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Notte Horror Story: gli anni '80 e il cinema del brivido

Metal, demoni, teen agers e case infestate: i temi dell'horror anni '80, in alcuni dei più indimenticabili film passati in tv

A sentire i nostalgici, gli anni ’80 sono il decennio d’oro del cinema. E con il ritorno di fiamma di questa decade, sia al cinema che in televisione, di nostalgici ultimamente ce ne sono davvero parecchi. Notte Horror è andato in onda dal 1989 al 2009 e tantissimi sono stati i film prodotti negli anni ’80 che hanno riempito il palinsesto.

È nel corso di questi anni che le case di produzione si accorgono che sono soprattutto i teenager a pagare il prezzo del biglietto in cerca di qualche brivido a buon mercato, e iniziano a plasmare i film su questo target. L’età dei protagonisti viene abbassata progressivamente, tanto che in alcuni casi sono poco più che bambini.
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Gli argomenti trattati (spesso grossolanamente) sono vicini al mondo dei teenager di quegli anni - i videogiochi, la musica rock e metal, i primi appuntamenti - ma, soprattutto, la vera carta vincente è quella di introdurre soluzioni visive e narrative assolutamente inaspettate e anticonvenzionali, molto spesso rivisitando miti stantii o infarcendo tutto con sapienti dosi di autoironia.

Demoni, diavoli e musica rock
Uno dei luoghi comuni che ha afflitto gli ultimi 50 anni di storia della musica è la convinzione che il rock (per non parlare del metal) sia “la musica del Diavolo”: ebbene gli horror anni ’80 hanno creato un vero e proprio sottogenere con pellicole più o meno riconducibili a tale assioma.

Come Morte a 33 giri, la storia di un giovane metallaro emarginato che, attraverso un CD, inizia a ricevere consigli su come vendicarsi dei bulli dal suo defunto cantante preferito; inizialmente cercherà di opporsi, ma la rock star tornerà dall’aldilà per terminare il lavoro con le proprie mani.

Autentico manifesto del sottogenere, arruola come comparse persino Gene Simmons e Ozzy Osbourne.
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Un’altra pellicola che suggella il patto rock/demonio, trasmessa da Notte Horror in ben tre occasioni, è Non aprite quel cancello, in cui due ragazzini si imbattono in un grosso buco in giardino. La voragine è in realtà una porta verso gli Inferi e i due la dovranno richiudere grazie a formule magiche contenute in un disco metal prima che sia troppo tardi.

E dalla musica ai videogiochi il passo è breve. Brainscan – Il gioco della morte è una sorta di rivisitazione del sopracitato Morte a 33 giri, che sostituisce la rockstar defunta con un demone fuoriuscito da un videogame. La colonna sonora metal e il look del malefico Trickster (che con la sua gigantesca bocca sembra un sosia di Steve Tyler) fanno il resto. E per chiudere la tornata infernale come non citare 976 - Chiamata per il Diavolo, esordio alla regia di Robert Englund, ovvero Freddy Krueger, in cui un ragazzo introverso viene posseduto dal demonio dopo aver chiamato uno strano numero che promette “oroscopi horror”.

Film a episodi
Un altro tratto distintivo dei film degli anni ’80 è la struttura a episodi. Vari cortometraggi tenuti insieme da una pretestuosa cornice o più semplicemente una serie di storie unite da un filo conduttore dichiarato nel titolo. Tra i più famosi di Notte Horror vi è Ai confini della realtà, omaggio alla omonima serie televisiva degli anni ’60. Dei quattro episodi, ognuno diretto da un regista differente (persone del calibro di Joe Dante, John Landis, George Miller e Steven Spielberg), solo il primo è originale; gli altri tre sono “remake” di episodi famosi della serie.
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Nell’estate del 1991 andò in onda Due occhi diabolici, due episodi diretti rispettivamente da George A. Romero e Dario Argento, liberamente ispirati agli scritti di Edgar Allan Poe. Originariamente l’opera avrebbe dovuto includere anche cortometraggi di Stephen King e John Carpenter. Proprio Carpenter firma (insieme a Tobe Hooper e il non accreditato Larry Sulkis) un’altra pellicola antologica dove addirittura ci mette la faccia: nei panni di un bizzarro medico legale presenta i vari episodi che compongono il film Body Bags – Corpi estranei.

Nell’edizione di Notte Horror del 2002 andò in onda in prima tv Campfire tales – I racconti del terrore, mediocre antologia in cui quattro ragazzi, lasciati a piedi dalla loro auto, per ingannare l’attesa del carroattrezzi iniziano a raccontarsi storie di paura. La visione del film merita soprattutto per l’episodio centrale, People can lick too. Infine il dittico nato dal sodalizio tra Stephen King e George A. Romero: Creepshow, antologia horror che molto deve ai fumetti della EC Comics in voga negli anni ’50.

La serie di House
Una delle saghe cinematografiche più slegate della storia del cinema. Il filo conduttore è il solo fatto che ogni film si svolge in una casa infestata, e inoltre in Italia abbiamo fatto un gran pasticcio con la traduzione dei titoli.
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Nel 1981 esce Evil Dead di Sam Raimi, “il morto maligno”, che noi abbiamo intitolato La Casa. Nel 1986 esce House, che di conseguenza non può essere tradotto letteralmente, perciò diventa Chi è sepolto in quella casa? . È la storia di uno scrittore tormentato da strani fenomeni: mostri nascosti negli sgabuzzini, attrezzi da giardinaggio animati, visioni di streghe, reduci del Vietnam che ritornano in vita.

L’anno successivo arriva House II: The second story e il problema di traduzione viene aggirato adottando il titolo La casa di Helen: un uomo eredita da una vecchia zia un’abitazione che sorge sopra un tempio azteco consacrato alla custodia di un teschio di cristallo dai magici poteri… ben 22 anni prima di Indiana Jones! Entrambi i film vengono trasmessi in prima visione tv durante l’edizione dello Zia Tibia Picture Show del 1990 ma al contrario, ovvero prima il secondo, poi il primo capitolo.

Nel 1989 esce The Horror Show (un detective perseguitato dallo spirito di un serial killer che ha mandato sulla sedia elettrica), che per un capriccio dei distributori inglesi viene intitolato House III, anche se l’analogia tra i film si limita ai soli membri della troupe! In Italia viene incluso in coda a una serie di pellicole “apocrife” che mirano a sfruttare il successo del film di Sam Raimi, utilizzando il titolo La Casa 7 e mandato in onda in prima tv su Notte Horror del 1994.
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Infine, nel 1992, arriva House IV (mai trasmesso durante la rassegna estiva di Italia 1, ma qui citato per completezza), tradotto sia con il titolo Presenze impalpabili, sia con Chi ha ucciso Roger?. Giusto per aggiungere ulteriore confusione.

di Marco Filipazzi
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