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The Dark Knight: nel segno del pipistrello

L'epica trilogia del Cavaliere Oscuro è ufficialmente terminata

Con Il cavaliere oscuro - Il ritorno si chiude la trilogia di Christopher Nolan dedicata a Batman, sancendo la definitiva consacrazione di una delle interpretazioni di maggiore successo del mito del Cavaliere Oscuro. I supereroi sono figure iconiche e carismatiche per definizione, ma sono pochi quelli che possono vantare un seguito così ampio e variegato come quello che caratterizza l’uomo pipistrello. Che sia nelle forme del fumetto originale di Bob Kane, della reinterpretazione di Frank Miller, dei lungometraggi virati al grottesco di Tim Burton o di quelli di Nolan, improntati ad una maggiore verosimiglianza, è l’idea alla base del concetto di Batman a risultare irresistibile: combattere il fuoco con il fuoco, l’oscurità che si fa protettrice della luce, nel nome di un altruismo che è in realtà una conseguenza della vendetta. Nella storia del cinema non sono solo Burton e Nolan ad aver portato sullo schermo le gesta del Cavaliere Oscuro, ma solo a loro si può attribuire il merito di aver dato profondità e personalità alle interpretazioni e alle riflessioni che si pongono alla base dei film.

Coerentemente con la propria sensibilità, Tim Burton ha focalizzato la propria attenzione, soprattutto in Batman - Il Ritorno, sull’alterità, il bizzarro e gli aspetti più grotteschi e onirici che caratterizzano in parte lo stesso Batman e più potentemente le sue nemesi. Laddove Batman è colui che prende sulle sue spalle il fardello della tutela di Gotham City e lo fa con un senso di responsabilità opprimente, personaggi come Joker – forse una delle più complesse e affascinanti figure di “villain” mai create – Catwoman o Pinguino giocano con il proprio ruolo e con la loro realtà, assumono comportamenti ambigui che sono il portato di un’eccentricità che, per destino o per scelta, caratterizza il loro essere complessivo. A Burton Batman ha dato la possibilità di esplorare una volta di più quell’universo di surreale fantasia tendente all’horror che da sempre lo affascina, creando interpretazioni memorabili in virtù del fatto che alla base dei personaggi è possibile rintracciare anche questo tipo di riferimenti e stressarne l’importanza..

L’operazione iniziata da Nolan con Batman Begins, proseguita con Il cavaliere oscuro e portata a termine con Il cavaliere oscuro - Il ritorno ha interpretato la figura archetipica di Batman in modo completamente diverso, sfruttando il carisma del personaggio per intavolare una discussione molto più smaccatamente ideologica, che si è giovata dell’estremizzazione di personaggi “da fumetto” per giustificare i potenziali eccessi sia visivi che concettuali di cui si fa portatrice. Il risultato, anche in virtù delle qualità registiche di Nolan, oltre che del casting di alto livello che contraddistingue i tre film, è un’interpretazione di Batman che cerca di uscire dai vincoli non del fumetto, ma della considerazione che del fumetto i non lettori hanno, facendo della trilogia una riflessione a tutto tondo sulla società contemporanea e i suoi eccessi reali e potenziali, fortemente ideologica e quindi più o meno condivisibile e criticabile.



Sul piano umano, Christopher Nolan indaga la figura di Bruce Wayne/Batman in modo abbastanza canonico, ma sottolinea l’importanza dei rapporti umani, sia diretti (Alfred, Rachel, il Commissario Gordon) che indiretti, nei termini della trasformazione dell’uomo e delle sue azioni in simbolo ed esempio per la collettività. La straordinarietà del risultato è nella natura romantica della figura di Bruce Wayne e del suo alter ego, che in questa prospettiva pseudo-realistica diventa ancora più titanica e persino cristologica, nella ferrea volontà di Batman di farsi carico delle altrui responsabilità e sacrificarsi per il bene di una città che l’ha rinnegato. Nolan non raggiunge con Batman la profondità che lui stesso e altri hanno raggiunto in altri film, ma dona certamente al personaggio cinematografico (teniamo a sottolinearlo) di Batman uno spessore che nessuno ad oggi ha saputo dare ad un protagonista mutuato dal mondo dei fumetti e nel complesso, costruisce una trilogia di film d’azione che può vantarsi di andare molto oltre il mero aspetto estetico.

di Roberto Semprebene
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