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'Come non detto', intervista esclusiva al regista

Ivan Silvestrini, classe 82, è il nuovo giovane talento del cinema italiano

È uscito lo scorso 7 Settembre Come non detto (a href="/recensione-come-non-detto.html"leggi la nostra recensione/a), film d’esordio - prodotto e distribuito da Moviemax - di Ivan Silvestrini, regista classe 1982 diplomatosi al Centro Sperimentale di Cinematografia di Roma. Dopo essersi distinto con i suoi cortometraggi, Ivan Silvestrini ha ideato e diretto la prima web series italiana in lingua inglese, Stuck, visualizzato per un buon 70% da utenti degli Stati Uniti. Autore anche del libro illustrato da Soniaqq Lady Tentacle, Vita Opere e Amori della ragazza tentacolo, Ivan Silvestrini ha accettato di incontrare a href="https://www.facebook.com/SilenzioInSala"Silenzio In Sala/a e di raccontarci alcune impressioni del suo debutto cinematografico che ha affascinato pubblico e critica.
p Il tuo film d’esordio, Come non detto, ha conquistato in maniera quasi unanime la critica. In attesa di conoscere anche il responso del pubblico, quali sono le tue impressioni? Ti aspettavi un’accoglienza così calorosa?br / Be', con tutto il lavoro che c'è stato dietro questo film, con l'amore e il sudore della troupe, del cast, della produzione, con gli sforzi personali che ho riversato in questo progetto...

