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Quando l'amore cambia la storia: ritratti cinematografici di donne innamorate

Da A United Kingdom a Her: il romanticismo racconta l'universo femminile

Sono passati diciassette anni dall’uscita nelle sale di Chocolat e generazioni di giovani, che adesso forse non lo saranno più così tanto, hanno pensato che fosse uno dei film più romantici di sempre. Il merito va in parte a Johnny Depp, che dopo quell'interpretazione è rimasto il sogno di molte ragazze, ma anche all’opera di Lasse Hallström: una vicenda intricata che parla di un sentimento vissuto con coraggio, che può muovere qualsiasi cosa e persino superare barriere razziali e pregiudizi. Recentemente, un altro film al cinema ha saputo trattare questi temi attraverso il racconto di una storia d'amore: A United Kingdom - L'amore che ha cambiato la storia, di Amma Asante, tratto dal successo editoriale di Susan Williams Colour Bar che racconta la storia di Seretse Khama e Ruth Williams. L’accostamento con Chocolat non è casuale.

Attraverso sfumature diverse, A United Kingdom - L'amore che ha cambiato la storia riporta sugli schermi un amore che abbatte ostacoli reali, senza scimmiottare stereotipi banali. L'opera della Asante, arrivata in Italia nel mese di febbraio, parla di un’unione capace di farsi motore ed energia per il bene della collettività. La Ruth Williams di A United Kingdom - L'amore che ha cambiato la storia, proprio come Vianne di Chocolat, arriva in una terra sconosciuta e dovrà lottare per superare gli ostacoli che si presenteranno alla sua felicità. L’incontro tra Seretse e Ruth avviene in maniera del tutto casuale, allo stesso modo la passione che li travolgerà sarà spontanea e vertiginosa. Una storia che sembrerebbe destinata a spegnersi prima ancora di cominciare, data la diversa natura dei personaggi; lei impiegata bianca e londinese, lui nero ed erede al trono del Botswana. Al contrario, invece, tutto si evolve e prende corpo. Soltanto l'amore può avere la forza necessaria per andare oltre ogni avversità e garantire un futuro migliore. A United Kingdom - L'amore che ha cambiato la storia ci ricorda quanto la semplicità di un bacio sia in grado di abbattere qualsiasi muro.

Da sempre il cinema romantico racconta storia di donne e della loro capacità di cambiare il corso degli eventi. A partire proprio da un film insospettabile, la commedia per eccellenza: Pretty Woman (1990). Rivedendolo oggi, probabilmente, potrebbe definirsi scontato: un uomo di potere che paga una donna e finisce per innamorarsene, ricambiato. La storia della prostituta dal cuore d'oro interpretata da Julia Roberts porta alla ribalta l’amore tra due opposti, l'amore sacro e quello proibito. Se consideriamo, inoltre, che negli anni ’90 non era così facile parlare apertamente – soprattutto nelle commedie romantiche – del binomio potere e prostituzione, possiamo immaginare quanto questo film abbia stravolto gli equilibri socio culturali servendosi della dolcezza della protagonista.

Ma l'amore delle donne al cinema non è solo un sentimento puro, antico, semplice quanto intenso. Può essere cinico, ma non meno trascinante, quando la protagonista non è pienamente coinvolta emotivamente, almeno non al punto da mettere in discussione la propria vita, mentre l’uomo sembra essere costantemente in balia degli eventi. Anche in questo caso è la donna a muovere gli eventi cinematografici. Alcuni esempi? Dead Man Down - Il sapore della vendetta (2013) di Niels Arden Oplev e L'amore bugiardo - Gone Girl (2014) di David Fincher fotografano quest’inversione di rotta in cui amore fa rima con possesso. E quando tutto sembra essere a portata di mano, il limite tra affetto e abuso diviene labile.

Nel terzo millennio si rischia di subire un’involuzione latente per cui non si ha voglia di cercare risposte e soddisfare curiosità; allora persino un bisogno elementare come quello di amare ed essere amati in modo spontaneo può intaccarsi. Se prima c’era voglia di coltivare un sentimento, oggi non se ne ha il tempo. O forse non possiamo permetterci di aspettare troppo. La donna cinematografica non è sempre in carne ed ossa, ma si cela a volte dietro uno schermo. Parliamo del folgorante Lei, diretto nel 2013 da Spike Jonze, in cui Theodore Twombly (Joaquin Phoenix) perde la testa per Samantha, un dispositivo che ha la voce femminile di Scarlett Johansson. Il condivisibile ha sostituito il vissuto, perciò il risultato auspicabile diviene un pacchetto di emozioni che si scandiscono a colpi di like e faccine. Ma sempre di emozioni si tratta. E finchè ci sarà spazio per i sentimenti, le donne saranno in grado di scrivere pagine di cinema.



di Andrea Desideri
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