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Roman Polanski: per lui ancora accuse di violenza sessuale

Una donna di nome Renate Langer ha dichiarato che il regista avrebbe abusato di lei nel 1972

La polizia svizzera ha raccolto nuove prove indiziarie contro il Premio Oscar Roman Polanski. Una donna di nome Renate Langer ha dichiarato che il regista avrebbe abusato di lei nel 1972, nella città di Gstaad, quando lei aveva 15 anni.

Nel 1977 Polanski fu dichiarato colpevole negli States e scontò 42 giorni di prigione per aver consumato sesso illegalmente con la allora tredicenne Samantha Geimer. Il regista fuggì dal paese prima che potesse essere emessa la sentenza e rimane a oggi un fuggitivo per il sistema giudiziario statunitense. Agli arresti domiciliari nel suo chalet svizzero, Roman Polanski aveva dichiarato di essere ormai a posto con la coscienza: «Sono stato ritenuto colpevole, sono andato in prigione e ho già scontato la mia pena rimanendo confinato qui.

I giudici che hanno lavorato al caso in questi 40 anni sono corrotti, si sono passati la palla uno con l'altro, io spero che ora tutto questo abbia finalmente una fine».

Renate Langer è un attrice di 61 anni nata a Monaco di Baviera: è la quarta donna ad accusare pubblicamente Polanski di violenza sessuale. In agosto un'altra presunta vittima, identificata solo come Robin, ha dichiarato in una conferenza stampa che Roman abusò di lei nel 1973, alla età di 16 anni. Robin si è decisa a uscire allo scoperto dopo che la Geimer ha chiesto alle autorità di archiviare il suo caso. Secondo il New York Times, la Langer ha voluto seguire l'esempio di Robin. Nell'intervista ha dichiarato di aver conosciuto Polanski quando lavorava come modella a Monaco e di averlo seguito in macchina in una casa a Gstaad, dove lui la violentò. Gli inquirenti svizzeri possono andare avanti con il caso, anche se i molti anni trascorsi rappresentano un problema.

La carriera di Roman Polanski non si è mai arrestata da quando il regista ha lasciato gli Stati Uniti per la Francia, dove molti lo considerano un'icona. Ha vinto 8 Cesar, l'equivalente francese degli Oscar, tra cui miglior regista per Il Pianista. La vita del regista è stata segnata da controversie giudiziarie e accadimenti nefasti: fra tutti ricordiamo il massacro avvenuto nel 1969 nella sua villa di Los Angeles a opera della setta di Charles Manson, nel quale persero la vita diversi suoi amici e la moglie Sharon Tate al settimo mese di gravidanza.

Fonte: New York Times.

di Angela De Angelis
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