beh ci speravo, ma sono rimasto sorpreso ugualmente. Ad oggi stanno uscendo anche le impressioni del pubblico e sono ancora più entusiaste./p
p Raccontaci come è nato il progetto.br / Roberto Proia aveva scritto il copione e cercava un regista che lo dirigesse.
Ha visto il mio saggio di diploma CSC a href="http://www.youtube.com/watch?v=LZa2bPTXxQw"Avevamo vent'anni/a e ha pensato che potessi avere la sensibilità giusta per raccontare quella che è un po' una versione romanzata della sua vita. La sceneggiatura era piena di cuore e onestà, ho accettato subito.
/p
p È stato difficile scegliere gli attori che avrebbero prestato il volto ai personaggi?br / Non è stato immediato. La scelta degli attori era cruciale per un film corale come questo, non c'era tempo per raccontare il background dei personaggi secondari in maniera iper approfondita quindi la scelta dei volti, degli attori, era fondamentale per far sì che lo spettatore avesse la netta sensazione di conoscerli già da tempo. Ogni volto porta con sé una storia... io sono molto soddisfatto del cast e di come ho lavorato con ognuno di loro, non a caso è uno degli aspetti che più vengono notati del film./p
p Come non detto arriva al cinema mentre a Milano vengono ufficializzate le coppie di fatto. Pur senza essere militante, o politico, pensi che il tuo film possa far aprire gli occhi a chi ancora vede nell’omosessualità qualcosa contro natura? O, più semplicemente, speri che possa essere in qualche modo d’aiuto a chi sta ancora affrontando il momento pre-coming out?br / Spero proprio di si, spero che chi vedrà questo film non troverà argomenti per definire contro natura la storia d'amore dei due protagonisti, era questa la mia sfida principale: far percepire in maniera palpabile che tutto fosse estremamente naturale e inevitabile, come l'amore.
Quanto al coming out, io ci tengo a dire che il proprio orientamento sessuale è un'informazione che alla stragrande maggioranza delle persone intorno a noi non dovrebbe interessare, perché noi siamo quello che facciamo, non siamo quello con cui andiamo a letto.
Penso però che la mancata condivisione di una tale enorme parte di sé possa precludere molto nei rapporti con le persone a noi più care, come la famiglia. La felicità è reale solo se condivisa, per questo ha senso prima o poi fare coming out. Come ha detto Josafat Vagni: “tu non hai niente da perdere da un genitore che non ti accetta per quello che sei”.
/p
p Va detto, però, che Come non detto non è solo un film sull’omosessualità. Tutti i personaggi, chi più chi meno, devono vedersela con un coming out e con l’affermazione del diritto a essere se stessi. Sbaglio? Assolutamente no! Sei nel giusto! Come Non Detto è una commedia universale sui segreti delle persone e sul potere liberatorio della verità!/p
p Roberto Proia ha detto in conferenza stampa, ricalcando una frase di Monica Guerritore: «essere se stessi non deve essere un atto eroico». Tu cosa ne pensi? br / Monica ha assolutamente ragione, io ho un senso abbastanza epico della vita e volendola parafrasare potrei dire: la vita è una sola e merita l'eroismo necessario ad essere felici./p
p Nel mondo dell’intrattenimento online sei conosciuto per essere il creatore della web serie Stuck, della quale sei regista e sceneggiatore. Per Come non detto, invece, ti sei poggiato sulla bella sceneggiatura di Roberto Proia. Come è andata la collaborazione? br / Il rapporto col cuore altrui è sempre delicato, e Roberto aveva messo tutto il suo cuore nella sceneggiatura. A volte è stato complicato capirsi profondamente, ma col tempo ognuno ha trovato il suo equilibrio e l'ultima stesura, che sposo in pieno, ha preso vita./p
p Tra le ispirazioni che hai affermato essere complementari al film figurano pellicole come In & Out, Il mio grosso grasso matrimonio greco e Little Miss Sunshine. In cosa ti hanno aiutato, nella messa in scena del film?br / Roberto si è probabilmente ispirato nella scrittura ai toni dei primi due, io mi sono ispirato alle atmosfere pop/pastello dei film indie americani, aggiungendoci un po' di subliminale avanguardia danese./p
p C’è stata una scena, o una sequenza, che ti sei divertito a girare più di altre?br / La scena finale tra Mattia e la sua amica Stefania che è per l'80% frutto di improvvisazione sul set è stata meravigliosa, ma il momento più spassoso sono di certo state le inquadrature di Josafat allo specchio che cerca di provare il suo discorso. Spero che nel dvd ci siano tutte quelle scartate, che meritavano davvero (ma la scena non poteva durare 10 minuti). Io gli dicevo: “ora datti uno schiaffo come se lo dai! E ora come se lo ricevi!” e lui interrogativo: “ma Ivan, so' sempre iooo!”. Mi sono divertito molto anche con Monica e l'arrosto./p
p In un’intervista hai dichiarato che bisogna togliersi la maschera, affrontare le proprie ferite e magari riuscire a riderne. Quanto c’è, di tuo, in Come non detto?br / C'è tantissimo, chi mi conosce mi ha rivisto in ogni scena. La regia è interpretazione. E la mia interpretazione pervade ogni scena del film. Ce ne sono alcune nate da improvvisazioni che sento poi ancora più mie, come la sequenza dell'innamoramento di Mattia ed Eduard, il prologo allo specchio, il finale con Stefania.../p
p Nelle prime recensioni uscite sul tuo film, si è sentito preponderante il paragone con registi fortemente legati alle tematiche omosessuali. Mi riferisco a registi come Ozpetek e Almodovar che, tuttavia, fanno film fondamentalmente diversi dal tuo, fosse anche solo per il tono scelto per narrare la storia. Lo stesso Proia ha raccontato che dopo aver scritto la sua sceneggiatura, qualcuno gli disse che somigliava in maniera impressionante a Mine Vaganti. Come ti rapporti a questi paragoni, spesso anche forzati?br / Mine vaganti parla di un coming out mancato a causa di un coming out abbastanza drammatico. È un film che racconta di una rinuncia, il che è molto realistico come scenario. In come non detto Mattia è costretto a fare coming out e scopre che ciò che è costretto a fare è anche ciò di cui ha più bisogno nel profondo. Questa è una commedia ottimista, perché per dirla a la Proia: se non sei tu il primo ad accettarti come puoi pensare che gli altri ti accettino?/p
p Nel prediligere un tono più scanzonato, ma anche più verosimile, e dalle tinte pop hai guardato a qualche regista in particolare?br / Probabilmente le commedie indie americane principalmente, ma non sono un amante del citazionismo, preferisco non rifarmi mai a qualcosa direttamente, lascio che le mie influenze agiscano su di me e sul mio stile in maniera subliminale./p
p Dopo l’avventura di Come non detto, ci sono già altri progetti all’orizzonte?br / Intanto devo finire la prima stagione di Stuck, poi si vedrà :) voi intanto magari se volete aiutarmi andate al cinema! br /br /Sei un regista molto giovane, specie se si considerano i canoni italiani. Che cosa ti sentiresti di consigliare ai giovani che si approcciano al mondo del cinema e che si sentono rispondere che non ci sono fondi o, peggio ancora, che «con la cultura non si mangia?»br / Bisogna trovare un modo di rendere la cultura appetibile, forse non è più tempo per “l'arte al quadrato”, fine a se stessa, non nel cinema per lo meno.
Allo stesso tempo oggi i filmmakers hanno uno strumento potentissimo per esprimersi, hanno la rete, hanno le web series, hanno le fotocamere da 1000 euro che fanno video incredibili, come direbbe Spike Lee “non abbiamo più scuse”.
Con la diffusione democratica della qualità visiva si apre una nuova sfida (che non avrebbe mai dovuto chiudersi): quella dei contenuti. La bravura tecnica viene data per scontata dai produttori, non ci sarà molto spazio per chi è “bravo a girare” ma non ha un'idea. Io consiglio di scrivere, scrivere, scrivere, e non per forza da soli. Io ho esordito su una sceneggiatura non mia, ma saper gestire un lungometraggio non è cosa immediata, io prima di Come Non Detto ho scritto 6 lungometraggi, alcuni dei quali sono finiti nel cestino, altri nel cassetto.
/p
p Grazie mille per la disponibilità. E in bocca al lupo per il futuro. /p
pSe volete seguire i passi di Ivan Silvestrini vi suggeriamo il a href="http://silvestriniade.blogspot.it/"suo blog/a e la a href="http://www.youtube.com/user/stuckwebseries"pagina youtube/a dedicata a Stuck - The Chronicles Of David Rea. Vi segnaliamo anche il sito del libro illustrato Lady Tentacle: a href="http://www.ivansilvestrini.com/ladytentacle.htm"http://www.ivansilvestrini.com/ladytentacle.htm/a /p.

di Erika Pomella
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