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Quattro chiacchiere con Rocco Papaleo

Intervista in esclusiva al regista di 'Basilicata Coast to Coast'

Abbiamo avuto l'occasione, durante la serata di presentazione del a href="/recensione_dvd_basilicata-coast-to-coast.html"dvd/a di a href="/recensione-basilicata-coast-to-coast.html"span style="font-style: italic;"Basilicata Coast to Coast/span/aspan style="font-style: italic;" /span avvenuta l'estate scorsa, di conoscere di persona l'eclettico span style="font-weight: bold;"Rocco Papaleo/span, il quale, successivamente, ci ha accordato un'interessante intervista che vi riproponiamo ora in esclusiva. p span style="font-style: italic;"Lei lavora nello spettacolo da trent'anni ormai, eppure questa è solo la prima opera completamente sua sotto tutti i punti di vista... come si è preparato all'idea di dirigere un lungometraggio tutto suo?/span /p
p«Non mi sono preparato particolarmente: era una storia che avevo già in mente, e quindi diciamo che il percorso di avvicinamento alle riprese è stato quello di riflettere un po' sulla storia e su quello che erano le azioni dei personaggi... creare una storia che funzionasse.

Poi il mondo del set lo conosco, per tanti anni passatici sopra. Quindi comunque un'idea del meccanismo cinematografico ce l'avevo già, così in pratica non ho dovuto fare niente di particolare.»/p
p span style="font-style: italic;"Come si rapporta al successo del suo film, ancora più roseo delle già buone aspettative, in un periodo in cui tra l'altro il cinema italiano boccheggia?/span/p
p«Mah, intanto è molto meglio così, no? (ride) Faccio molta meno fatica! Chiaramente le cose sono andate oltre le aspettative e quindi sono molto contento, e anche grato, diciamo, alla fortuna che ho avuto: s'è creata una contingenza fortunata intorno al film. Perché so bene quanto anche la casualità giochi un ruolo determinante...il successo un po' si può prevedere ma solo fino a un certo punto: ci sono sempre cose imponderabili. Come dire...viviamo tutta la vita nell'insicurezza che la nostra proposta, il nostro talento siano più o meno efficaci, e un risultato come questo quindi mi da' fiducia in me stesso e aiuta il mio percorso. Non è che tutti i dubbi, grazie al successo del film, siano ora risolti, ma quantomeno ho avuto una risposta importante dal pubblico, che comunque è sempre il mio interlocutore principale. Il pubblico ha accettato la mia proposta e ora io ho più coraggio nel propormi ancora, eventualmente.» /p
p span style="font-style: italic;"Nell'edizione dvd è inclusa una seconda versione del film, una "worldwide edition" più corta di circa otto minuti al fine di rendere più 'agile' la pellicola per i mercati esteri. È stata difficile quest'operazione di rimontaggio?/span/p
p«No, è stata piuttosto piacevole perché come può immaginare uno non lascerebbe mai andare il film che ha sotto mano. Si ha sempre voglia di fare ritocchi...ancora oggi se potessi rimetterci le mani lo farei! Questo perché comunque il film, il cinema hanno questa staticità che una volta che il tutto è in circolo non puoi più far niente su di esso...io sono più un attore di teatro se vogliamo e quindi sono abituato all'evoluzione continua della performance, invece. Nel teatro è un divenire, ogni giorno tu puoi ritoccare, aggiustare, e soprattutto c'è questa grandissima “ultima regia” che è quella del pubblico. Quando sei in scena comprendi delle cose, come la palpabile emozione che crei nel pubblico man mano che la storia si srotola...invece nel cinema diciamo non è così. Cioè, l'emozione nel pubblico l'ho vista assistendo alle proiezioni del film con loro, ma non si può intervenire allo stesso modo, poi. Ma ho avuto questa possibilità del rimontaggio. Certo se potessi, alla luce del tempo che è passato, di come sono “invecchiato” anch'io dentro le mie convinzioni ci lavorerei ulteriormente, ma alla fine non si può stare tutta la vita appresso a un film... Ormai è andato, il dvd chiude un po' un cerchio. Però c'è anche il materiale aggiuntivo in questo senso: oltre al backstage ho girato un'altra ventina di minuti, così, rispondendo ironicamente alle piccole polemiche che mi sono state rivolte, sul fatto che non sono stato in tutti i paesi della Basilicata, com'era ovvio che fosse impossibile fare.»/p
