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Andrea Ricca e i mostri indipendenti

Internet ha eletto un nuovo (piccolo) fenomeno italiano.

Il cinema indipendente sposa le idee originali? Non è poi così scontato. Realizzare un cortometraggio a budget zero comporta comunque dei rischi, poiché mettersi in gioco non basta a garantire un risultato soddisfacente. Nell'era ipertecnologica dei videofonini, dei mini computer e di home console che riducono sempre di più le distanze dalla realtà virtuale, c'è chi - tra i registi accreditati - sceglie di girare il proprio film con il solo ausilio dell'IPhone 4 e chi invece – tra i meno conosciuti - mette a frutto l'esperienza maturata con la grafica computerizzata per comunicare in modo divertente e frizzante. Stiamo parlando, nel primo caso, del regista di Old Boy: Park Chan-wook ha deciso infatti di utilizzare l'IPhone 4 come telecamera per il suo cortometraggio fantasy-horror Paranmanjang, costato complessivamente 130.000 euro.

Meno eclatante, sebbene meritevole di attenzione, il fenomeno Andrea Ricca e dei mostriciattoli da lui creati a costo zero. Laureato in Sociologia, ha inziato la sua carriera come disegnatore di fumetti educativi, per approdare poi nella grafica 2D-3D. All'attivo ha diversi cortometraggi di cui due sequel, The Furfangs e The Furfangs 2, progetti del regista e interprete salernitano che andremo ad analizzare.
p span style="font-weight: bold;"The Furfangs – Recensione/spanbr / object width="480" height="385"param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/-o7DKIKJBQI?fs=1&hl=it_IT"/paramparam name="allowFullScreen" value="true"/paramparam name="allowscriptaccess" value="always"/paramembed width="480" height="385" allowfullscreen="true" allowscriptaccess="always" type="application/x-shockwave-flash" src="http://www.youtube.com/v/-o7DKIKJBQI?fs=1&hl=it_IT"/embed/object /p
p style="text-align: justify;"Il breve cortometraggio di Andrea Ricca (5 minuti appena) rievoca in modo minimale e autoironico pellicole come Gremlins e Critters. Privato dei dialoghi, The Furfangs predilige una dimensione assurda in cui le spiegazioni non sono necessarie alla caratterizzazione di un mondo genuinamente assurdo. La storia parte istantaneamente e si focalizza sul confronto fisico tra piccole e dispettose creature venute dallo spazio e un ignaro abitante della terra (il regista). Nella sua impronta volutamente non-sense, le gag, un lavoro tecnico di compositing e 3D (a cura di Gennaro Acanfora) di qualità e le musiche originali di Gianfilippo De Mattia rendono il corto curioso e attraente. Utile per chiunque cerchi dalla rete nuove idee e soluzioni visive da investire in prodotto personali, innovativi e, perché no, insoliti come in questo caso./p
p span style="font-weight: bold;"The Furfangs 2 – Recensione/spanbr / object width="480" height="385"param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/x2dSKp99zec?fs=1&hl=it_IT"/paramparam name="allowFullScreen" value="true"/paramparam name="allowscriptaccess" value="always"/paramembed width="480" height="385" allowfullscreen="true" allowscriptaccess="always" type="application/x-shockwave-flash" src="http://www.youtube.com/v/x2dSKp99zec?fs=1&hl=it_IT"/embed/object br /br /Ricca ripropone i suoi mostriciattoli in questo secondo capitolo curando interamente regia, effetti speciali e montaggio. Il protagonista è sempre lui, il regista: questa volta prova a rilassarsi sul divano, collegato in rete con il suo pc. Ma a breve una piccola navicella bucherà il tetto del suo appartamento e da lì inizierà una nuova caccia... In The Furfangs 2 pur non moltiplicando le morti accidentali dei temibili alieni pelosi, ne aumenta l'attrativa. Un prodotto a budget zero che conferma come bastino pochissime idee (funzionali), una realizzazione attenta ma soprattutto tanta determinazione, per garantire a un soggetto cartaceo di varcare la soglia delle tre dimensioni (non necessariamente digitali). Un divertimento camp, spensierato, che trae giovamento da musiche ben ritmate - di Antonio De Luise - e un ritmo serrato che rievoca i cartoni animati Hanna & Barbera. Siamo dell'idea che, con un assennato lavoro di rifinizione concettuale, i Furfangs potrebbero viaggiare oltre, perché c'è tutta la materia prima per farne un trend di successo.br / /p
p span style="font-weight: bold;"L'intervista all'autore/spanbr /In occasione della pubblicazione in rete di The Furfangs 2 lo scorso 18 gennaio, abbiamo incontrato span style="font-weight: bold;"Andrea Ricca/span, il quale ci ha spiegato il suo punto di vista sull'opera e anticipato qualcosa sul suo futuro./p
p Innanzitutto la ringraziamo per averci concesso questa intervista.br / Grazie a voi per l'interessamento. /p
p Ci spieghi brevemente la sua esperienza professionale.br / Oltre alla laurea in Sociologia, ho cominciato, intorno ai sedici anni, a lavorare come disegnatore di fumetti per campagne sociali e didattiche
a livello locale. In seguito mi sono specializzato nella grafica 3D collaborando con diverse aziende, tra cui il Giffoni Film Festival. Successivamente ho svolto alcuni ruoli nelle tv regionali fino a dirigere un varietà televisivo./p
p Quanto è importante partire con un'idea ben definita quando c'è di mezzo
