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La fantastica signora Maisel Recensione stagione 1


La fantastica signora Maisel Recensione stagione 1

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La donna che ha dato la parola alle ragazze Gilmore, che ha scritto alcuni dei migliori e più veloci dialoghi della storia della tv, torna a dare lezioni di scrittura con uno show brillante e ancora più originale.

La fantastica signora Maisel, creazione di Amy Sherman-Palladino per Amazon Prime, si guarda tutta di fila: otto episodi, che scorrono via uno dopo l’altro. Premiata dagli utenti Amazon con un punteggio medio di 4,9 - per chi non lo sapesse, Amazon “decide” quali serie produrre in base al successo ottenuto dall’episodio pilota, reso subito disponibile in streaming - la serie è la sorpresa dello scorso anno: comicità, glamour (le ambientazioni fine anni Cinquanta sono eccezionali), interpreti grandiosi e la modernità dei dialoghi di Amy Sherman-Palladino che scriveva delle donne e per le donne quando ancora non era così di moda. Come Gilmore Girls, infatti, anche La fantastica signora Maisel racconta il mondo da un prospettiva femminile. La protagonista è di nuovo una donna che non sta al suo posto: ma stavolta, invece di indossare jeans strettissimi, volteggia per New York City con gonne vaporose e impeccabili cappellini.

Cronologicamente, lo show potrebbe essere un prequel di Mad Men; e con la serie capolavoro di Matthew Weiner ha in comune anche il tema dell’identità e dei ruoli sociali. Ma le analogie finiscono qui perché la verità è che lo show di Amy Sherman-Palladino non somiglia a niente già realizzato prima. E che di una protagonista come Miriam “Midge” Maisel, interpretata dalla bravissima (e bellissima) Rachel Brosnahan, se ne sentiva il bisogno.

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The famous mad divorcèe of the Upper West Side
1958. Midge Maisel, figlia di una benestante famiglia ebrea di New York, vive nell’Upper West Side con suo marito Joel. L’uomo ha un sogno, lavorare come comico, e per realizzarlo si esibisce nei club di NYC in piccoli numeri di stand-up comedy che, però, sortiscono ben poco successo. Midge è sempre al suo fianco, per aiutarlo a correggere le esibizioni e per procurargli la fascia oraria migliore in cui esibirsi, “corrompendo” i direttori dei club con i suoi manicaretti.

La tranquilla vita della coppia subisce uno scossone quando, dopo l’ennesimo numero finito male, Midge scopre non solo che le battute proposte dal marito sono copiate da altri comici, ma che il suo partner ha un’altra donna. Dopo questa serata turbolenta, che termina con la rottura tra i due, Midge – ubriaca e senza freni inibitori – finisce a esibirsi al comedy club di Joel, il Gaslight: il suo numero di stand-up è esilarante, spontaneo, ma anche molto sboccato. Colpevole di aver mostrato il seno al pubblico, Midge viene arrestata; ma la sua verve comica attira l’attenzione di Susie, che lavora al club e che intuisce in lei del potenziale come professionista.

L’affrancamento della protagonista dal ruolo di moglie e madre, nonchè dai ruoli stabiliti della società, è un tema caro a Amy Sherman-Paladino. E adesso è anche molto di moda. Ma la vera chicca di La fantastica signora Maisel rimane l’ambientazione del mondo della stand-up comedy, ieri come oggi molto ma molto maschilista. Il pilot della serie, da vedere in lingua originale, è un’esperienza dirompente: costellato di battute pungenti e situazioni surreali, aggiunge al dibattito sul femminile più di un argomento. Amy Sherman-Palladino si inventa una splendida signora della New York bene – che potrebbe essere una giovane Betty Draper, per intenderci – con un senso dell’umorismo eccezionale, un’ironia che si abbatte su tutto: dal sesso alla comunità ebraica.

Come spesso accade nelle serie Amazon, circostanza certamente dovuta all’importanza produttiva che assume il pilot, l’episodio 1x01 è nettamente migliore delle tre/quattro puntate che seguono: fino a metà stagione, la serie vola bassa e si dedica a creare l’ambientazione, a raccontare nel dettaglio ogni personaggio (anche quelli apparentemente marginali). Nella seconda parte, la season migliora. E anche molto.

Come Gilmore Girls, anche La fantastica signora Maisel racconta il mondo da un prospettiva femminile: la protagonista è di nuovo una donna che non sta al suo posto ma, invece di indossare jeans strettissimi, volteggia per New York City con gonne vaporose e impeccabili cappellini.

You're so pretty: why comedy, can’t you sing?
Se una donna è bella, non può fare ridere: questo dicono i più integralisti, oggi come ieri. Su questo tema La fantastica signora Maisel non indugia neanche un po’ e racconta la battaglia per la conquista del palcoscenico. La puntata 1x07, Put That On Your Plate!, in cui Midge incontra la famosa comica Sophie Lennon, sviscera per bene questo tema. Un episodio in cui si ride dall’inizio alla fine.

Finalmente Midge ha l’onore di incontrare una donna come lei, che fa la comica di professione e che ce l’ha fatta: peccato, però, che Sophie sia una macchietta e che per il ruolo che interpreta la raffinata signora si trucchi pesantemente e si finga ben più popolana che nella realtà. In seguito a questa scoperta, Miriam sfoga tutta la sua frustrazione in una stand-up in cui svergogna Sophie, finendo per giocarsi l’appoggio degli impresari di New York. Sarà la sua compagna di avventure Susie (Alex Borstein, che aveva lasciato il segno anche in Gilmore Girls) a doverla tirare fuori dai guai e ad accompagnarla in questo gioco di ruoli, sul palco e giù dal palco, che parla di maschere e ruoli sociali.

The Methodist version of me
Miriam Maisel è un personaggio che amiamo dal primo momento: l’identificazione con la protagonista è totale e istantanea. Più conflittuale, da spettatore, è il rapporto con Joel Maisel, il suo pavido marito. Insieme alla carriera della protagonista, seguiamo con passione la loro storia sentimentale, che fa da gancio per la stagione 2.

È Joel, infatti, a iniziare Midge al mondo della stand-up comedy ed è parlando del suo tradimento e della sua vita di coppia che la donna realizza sul palco alcuni dei numeri più brillanti. Ma Joel, che tipo di uomo è? Un giovane ragazzo ebreo, figlio di un padre impegnativo – eccezionale interpretazione di Kevin Pollak – che non riesce a sopportare il successo di sua moglie, più brava di lui, oppure un compagno che saprà mettersi da parte e aiutare Midge con la sua carriera? Le dinamiche raccontate sono estremamente moderne e credibili, nonostante il look dello show sia frivolo e civettuolo. Ancora una volta, nel racconto dei ruoli e del rapporto uomo/donna Amy Sherman Palladino dà il suo massimo. Se la radiosa protagonista, personaggio affascinante e carismatico, ci conquista dal primo momento, Joel resta sino all’ultimo episodio ancora un mistero. Vedremo se nella seconda stagione saprà conquistarci.

Momenti cult

- Il pilot, tutto, ma soprattutto l'esibizione finale di Midge al Gaslight;
- I racconti del padre di Joel Maisel, "eroe della Shoah";
- L'incontro tra Midge e Sophie Lennon... e l'irresistibile umorismo che ne segue;
- L'incontro tra Midge e la segretaria di Joel, nonché sua nuova ragazza;
- Il numero finale di Midge.

di Aurora Tamigio
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