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Se il Natale fosse un film: La vita è meravigliosa, il ricordo di un classico senza tempo

Da oggi fino al 25 dicembre i nostri redattori raccontiamo i loro film delle Feste: iniziamo con il capolavoro di Frank Capra, tra mistero, attesa e nostalgia

È stato un incontro fulminante, il nostro. Un rapido scambio di sguardi, una segreta risonanza, un istintivo abbraccio di anime che si sono tinte immediatamente dei colori del destino. La fiamma della passione ha bruciato in quella lontana sera di dicembre, come un miracolo natalizio, come una stella cometa che, da allora in divenire, avrebbe rischiarato col suo lume il sentiero impervio della vita.

A quel tempo indossavo ancora i panni dell’ingenuo scolaretto e, mentre gli anni Novanta mi scortavano per mano oltre la soglia beata dell’infanzia, risoluto muovevo i primi passi in direzione del mio amore per il cinema. Un amore tipicamente giovanile, fatto al tempo stesso di illusione e fantasia, di curiosità bramosa e goffa pudicizia.
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Una settimana dopo l’altra, acquistavo puntualmente il giornale dei programmi televisivi per tuffarmi a capofitto nella sua lettura, alla ricerca di quei titoli che per qualche motivo spiccassero tra le trasmissioni spazzatura, che meritassero l’onore di finire impressi sul nastro di una videocassetta, o magari direttamente nel mio cuore, insieme ai classici dell’animazione Disney, ai western di Sergio Leone, all’indimenticabile King Kong.

Quali magnifici spettacoli mi attendevano dietro la prossima pagina? Quali preziose meraviglie mi avrebbero scelto come loro testimone?

È proprio in questa cornice, un po’ buffa e un po’ romantica, che ha avuto luogo il nostro incontro: non potrò mai dimenticare quella fredda serata di fine autunno in cui sedevo a tavola con i miei genitori, intento a consumare la cena, mentre il telegiornale in sottofondo pronunciava un indistinto mormorio. A un tratto, un servizio giornalistico racconta spezzoni cinematografici dedicati al Natale. In maniera del tutto istintiva, i miei occhi deviano verso il piccolo schermo, soffermandosi pigramente sulla breve sfilata di immagini.
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All’improvviso, in mezzo a tutti gli altri, noto quell’uomo: un uomo che corre tra le vie della città gridando a squarciagola, rientra in casa madido di neve e di sudore, si precipita sulle scale a quattro a quattro per farsi incontro ai figli e la moglie. C’era in lui qualcosa di speciale: un’ebbrezza divina e un’aura luminosa animavano i suoi gesti sublimemente sgraziati e accendevano il suo sguardo follemente ispirato. Rimasi a bocca aperta: nonostante la visione fosse durata soltanto pochi istanti, qualcosa dentro di me somiglia a un’autentica rivelazione. Dovevo scoprire a tutti i costi chi egli fosse, a quale pellicola appartenesse quell’estratto.

Il primo gesto: chiedere subito ai miei genitori se conoscessero il film in questione. Pur non rammentandone il titolo, è stato mio padre a illustrarmi a grandi linee quella storia: una volta ascoltata, ero ancora più innamorato di quell’oggetto ancora oscuro del desiderio. Dopo innumerevoli perlustrazioni in edicola e metodiche ricerche sulle riviste del settore, ecco trovato il titolo del film: La vita è meravigliosa.

Di lì a qualche giorno sarei riuscito finalmente a vedere il film. Nessuna delle aspettative che per mesi avevo nutrito è stata delusa: ho avuto la piena e assoluta consapevolezza di stare assistendo a uno spettacolo che mi avrebbe segnato nel profondo. Impossibile rendere conto del carico di sensazioni che mi hanno travolto durante quei 130 minuti. Una cosa, però, posso affermare con certezza: l’emozione di quel giorno è la stessa che ancora oggi riscopro a ogni visione del film.

Dal momento in cui ho incontrato La vita è meravigliosa di Frank Capra, addirittura prima di conoscerne il nome o la storia, questo film ha rappresentato una presenza stabile e indispensabile al mio fianco.

Per quanto mi riguarda, nessun altra pellicola può vantare lo stesso grado di affezione né un talento paragonabile nell’incarnare il significato più autentico del Natale, fatto di mistero e devozione, di attesa e preparazione, di letizia e nostalgia, di sacrificio e dono amoroso. Una stagione dell’anima tanto semplice quanto pura, che ogni volta si rinnova pur rimanendo fedele a se stessa. Come un miracolo, come una magia, come il cinema..

di Davide Tecce
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