Ricerca avanzata
Film Serie TV

film

Al cinema Prossimamente Tutti i film Recensioni Film Recensioni Film Utenti

serie TV

Tutte le serie Recensioni serie

articoli

News Approfondimenti Editoriali
facebook twitter google plus
Per vedere il tuo commento pubblicato immediatamente effettua l'accesso

Username
Password


Registrati Password dimenticata
Per scrivere la tua recensione per questo film devi effettuare l'accesso

Username
Password


Registrati Password dimenticata
Per seguire questo utente devi effettuare l'accesso

Username
Password


Registrati Password dimenticata

The Killer Recensione


The Killer Recensione

Recensione Silenzio in sala
Recensioni utenti

Con mirati richiami alla poetica cinematografica francese tanto amata da John Woo, The Killer è un omaggio al cinema d'azione europeo (l’inizio è un omaggio ben riscritto di Frank Costello Faccia D’angelo di Jean-Pierre Melville). Il regista amalgama la filosofia del sentire, prettamente orientale, con l'esaltazione scenografica tanto incensata dagli occidentali.

VOTA
il tuo voto
/5
Esprimi il tuo voto su questo film:

.
.
.
.
.
Voto Silenzio in Sala: 4.0/5
Voto utenti: 3.5/5

Lo stile di Woo è inimitabile: è innanzitutto immagine, coerenza scenografia e coreografia. Le sparatorie non sono confusionari scontri a fuoco, bensì danze ritmate dal rombo dei proiettili, praticamente poetica hard-boiled nuda e cruda.

La storia è quella di un Killer (Chow Yun-Fat), che sfigura erroneamente, dopo un terribile scontro a fuoco, una giovane ragazza rendendola parzialmente cieca. L'angosciosa per tale misfatto lo ossessionerà a tal punto da far maturare in lui un profondo senso di colpa. Uno status emotivo coerentemente raffigurato dal regista in simboliche e drammatiche inquadrature: l'eroe si mostra vulnerabile, ascolta e sente ogni tipo di sentimento umano; non è più una macchina da guerra volta alla distruzione illogica ma un cuore infranto che cerca la divina assoluzione.

A differenza degli antieroi violenti e oltremodo ridicoli di un periodo cinematografico ben noto - se non altro rimangono delle icone mono-espressive del cinema americano degli '80 - Woo forgia la sua opera di sentimento, passione e tragedia. La vendetta non è violenza allo stato grezzo (sopraffare l'altro per ripagarlo con la stessa moneta), è invece sacrificio necessario volto alla tutela degli affetti, dell’amicizia, dell’amore incondizionato e della stima. Temi semplici, ma nei quali il regista ha sempre creduto.

La storia è quella di un Killer (Chow Yun-Fat), che sfigura erroneamente, dopo un terribile scontro a fuoco, una giovane ragazza rendendola parzialmente cieca

L'originalità qui risiede nel contrasto: sangue e abbracci, esplosioni e silenzi. Memorabile la scena in cui il protagonista - interpretato dal numero uno dell'action-movie made in Honk Kong Chow Yun-Fat - consapevole di essere stato tradito dall’amico, riflette pensieroso sul suo futuro degustando il sapore della vendetta, brandendo la pistola in una mano e fumando un sigaro con l'altra.

Tra le due invenzioni visive più imitate e acclamate, si annoverano le "Double Gun Actions" (l'utilizzo di due pistole contro un solo bersaglio) e lo "Stand-off" (scontro ravvicinato tra due o più persone che si puntano reciprocamente la propria arma). Quentin Tarantino ad esempio ne fa sfoggio nel suo Le Iene, mentre nel 2001 Rockstar rivoluzionò il mercato videoludico con Max Payne, un'avventura noir che parla solo il linguaggio della violenza, enfatizzata dall'effetto Bullet Time (il cosiddetto rallenty o slow-motion) - altro marchio di fabbrica del maestro John Woo.

Le sole pecche riscontrate nel film in questione (sebbene non riconducibili al regista) sono da attribuire all’insulso e fuori luogo doppiaggio in italiano (un esempio è il soprannome “Testa di Gambero” trasformato in un disneyano “Topolino") e allo scostante montaggio finale. Il motivo è ben noto a tutti: la versione originale, reperibile nel dvd francese edito da HK Video, ha uno sviluppo della trama differente - supportato da un mole spropositata di scene aggiuntive - rispetto alla scarna versione distribuita in Italia da BiM. Ma tutto questo fa parte del passato: se John Woo, oggi, avesse ancora voglia di guardarsi allo specchio per capire il motivo del suo oblio creativo post Hollywood, non ritroverebbe più lo stesso giovane e promettente regista delle origini, ma solo l'immagine sbiadita di colui che fu, a suo tempo, un grande innovatore del cinema d'azione.

di Vito Sugameli
Sei d'accordo con questa recensione?
No
00 No
Condividi:
Nessun utente ha ancora scritto la sua recensione per questo film.
Sii il primo.

Scrivi la tua recensione per questo film DI' LA TUA
Lascia un commento a questa recensione.

Per evitare lo spam i commenti anonimi sono soggetti a moderazione e verranno pubblicati solo dopo essere stati controllati. Per commentare immediatamente effettua il login.

Login Registrati
COMMENTA
Lascia un commento in risposta a .

Per evitare lo spam i commenti anonimi sono soggetti a moderazione e verranno pubblicati solo dopo essere stati controllati. Per commentare immediatamente effettua il login.

Login Registrati
RISPONDI
Spiega il motivo della segnalazione:
Spam
Insulti
Altro, specificare:
SEGNALA

Commenti

Non ci sono commenti per questa recensione COMMENTA

Warning: max(): When only one parameter is given, it must be an array in /web/htdocs/www.silenzioinsala.com/home/side_cover2.tpl on line 31

Warning: Invalid argument supplied for foreach() in /web/htdocs/www.silenzioinsala.com/home/side_cover2.tpl on line 33
REGISTRATI LOGIN

TROVA CINEMA


Città

Includi provincia

Tutti i film
Film specifico

BOX OFFICE


REGISTRATI

LOGIN

Password dimenticata?

oppure

Entra con Facebook
Silenzioinsala.com utilizza i cookies per personalizzare e migliorare l'esperienza degli utenti.
Leggi la dichiarazione sulla privacy per saperne di più.
Sono d'accordo