la computer grafica? Oppure in questi casi è ugualmente utile l'istinto?
br / Effettivamente quando si ha a che fare con gli gli effetti in 3D le riprese sono solo una minima parte del lavoro, che poi continua al Pc. Per questo lo
storyboard è fondamentale. Nessuna sequenza di quelle con aggiunte in computer grafica può essere improvvisata, altrimenti si rischia di
non poter inserire la CGI. /p
pspan style="font-weight: bold;"Perché il nome Furfangs? Quando ha pensato al soggetto, che cosa
voleva esprimere/omaggiare?/spanbr / In inglese "fur" vuol dire pelo, e "fangs" zanne. Le due parole messe insieme spiegano efficacemente l'essenza dei personaggi. In italiano,
tra l'altro, suona un po' come "furfanti". Il soggetto nasce dalla volontà di omaggiare quei vecchi film anni '80 dedicati al tema dei
"mostriciattoli", tipo Gremlins o Critters, contraddistinti spesso da una vena di umorismo. /p
p Domanda utile a tutti i giovani videomakers: per realizzare un corto come il
suo, quali strumenti sono richiesti e quali competenze specifiche?
br / Per i miei corti ho utilizzato una videocamera MiniDv, passando poi ad un HD.
Come software 3D sono stati utilizzati Lightwave e 3DS Max, più un software di montaggio tipo Premiere.
Naturalmente che sia stato io o altri a realizzare gli effetti 3D, è utile conoscere la materia, per sapere già in fase di
riprese cosa occorrerà in seguito, per facilitare il lavoro al computer, e soprattutto per rendersi conto della reale fattibilità di una
certa idea. /p
p Può segnalarci qualche curiosità legata alla direzione dei due corti?br / L'alunno di una scolaresca di passaggio mentre stavamo facendo le riprese di "The Guardian", vedendo l'attore combattere contro "il nulla" (lo scheletro sarebbe stato aggiunto in post produzione), ha esclamato: "Maestra, stanno girando un film di fantasmi!" /p
p Le piacerebbe ampliare l'universo dei Furfangs, magari pensando a una destinazione ben precisa (televisione o, perché no, il cinema)?br / Sicuramente. Data la simpatia riscontrata da questi personaggi mi piacerebbe riportarli in un ambito più professionale. Magari un film con la scena principale ambientata in una grande magione piena di stanze, così da dare ai Furfangs la possibilità di combinare guai nella sala da biliardo, nella cantina, nella soffitta, etc. /p
p Per un animatore/regista, quando e da dove (pubblico, critica, etc)
arriva la più grande soddisfazione?
br / L'apprezzamento del pubblico e della critica vanno di pari passo, anche perchè la mia intenzione sarebbe quella di realizzare dei prodotti diretti ad un
pubblico universale, dando allo spettatore ciò che lo possa divertire e gratificare al di là della provenienza. Tanto è vero che nei corti
ho volutamente evitato sangue, armi e scene troppo violente, così da renderli fruibili a tutti. /p
p Domanda cattivella, tenga conto che a farla siano i dispettosi
mostriciattoli da lei creati. Nei suoi corti figura sia come regista che
come interprete principale: è un caso o non ha ancora trovato nessun attore disposto a 'metterci la faccia'?
br / Nel corto "The Guardian" la "faccia" (ride) aveva cominciato a
metterla l'attore teatrale Michele Di Mauro, che è un amico ma anche molto fotogenico. Purtroppo per motivi di lavoro si è trasferito a Brescia, fuori dal campo dello spettacolo, e quindi non abbiamo potuto, per ora, fare altro insieme. Io personalmente non ho nessuna velleità di attore, anzi penso di essere quasi un disvalore per i corti (ride). Dopo i buoni riscontri di "The Furfangs" mi sono arrivati molti curriculum di aspiranti attori. Il problema è che si tratta di corti molto difficili da girare. Va fatto tutto con molta pazienza, inquadratura per inquadratura, magari tornando a girare qualcosa se gli effetti speciali, aggiunti dopo qualche mese, lo richiedono. Insomma, partendo dal budget zero, si tratta di corti strappati alla realtà con difficoltà. Non è facile per me richiedere ad un attore non pagato tanta fatica e ambizione. Spero comunque di trovare qualche persona motivata. Per migliorare più che di fondi avrei bisogno di un organizzatore. /p
p Ha in programma altri lavori che la impegneranno come regista e
animatore?
br / Ho qualche nuova idea, sempre basata sugli effetti speciali, ma per ora sono in fase embrionale. /p
p È dunque intenzionato a trasformare la sua passione in lavoro?br / Sarebbe il mio ideale, ma non basta la volontà, occorre anche un po' di fortuna e qualche persona del settore che creda in te. Dal canto mio posso
indicare il riscontro molto positivo ricevuto dai corti in termini critici e di interesse del pubblico. /p
p Dato il finale aperto, è previsto 'The Furfangs 3'? br /Un terzo capitolo sarebbe interessante per dare una chiusura, ma per funzionare il livello qualitativo dovrebbe salire e sulla base dell'attuale cornice zero budget credo sia più fruttuoso dedicarsi a idee nuove. /p
p La ringraziamo per la sua disponibilità. br /Grazie a voi. br /br /Maggiori informazioni sull'artista: a href="http://www.andrearicca.com/"span style="font-style: italic;"www.andrearicca.it/span/aspan style="font-style: italic;" /span/p.

di Vito Sugameli
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