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Il risveglio delle Tenebre Recensione di Vito302


Il risveglio delle Tenebre Recensione di Vito302

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Una fantasy per ragazzi con poca sostanza


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Basato sull’anonimo romanzo di Susan Cooper, Il risveglio delle tenebre è il primo - si spera, visti i risultati, anche l'ultimo - adattamento cinematografico di una serie con protagonista un ragazzo di nome Will Stanton, ultimo di un gruppo di guerrieri che ha dedicato la propria vita a combattere le forze delle tenebre: viaggiando indietro e attraverso il tempo, dovrà sconfiggere il male per ristabilire la pace nel mondo. La storia si inserisce nel filone del fantasy adolescenziale moderno, con un teenager nel ruolo dell'eroe. Richiamando le magiche avventure del giovane Harry Potter e scopiazzando la presunta temerarietà del biondino Alex Raider, Will è un eroe tredicenne fin troppo costruito e imbattibile da poter convincere il pubblico a cui fa riferimento (e il pessimo doppiaggio, di certo, non aiuta).

La lotta tra bene e male (luce e ombra) è sostanzialmente il tema predominante di questo teen-movie senza sostanza. La storia prosegue attraverso dialoghi imbarazzanti e pilotati; ciò che dovrebbe stupire nell'epilogo finale è intuibile già dall'incipit, mentre la ricerca delle sei pietre nel tempo appare un mero pretesto per estendere la narrazione su un campo metafisico. Neppure il cast aiuta, con personaggi ridicoli e bidimensionali con Christopher Eccleston in pole position. Gli effetti visivi attireranno comunque l'interesse dei più piccoli, incuriositi da quelle atmosfere ibride e appariscenti fuori dall'ordinario: per tutti gli altri, Il risveglio delle tenebre si conferma l'opera meno riuscita e banalotta del regista svizzero David L. Cunningham, il quale si spera torni a dirigere documentari in giro per il mondo piuttosto che mediocri adattamenti cinematografici.

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Voto Silenzio in Sala: 2.0/5
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di Vito302
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