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Matrix Recensione di Help1712


Matrix Recensione di Help1712

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Matrix


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Che cos’è Matrix?
20 anni dopo la sua uscita si può tranquillamente affremare che sia il film che ha messo il punto alla cinematografia di fine millennio.

Alle origini del mito vi sono i fratelli Andy & Lerry Wachowski (che in questo lasso di tempo hanno entrambi cambiato sesso e ora sono Lilly & Lana) due nerd di Chicago cresciuti nutrendosi di cultura borderline, tra partite di D&D, libri di fantascienza, fumetti e soprattutto film. Di qualsiasi tipo, provenienti da ogni parte del mondo.
Il sogno dei due è di scrivere fumetti e negli anni ’90 riescono a realizzarlo lavorando per un gruppo minore della Marvel Comics. Nello stesso periodo iniziarono anche a presentare sceneggiature presso alcuni distributori: vendettero Assassins a Dino De Laurentis, che nel ’95 arrivò in sala con i nomi di Stallone e Banderas sul cartellone. Era fatta, i due avevano messo piede a Hollywood, perciò iniziarono a girovagare per gli studios presentando quella che originariamente avevano pensato come la sceneggiatura di un fumetto, poi rimaneggiata per diventare un film dal titolo The Matrix. Un progetto ambizioso, che i due covavano da anni, acquistato con poca convinzione dalla Warner Bros che voleva farne un film a basso budget. Ma i Wachowski si opposero, proponendosi come registi per essere sicuri che le loro idee non venissero snaturate, e cercarono d’ottenere la fiducia dei produttori scrivendo e dirigendo un “film di prova”, Bound – Torbido inganno, lesbo-thriller che si è guadagnato negli anni lo status di cult. Fu sufficiente per convincere la Warner a dare ai fratelli 65 milioni di dollari e varare la produzione.

E’ la storia di Thomas A. Anderson (Keanu Reeves nel suo ruolo della vita) anonimo programmatore di software che di notte vive una seconda vita al computer ed è, per citare l’Agente Smith, “una celebrità tra gli hacker con il soprannome di Neo”. E’ proprio attarverso il computer che Neo viene avvicinato da Morpheus, il quale gli promette di rivelargli la verità sul mondo che ci circonda: tutto è un’illusione generata da un programma chiamato Matrix.
“Matrix è ovunque. È intorno a noi. Anche adesso, nella stanza in cui siamo. È quello che vedi quando ti affacci alla finestra, o quando accendi il televisore. L'avverti quando vai al lavoro, quando vai in chiesa, quando paghi le tasse. È il mondo che ti è stato messo davanti agli occhi per nasconderti la verità: che tu sei uno schiavo. Come tutti gli altri, sei nato in catene, sei nato in una prigione che non ha sbarre, che non ha mura, che non ha odore. Una prigione per la tua mente.”

Alla stregua del cinema di Tarantino, anche Matrix è un concentrato di cultura pop e non, che frulla film, fumetti, filosofia, storia, citazioni spicce e altre decisamente più alte, il tutto portato sullo schermo con una messa in scena da manuale e un’estetica cool. Ma la cosa più ineccepibile è la scrittura, fluida e chiara nel raccontare allo spettatore una storia così densa, complessa, stratificata, piena di piani di lettura sovrapposti.
A conti fatti più che un film, Matrix è una sorta di manuale di fine millennio, una raccolta di tutto ciò (beh, forse tutto è eccessivo, ma di sicuro molto) che di buono ha portato l’ultimo ventennio dello scorso secolo. Parafrasando Morpheus: “Apri la mente, spettatore. Io posso solo indicarti la soglia, sei tu quello che la deve attraversare.”

Quando il film arrivò in sala, deflagrò come una bomba, travolgendo lo spettatore medio con un mondo nuovo che nascondeva dietro di sé un mondo ancor più vasto, le cui coordinate erano state tracciate già da almeno un ventennio da scrittori come William Gibson, Philip K. Dick e George Orwell, da anime come Akira e Ghost in the shell e dai film di Tsukamoto.
Un mondo cyberpunk, contaminato da scene d’azione “alla John Woo”, mitologia greca, filosofia contemporanea, rimandi letterari e un’altra mezza tonnellata di citazioni che oggi, a 20 anni di distanza, potranno anche sembrare banali, ma probabilmente lo sono perché Matrix le ha sdoganate. Uno dei suoi grandi meriti è infatti quello di aver portato all’attenzione del grande pubblico contenuti considerati “di nicchia” sino a quel momento, che poi la macchina-Hollywood li abbia masticati, digeriti e risputati a modo suo, facendo più male che bene, questo è un altro discorso.
Un esempio su tutti: per quanto tempo ci siamo dovuto sorbire l’effetto bullet-time in ogni film d’azione (ma anche non), molto spesso inserito in maniera a dir poco pretestuosa?

Ecco, questo esempio è una parte del salato conto che ci è stato servito dopo esserci abbuffati con quel capolavoro che ancora oggi Matrix è. A conti fatti, comunque, ne è valsa la pena.

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di Help1712
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