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Robin Williams, gli insegnamenti di un papà cinematografico

Per anni Hollywood ha fatto di Robin Williams il "papà cinematografico" per eccellenza: e, grazie a lui, due o tre cose le abbiamo imparate

Quando l'11 agosto 2014 la stampa ha diffuso la notizia della morte di Robin Williams, svariate generazioni di fan sono rimaste attonite. Tralasciando una volta per tutte i dettagli sulla scomparsa di questo attore straordinario, una domanda appare più interessante. Perchè abbiamo amato così tanto Robin Williams e i suoi film? Parliamo di quel cinema che lo ha reso famoso, nel bene e nel male, costruendogli una maschera magari non sempre realistica ma di grande successo (che poi, negli anni Duemila, Robin ha desiderato rivoluzionare con film come Insomnia di Christopher Nolan).
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Una risposta potrebbe essere questa. Soprattutto negli anni Novanta, Robin Williams è stato sul grande schermo il papà cinematografico per eccellenza.

Attraverso i suoi occhi azzurri, il carisma e la sua presenza scenica, Hollywood ha introdotto nel nostro immaginario — i tempi erano evidentemente maturi per farlo — una figura di genitore innovativa. Al padre non spetta più (solo) il compito di mantenere l'autorità, di trasmettere la morale e tramandare le aspettative: è una figura equivalente, per potere affettivo e influenza, alla madre. E, in quanto tale, deciso a lanciarsi nella folle ri-conquista dei propri figli.

Insomma, che in quegli anni fossimo bambini, adolescenti o già genitori, alcuni dei più famosi personaggi interpretati da Robin Williams hanno soddisfatto il nostro desiderio di vedere ritratta sul grande schermo una figura paterna diversa dal solito. In qualche caso, abbiamo riconosciuto la parte migliore dei nostri genitori; in altri ci siamo ritrovati a sognare. Per una manciata di anni l'immaginazione di alcuni fortunati sceneggiatori e registi, insieme alla lungimiranza dei produttori, hanno fatto di Robin Williams il "papà cinematografico" per eccellenza. Anche quando non recitava letteralmente questo ruolo. E da lui, due o tre cose le abbiamo imparate. Vediamo se siete d'accordo.

«Grazie per aver creduto»
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Nel 1991 Steven Spielberg dirige un favola liberamente tratta da Le avventure di Peter Pan di J.M. Barrie. Hook - Capitan Uncino è un vero scontro tra padri: da una parte c'è un placido avvocato (Robin Williams) che ha scordato di essere Peter Pan, dall'altra un virile (Dustin Hoffman) Capitan Uncino. Per essere ottimi adulti non bisogna mai scordarsi di restare bambini: lo hanno detto in molti ma, come sempre, Spielberg lo dice meglio di tutti.

«Un avversario prima o poi va affrontato»
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A fronteggiare i pericoli e le creature selvagge che fuoriescono da Jumanji, il misterioso gioco da tavola che dà il titolo a un tenero cult anni '90, non c'è una famiglia tradizionale bensì un nucleo improvvisato: Alan, che ha un conto in sospeso con la propria infanzia; la sua mai-del tutto-compagna Sarah; i due fratelli, orfani, Peter e Judy. Come ricostruire una famiglia in poche mosse: avventura, affetto, coraggio.

«Quando fece me, Dio poi gettò lo stampo»
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Nella sua totale irrealtà, Mrs. Doubtfire - Mammo per sempre (1993) è un vero manuale. Daniel Hillard si è appena separato da sua moglie e, pur di non rinunciare a passare del tempo con i suoi tre figli, decide di vestire i panni dell'attempata domestica di famiglia. Nel 1994 l'American Comedy Award premia Robin Williams come attore più divertente dell'anno: Mrs. Doubtfire - Mammo per sempre fa ridere, è vero, ma è anche uno dei primi film in cui si parla di divorzio ai più piccoli.

«Rendete straordinarie la vostre vite»
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Make your lives extraordinary. Un indimenticabile mantra, entrato nella classifica delle 100 frasi migliori del cinema. Nel 1989 Robin Williams interpreta il prof. John Keating, un vivace insegnante che cambia per sempre le vite dei suoi allievi al rigido collegio maschile Welton. Con tutta la sua retorica e ingenuità, L'attimo fuggente è come una rassicurante pacca sulla schiena alla fine di una giornataccia. Un film che mette esplicitamente, e dolorosamente, in discussione il ruolo tradizionale del padre e dell'uomo in società (tanto che nel 2003 Mona Lisa Smile, con Julia Roberts, può considerarsi la sua, meno riuscita, versione femminile).

«Non è colpa tua»
Non che nessuno di noi avesse la pretesa di essere intelligente e problematico come il giovane Matt Damon in questo filmone del 1997 di Gus Van Sant, ma magari due parole con Sean McGuire, lo psicologo interpretato da Robin Williams, ci avrebbero fatto comodo. Non si parla più di infanzia e adolescenza: Will Hunting - Genio ribelle affronta i problemi del passaggio all'età adulta. Tocca a Sean insegnare a Will, ragazzo interrotto, orfano in moltissimi sensi, come si sta al mondo, come ci si innamora, come si fanno delle scelte.

di Aurora Tamigio
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