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Blindato Recensione


Blindato Recensione

Recensione Silenzio in sala
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Una squadra di ufficiali organizza un colpo contro la propria agenzia per i trasporti blindati. Il programma è semplice e a prova di errore: trasportare e poi rubare 42 milioni di dollari mettendo in piedi una falsa rapina.

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Voto Silenzio in Sala: 3.5/5
Voto utenti: 3/5

Nelle previsioni non ci sono morti né feriti, solo un bottino da dividere in sei. Nel gruppo c'è il giovane e nuovo arrivato Ty Hackett (Columbus Short), un ex marine che ha vissuto l'inferno della guerra in Iraq e ha solo voglia di dimenticare il suo passato; ha un fratello a cui deve delle certezze, una casa e un lavoro stabile ma che non frutta abbastanza. Purtroppo nella logica disperata, quando il massimo che un uomo può dare non basta, diventare criminali non è solo una possibile strada... è l'unica scelta.

Prima annunciato, poi trascurato, infine ripescato e inserito nel listino delle uscite direct-dvd, Blindato è un thriller teso e frenetico, diretto da Nimròd Antal (Vacancy, Predators) e interpretato da un cast di attori ben amalgamati e innamorati dei loro ruoli. La formula è quella tipica della rapina, il tono invece è differente: tolta l'eleganza formale e la precisione matematica delle pellicole classiche - importante qui il ruolo del direttore della fotografia Andrzej Sekula, abile nel risaltare i contrasti – è ben evidente l'ambiguità dei caratteri, la confusione, l'istinto di sopravvivenza e l'ossessione che li guida all'annullamento. La distinzione etica e la scissione visiva tra giusto e sbagliato, buono o cattivo non è così marcata: si "è" in relazione agli altri, ma a quale prezzo? In un inferno creato da loro stessi, i personaggi si trovano di fronte a un bivio che impone loro una scelta: seguire il piano a tutti i costi oppure retrocedere e togliere il sangue da sotto le scarpe.

Blindato è un film che non intende sorprendere, piuttosto sfondare il muro della noia e intrattenere a cinture di sicurezza slacciate.

C'è chi volta le spalle per inseguire il successo e chi invece quelle spalle le utilizza per sorreggere coloro che soffrono. Anche i più determinati dovranno fare i conti con la paura, il dubbio che sia tutto sbagliato. In piena caduta libera l'unico appiglio è quindi il sentimento - forte, nel caso di Ty - nei confronti di un fratello a cui è stata tolta anche la facoltà di essere se stesso – lui writer, non può neppure imbrattare gli interni di casa con la sua arte. Da quel momento in poi inizia un gioco come quello del gatto con il topo, e come nei cartoon di Hanna & Barbera, sopravvive il più furbo, colui che sfrutta l'ambiente circostante a proprio vantaggio.

I punti deboli sui quali sarebbe facile scagliarsi contro sono legati al genere di appartenenza: esagerazioni, frenesia a discapito della coerenza comportamentale, attori più in ombra di altri.

Il genere è quello del thriller d'azione, con inseguimenti irregolari e differenziati, applicati in ambienti claustrofobici che sembrano strizzare l'occhio ai set marci e lerci della serie Saw. Le interazioni psicologiche appaiono veritiere nei limiti del plausibile, tra alti e bassi, spezzate da sequenze mozzafiato che distolgono l'attenzione dalla sceneggiatura. Scritto da James V. Simpson, Blindato garantisce un sapore intenso e un ritmo in crescendo. È sicuramente un film che non intende sorprendere, piuttosto sfondare il muro della noia e intrattenere a cinture di sicurezza slacciate.

di Vito Sugameli
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