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Bande à part Editoriale


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Godard e il suo pubblico: perchè i giovani amano la Nouvelle Vague

Il ritorno di Bande à part sul grande schermo, in versione restaurata, ha dimostrato la modernità di Godard e il successo sul pubblico giovane

Un piccolo miracolo si è verificato lo scorso 12 febbraio nel piccolo Cinema Beltrade di Milano: una coda fino al cancellino d'ingresso si è formata per ottenere un biglietto per la proiezione della versione restaurata di uno dei classici della Nouvelle Vague e del cinema francese, Bande à part di Jean-Luc Godard. Opera del 1964, è la storia di Arthur e Franz che seguono una soffiata della loro amica/amante Odile e arrivano a tentare una rapina in una ricca casa nella periferia di Parigi. Il colpo si fa, ma le cose non vanno esattamente come nei piani.

Anche Bande à part, come la maggior parte dei film della Nouvelle Vague, è girato low budget e in pochissimo tempo; lo stile, diventato cifra stilistica del movimento, si ispira agli albori del cinema e ai film di serie B americani.
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Che questo film sia amato dai cinefili è cosa nota, ma appare incredibile che dopo tutti questi anni un'opera in bianco e nero scolorito, di certo di non facile lettura, riesca ad attrarre così tanto pubblico in un freddo lunedì sera. Ma soprattutto, pubblico giovane.

Vedere questa fila di ragazzi tra i 20 e i 30 anni, in coda al Beltrade, attendere trepidanti di entrare in sala, porta a riflessioni ottimistiche sui gusti cinematografici delle generazioni più giovani.

E fa ancora più piacere il rispetto nei confronti di questa pellicola, un film che il 90% delle persone in sala conosceva già. Niente sbadigli, niente smartphone accesi durante la proiezione, nessun bofonchiare con l'amico di fianco. Un silenzio quasi sacrale dominava il Beltrade, come fosse il 1964: così uno dei capolavori della Nouvelle Vague ha potuto affascinare ancora gli spettatori per stile, tematiche e ironia.

E proprio quest'ultima è probabilmente il punto forte del film, quello che attira tanta gioventù. Sottile e citazionista, lo stile arguto di Godard ci fa quasi sentire parte di un gruppo; un'elite che sa apprezzare battute intellettuali e citazioni colte, così come riferimenti pop.
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Infine c'è la storia: una vicenda di ragazzi liberi e spensierati, che vogliono godersi la vita senza rimpianti. Non per niente tra i film che hanno citato Bande à part c'è The Dreamers - I sognatori di Bernardo Bertolucci, grande cult delle ultime generazioni. Non c'è niente da fare: lo stile sperimentale di Jean-Luc Godard resta un grande esempio per i cineasti e continua a fare innamorare di sé il pubblico, insegnando come la libertà pura sia la prima regola del cinema.

di Samantha Ruboni
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