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Notte Horror Story: Hellraiser e le saghe, tra flop e capitoli cult

Alcune saghe horror sono ormai visioni immancabili per gli appassionati: nella sua storia Notte Horror ha mandato in onda alcuni dei capitoli più iconici... e anche dei più dimenticabili

Al netto di alcune eccezioni (James Bond conta 24 film dal 1962 a oggi) potremmo dire che la moda delle saghe cinematografiche sia giunta alla ribalta solo con il nuovo millennio. Ma se c’è un genere che è sempre stato abituato a sfornare capitoli su capitoli, raggiungendo con disinvoltura la doppia cifra, quello è l’horror.

Lunghe saghe, che hanno preso l’avvio negli anni ’70, sopravvivono ancora oggi senza alcuna intenzione di andare in pensione. Nel corso delle sue varie edizioni Notte Horror ha proposto numerosi capitoli delle saghe più influenti e famose del panorama horror degli ultimi 50 anni. Anche se spesso non nella loro totalità, scegliendo piuttosto di programmare capitoli random.

Perché tra i numerosi capitoli di un franchise il palinsesto di Notte Horror abbia deciso di programmare solo i peggiori… resta un mistero.

Sicuramente alla base devono esserci questioni legate ai diritti di messa in onda.
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Per esempio della serie La bambola assassina – che a oggi annovera 7 pellicole – sono stati trasmessi solamente i capitoli 2 e 3 (non certo i migliori) nell’estate del 2001, mentre di Non aprite quella porta - saga di 8 film che deve la sua fama esclusivamente alla lungimiranza del precursorio primo capitolo di Tobe Hooper datato 1974 - sono andati in onda solo il quarto episodio (reputato dai fan il peggiore della serie) e il remake di Marcus Nispel.

Nightmare
Nel corso della prima edizione dello Zio Tibia Picture Show andò in onda Nightmare - Dal profondo della notte, seminale film di Wes Craven del 1984. Senza ombra di dubbio Freddy Krueger è il boogyman più iconico dell’ultimo trentennio: protagonista di 7 film, una specie di spin-off/serie tv, un epico crossover in cui si mena fortissimo con Jason e un remake nemmeno troppo brutto, dove per la prima volta a interpretare lo Squartatore di Springwood non è Robert Englund.
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Nel corso degli anni il palinsesto di Notte Horror è stato riempito da 5 dei 7 capitoli del franchise; mancano all’appello Nightmare 2 - La rivincita (di cui non si avverte la mancanza dato che è ritenuto il peggior episodio della saga) e Nightmare 5 – Il mito, altalenante capitolo in cui barocche scenografie e metamorfosi cronenberghiane si mischiano a una comicità troppo grottesca da parte di Freddy.

Halloween
Nel 1992 Notte Horror trasmise in sequenza i primi tre capitoli della saga di Halloween, programmati come se fossero i botti finali e più spettacolari di uno show di fuochi d’artificio. La saga viene inaugurata nel 1978 dal maestro John Carpenter, diventando immediatamente una pietra angolare per il genere e definendo molti dei concetti cardine dello slasher moderno.
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Con 10 film all’attivo, più un undicesimo in arrivo il prossimo ottobre, i primi due sequel sono i soli che beneficiano del coinvolgimento attivo dello stesso Carpenter: per entrambi infatti è accreditato in veste di sceneggiatore e per il secondo, Il signore della morte, girò lui stesso numerose sequenze dietro la macchina da presa.
Negli anni successivi andarono in onda anche Halloween IV - Il ritorno di Michael Myers e il settimo capitolo della saga, Halloween: 20 anni dopo.

Venerdì 13
Tra tutte le saghe horror, quella di Jason Voorhees è in assoluto la più lunga. Creata nel 1980 da Sean S. Cunningham per sfruttare l’onda del successo di Halloween (di cui il gigante di Crystal Lake è una versione ingrezzita e campagnola) il franchise annovera 10 capitoli, il crossover Freddy vs Jason e un remake del 2009 a opera di Marcus Nispel, lo stesso che aveva già “rigirato” Non aprite quella porta.
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Forse per la sua lunghezza, forse per una questione di diritti (la medesima che ha impedito sino a oggi di raccogliere i 12 film in un unico cofanetto da collezione) Notte Horror ha programmato negli anni 5 capitoli random della saga, senza una vera logica o un filo conduttore.

Non che ci sia questa grossa storia alla base dei film. Come recitano i protagonisti di Scuola di mostri: «La trama? Jason è solo un tizio che gira con l’accetta e risorge sempre dalla tomba! Se lo squartano, lo mettono in un frullatore e spediscono i pezzi su Marte, quello comunque risorge dalla tomba!»

Hellraiser
Chucky, Leatherface, Freddy, Michael, Jason sono tutti assassini irrazionali, che uccidono senza criterio chiunque gli si pari d’innanzi. D’altra parte, essendo gli antagonisti – o protagonisti dato che sono il filo conduttore delle rispettive saghe – di uno slasher, seguono la loro natura dettata dalle regole del genere: uccidere quante più persone possibili nella maniera più spettacolare possibile.

La saga di Hellraiser invece è diversa, anche se non meno violenta. Il primo film, diretto da Clive Barker nel 1987, viene girato con un budget esiguo (perlopiù destinato a effetti speciali e make-up) e la maggior parte del minutaggio si svolge all’interno di un abitazione. Hellraiser non può essere considerato uno slasher, non nel senso classico del termine, e i Cenobiti (o Supplizianti) non hanno nulla in comune con i personaggi di cui sopra.
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«Siamo esploratori delle più remote regioni dell’esperienza. Per alcuni demoni, angeli per altri». Nel corso degli anni la saga (che a oggi annovera 10 capitoli) ha preso strane derive, sempre più lontane dall’intuizione iniziale, tanto da spingere Clive Barker a dissociarsi dal progetto. Il primo Hellraiser è stato il film conclusivo dello Zio Tibia Picture Show nel 1989; nel corso delle estati successive sono andati in onda gli episodi Prigionieri dell'Inferno, Inferno sulla città e La stirpe maledetta.

A conti fatti i primi quattro sono anche i capitoli migliori della saga (oltre che i soli a essere usciti al cinema) nei quali Clive Barker era ancora creativamente coinvolto anche se, film dopo film, sempre più marginalmente: prima regista e sceneggiatore, poi co-sceneggiatore, infine consulente cerativo.

di Marco Filipazzi
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