Ricerca avanzata
Film Serie TV

film

Al cinema Prossimamente Tutti i film Recensioni Film Recensioni Film Utenti

serie TV

Tutte le serie Recensioni serie

articoli

News Approfondimenti Editoriali
facebook twitter google plus
Per vedere il tuo commento pubblicato immediatamente effettua l'accesso

Username
Password


Registrati Password dimenticata
Per scrivere la tua recensione per questo film devi effettuare l'accesso

Username
Password


Registrati Password dimenticata
Per seguire questo utente devi effettuare l'accesso

Username
Password


Registrati Password dimenticata

Mademoiselle Recensione di Harry Goldfarb


Mademoiselle Recensione di Harry Goldfarb

Leggi tutte le Recensioni

Mademoiselle


star star star star star

Hideko è una giovane ereditiera che vive a casa di uno zio, Kouzuki, che colleziona letteratura erotica e che intende sposarla per ereditare l’enorme patrimonio. Una coppia di truffatori, il conte Fujiwara e la giovane Sook-hee, decidono di impadronirsi di quell’eredità. Sook-hee diventerà la domestica di Hideko mentre il conte la corteggerà con il solo scopo di sposarla e poi farla rinchiudere in manicomio.

Il ritorno al cinema di Park Chan-wook è di quelli indimenticabili, in grado di rapire ad ogni sequenza, perchè gioca con la storia e con la tradizione realizzando una delle sue opere più complesse e sofisticate. Il contesto storico è quello dell’occupazione giapponese in Corea, nonostante la storia sia tratta dal romanzo inglese “Ladra” di Sarah Waters ambientato nella Londra vittoriana, e attraverso piccoli dettagli dei personaggi riesce a raccontare quel senso di inferiorità che pervadeva i coreani dell’epoca, spogliando totalmente la pellicola da un’inutile retorica che ne avrebbe appesantito il lavoro. Piuttosto decide invece di scardinare le regole di genere attraverso il rapporto di amore saffico tra la giovane ereditiera giapponese e la domestica coreana. Nonostante il cinema abbia regalato dei gioielli in materia, come “La vita di Adele”, Park Chan-wook alza l’asticella regalando una delle storie più sensuali ed erotiche che si siano viste al cinema, attraverso sequenze lievi, come baci ingenui o semplici sguardi, ma anche più spinte che denotano un’eleganza fuori dal comune.

Mentre si guarda il film si ha sempre l’impressione che nulla venga lasciato al caso e che la cura dei dettagli sia persino maniacale. Ed in quest’ottica anche il ruolo dello zio e dei suoi libri erotici non sembrano affatto casuali, tanto che ad esempio viene mostrato “Sogno della moglie del marinaio”, un’opera di Hokusai. Questo rappresenta un altro aspetto tradizionale giapponese, quando tra il 1600 e la fine del 1800 esistevano gli Shunga, ossia le stampe erotiche, che hanno dato vita ad una grande tradizione di letteratura erotica e successivamente di pinku eiga, ossia i film softcore giapponesi. Anche in questo caso il regista coreano gioca con l’argomento proprio attraverso il rapporto tra Hideko e Sook-hee sovvertendo le regole di base del genere. Da qui appare evidente come il film di Park chan-wook non sia solo un thriller di hitchcockiana memoria, ma racconti tanto altro in un contesto culturale assolutamente studiato e preciso.
L’erotismo e la sua componente più sensuale hanno sempre fatto parte della filmografia del regista, capace di indagare ogni aspetto del desiderio, da quello più sadico a quello genuino, sperimentando ogni volta incurante dei dogmi morali ed etici che spesso condannano il cinema a puro intrattenimento. Lo studio dei personaggi, delle loro ambizioni, dei loro desideri, dei loro istinti sessuali, è considerabile vicino al capolavoro. In “The handmaiden” Park Chan-wook abbandona il contrasto tra etica e sessualità visto in “Thirst” e lascia solo ad una manciata di minuti il sadismo visto in “Old Boy”, e si dedica ad un racconto che, pur riprendendo alcuni temi sfiorati in “Stoker”, si muove in acque nuove senza sbagliare praticamente mai,
Park Chan-wook per distacco si conferma tra i registi più innovativi del panorama, nonostante un certo tipo di stampa italiana spesso restia e poco curiosa non sempre ne comprenda il genio, che continua a realizzare opere difficili anche solo da immaginare.

VOTA
il tuo voto
/5
Esprimi il tuo voto su questo film:

.
.
.
.
.
Voto Silenzio in Sala: 4.5/5
Voto utenti: 3.0/5
di Harry Goldfarb
Sei d'accordo con questa recensione?
No
30 No
Condividi:
Lascia un commento a questa recensione.

Per evitare lo spam i commenti anonimi sono soggetti a moderazione e verranno pubblicati solo dopo essere stati controllati. Per commentare immediatamente effettua il login.

Login Registrati
COMMENTA
Lascia un commento in risposta a .

Per evitare lo spam i commenti anonimi sono soggetti a moderazione e verranno pubblicati solo dopo essere stati controllati. Per commentare immediatamente effettua il login.

Login Registrati
RISPONDI
Spiega il motivo della segnalazione:
Spam
Insulti
Altro, specificare:
SEGNALA

Commenti

Non ci sono commenti per questa recensione COMMENTA
REGISTRATI LOGIN

TROVA CINEMA


Città

Includi provincia

Tutti i film
Film specifico

REGISTRATI

LOGIN

Password dimenticata?

oppure

Entra con Facebook
Silenzioinsala.com utilizza i cookies per personalizzare e migliorare l'esperienza degli utenti.
Leggi la dichiarazione sulla privacy per saperne di più.
Sono d'accordo