza scenica dei due impossibili amanti, perfetti nelle loro mutevoli sembianze. Brad Pitt è straordinario nel donare, negli sguardi e nelle espressioni, un tocco di pura innocenza infantile, contrapposta al corpo avvizzito dalla senilità. Mastodontico in questo il lavoro svolto dalla Digital Domain, i cui effetti speciali, coadiuvati dal make-up di Gregg Cannom, sono così impeccabili da far sì che tutto sembri il più realistico possibile e che niente risulti snaturato nelle mimiche facciali o nei movimenti. Il tempo scorre con il suo pesante incedere. L’esistenza diventa ineffabile, caduca. Eppure il fuoco vitale arde con rabbiosa potenza. E per un attimo quell’incessante ticchettio si ferma.

di Leone Auciello
Sei d'accordo con questa recensione?
No
10 No
Condividi:
Nessun utente ha ancora scritto la sua recensione per questo film.
Sii il primo.

Scrivi la tua recensione per questo film DI' LA TUA
Lascia un commento a questa recensione.

Per evitare lo spam i commenti anonimi sono soggetti a moderazione e verranno pubblicati solo dopo essere stati controllati. Per commentare immediatamente effettua il login.

Login Registrati
COMMENTA
Lascia un commento in risposta a .

Per evitare lo spam i commenti anonimi sono soggetti a moderazione e verranno pubblicati solo dopo essere stati controllati. Per commentare immediatamente effettua il login.

Login Registrati
RISPONDI
Spiega il motivo della segnalazione:
Spam
Insulti
Altro, specificare:
SEGNALA

Commenti

Vito302 | 21:31 01/10/15

Difficile reperire in rete una recensione più originale di questa, approvo pienamente.

Segnala Rispondi

COMMENTA
REGISTRATI LOGIN

TROVA CINEMA


Città

Includi provincia

Tutti i film
Film specifico

REGISTRATI

LOGIN

Password dimenticata?

oppure

Entra con Facebook
Silenzioinsala.com utilizza i cookies per personalizzare e migliorare l'esperienza degli utenti.
Leggi la dichiarazione sulla privacy per saperne di più.
Sono d'accordo