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Oscar 2018, guida pop alle candidature: tra favoriti, bistrattati e incompresi

In attesa della notte più importante del cinema, c'è chi fa discutere e chi sembra avere già la statuetta in mano: ma alla fine chi vincerà?

Jennifer Lawrence ha recentemente dichiarato al Podcast WTF di Marc Marau, di non essere andata oltre al terzo minuto de Il filo nascosto. Il film narra di Reynolds Woodcock, sociopatico narcisista che fa innamorare le ragazze facendole sentire male con se stesse: l'attrice ha aggiunto di aver già vissuto quel tipo di relazione e non di non avere bisogno di riviverla in un film.

Fa molto riflettere che una professionista come Jennifer Lawrence possa, attraverso un'esperienza personale, giudicare così superficialmente un film e non dargli nemmeno una chance (l'obiettivo del film di Paul Thomas Anderson non è narrare una storia d'amore, ma portare sul grande schermo le gesta e la vita dell'inventore di Balenciaga): questa cosa fa molto pensare, non solo perché la Lawrence è un membro dell'Academy, ma anche perchè ormai da anni i titoli in corsa non erano così interessante come a questi Oscar 2018.
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Un altro rumor "inquietante" circola da qualche tempo: si dice che buona parte della giuria dell'Academy non abbia visto Scappa - Get Out, film sui generis un po' commedia e un po' horror; candidato, tra gli altri, come Miglior Film. Dobbiamo immaginare che una cernita sia stata già fatta per partito preso?

Questi due aneddoti portano inevitabilmente a riflettere sulle scelte operate sui candidati a Miglior Film. La maggior parte delle nomination riguarda film indipendenti, fatto davvero raro agli Oscar: sicuramente la vittoria di Moonlight dell'anno scorso ha spalancato le porte dell'Academy al cinema indie.

Ma non solo.

L'altro aspetto che salta all'occhio è sicuramente la diversità dei registi e degli autori in corsa per le Statuette. Il filo nascosto, che ha tanto spaventato Jennifer Lawrence, ha una trama lenta e una cura dei dettagli maniacali, come si addice a Paul Thomas Anderson; al contrario Lady Bird di Greta Gerwig è una commedia colorata e giovane, come la sua protagonista. Questo è l'anno in cui un genio nerd come Guillermo Del Toro può essere candidato con La forma dell'acqua - The Shape Of Water, una raffinata sintesi di atmosfere fantasy e citazionismo alla La la land; ma anche Luca Guadagnino con Chiamami col tuo nome, semplificazione di una trama letteraria che stravolge la vera storia del libro, rendendolo irriconoscibile.
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Tra i candidati agli Oscar 2018 convivono trame toste come Tre Manifesti a Ebbing, Missouri e storie ironiche e originali come il già citato Scappa - Get Out: vogliamo considerare questi due film modi diversi di criticare la società americana? Perchè no, in ogni caso si tratta di opere intelligenti e impegnate. Impegno che troviamo anche in The Post, ma in una veste molto più classica. Si direbbe "un film da Academy": cast stellare, regista di fama, spunti all'attualità. Temuto rivale dei due più imponenti film storici in concorso, simili per trama e opposti in tutto il resto: Dunkirk e L'ora più buia.

E infine, come non notare l'attenzione che le storie riservano alle "minoranze": le donne (che se anche minoranza non sono, quest'anno sono protagoniste del dibattito hollywoodiano), oggetto di Lady Bird, Tre Manifesti a Ebbing, Missouri, Tonya; l'omosessualità, raccontata in Chiamami col tuo nome e La forma dell'acqua - The Shape Of Water; la comunità afroamericana in Scappa - Get Out. C'è volontà di lanciare un messaggio, in quest'America soggiogata dalla asfissiante politica Trump.

I favoriti sono ancora una volta gli outsider, coloro che da sempre hanno lottato per poter esprimersi: a loro viene, anche quest'anno, riconosciuta forza e diritto di esprimersi con la loro arte. Non resta che prepararci a fare il tifo per i nostri preferiti, la notte tra il 4 e 5 marzo, quando conosceremo i vincitori degli Oscar 2018.

di Samantha Ruboni
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