p span style="font-style: italic;"L'edizione in dvd è molto ricca: oltre a due versioni del film comprende interviste, un documentario, il racconto e la mappa-itinerario. Come mai non si è pensato ad inserire un cd con la colonna sonora, che purtroppo non è stata pubblicata neanche a parte?/span/p
p«Purtroppo sulla colonna sonora c'è una questione irrisolta tra gli editori e il produttore musicale, e alla fine non s'è trovato un accordo, incredibilmente: una colonna sonora pluripremiata che rimane inedita è, diciamo, l'aspetto negativo, che pur ci vuole, in una storia bella come quella di questo film. Sono dispiaciutissimo di tutto ciò, ma me ne faccio una ragione. Esperienza in vista dei miei progetti futuri di pubblicare la mia musica, del quale nel mio film potete avere un assaggio. Vorrei pubblicare la mia musica magari sempre in dvd, magari a corredo di un documentario...un progetto diciamo multimediale. Sto riordinando le idee!» /p
p span style="font-style: italic;"Parlando ancora delle musiche, e nello specifico delle canzoni... Basilicata on my mind esisteva già diversi anni prima di Basilicata Coast to Coast: le altre canzoni che compongono la colonna sonora sono state invece composte per l'occasione o erano anch'esse preesistenti? C'è qualcosa di improvvisato, magari, com'è capitato per alcune scene del film?/span/p
p«Diciamo che già ce le avevo: quella cantata da Giovanna Mezzogiorno l'avevo scritta in precedenza e volevo la cantasse lei già prima ancora che nascesse l'idea del film. Mi attirava l'idea che Giovanna potesse cantare una canzone in generale. Poi c'è stata l'occasione del film e la canzone era perfetta per l'occasione: l'abbiamo calata nella sceneggiatura ed infine è stata la canzone che ha influenzato molti passaggetti drammaturgici. Quindi le canzoni un po' c'erano già e un po' ovviamente le ho rielaborate per renderle coese nel film...e quindi un po' le canzoni hanno rinforzato il film, e un po' il film ha rinforzato le canzoni.» /p
p span style="font-style: italic;"Cosa ci dobbiamo aspettare da Rocco Papaleo per il futuro? Sempre più progetti a 360°?/span/p
p«Tutta la mia vita è stata così: un po' casualmente è capitato di fare cose molto diverse fra di loro, e chiaramente è trapelata la parte del mio lavoro che ha avuto più audience: quindi magari qualcosa in televisione o qualche film tra i più popolari, come quelli di Leonardo (Pieraccioni, n.d.R.), che sono stravisti al cinema, e poi passano continuamente in tv. La parte più visibile del mio lavoro è quella lì, ma ho sempre fatto varie cose, un po' per curiosità, un po' anche per casualità. Mi sono venute sotto e le ho praticate, fermo restante che ho sempre suonato fin da giovane, e quindi possiamo dire che la musica è proprio il mio filo conduttore, in un certo senso.»/p
p span style="font-style: italic;"Un messaggio per i tanti giovani italiani che vogliono lavorare seriamente nel cinema e nello spettacolo, senza scorciatoie? /span/p
p«Ma io penso che valga per tutti l'idea di cercare di riconoscere il proprio talento e provare ad affinarlo...e quindi lo studio chiaramente è una componente importante. Però spingerei anche ad essere curiosi ed interessati agli altri e al loro lavoro e di (lo so che sembra un po' retorico) non cercare troppo la scappatoia, la scorciatoia...è importante solidificare la propria capacità e lasciare poi questo laboratorio sempre aperto. E poi nel corso della vita porsi sempre con una certa freschezza se possibile, un'apertura verso il cambiamento, senza sentirsi mai, diciamo, definitivi.»br /br /Ringraziamo il signor Papaleo per la grande disponibilità, cortesia e simpatia dimostrataci./p.

di Marco Papaleo
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