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2018 al cinema, il meglio e il peggio: la classifica di Marcello

Vediamo insieme le migliori, e anche le peggiori, produzioni dell'anno appena trascorso: tra grandi autori e delusioni, chi trionferà agli Oscar?

Il 2018, cinematograficamente parlando, è stato un anno ricco. Ha offerto alcuni grandi film e molte buone opere. Vediamo insieme le migliori, e anche le peggiori. O meglio, le delusioni.

Una nota: alcune produzioni, datate 2017, sono giunte da noi nel 2018...

le ho messe in classifica, perché parte delle visioni di quest'anno.
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I migliori del 2018
10° posto: Santiago, Italia
Il più recente film di Nanni Moretti è un documentario teso e commovente sui giorni del golpe in Cile del 1973 e sul moto di solidarietà che si diffuse allora; impietoso il confronto con l’Italia di oggi, un paese che ha perso il senso di solidarietà, dove ha trionfato l’individualismo.

9° posto: Lucky
La paura di un vecchio ateo novantenne di fronte all’idea della morte che si avvicina. Un film struggente - datato 2017, ma da noi uscito nel 2018 - interpretato da Harry Dean Stanton, grande “vecchio” del cinema americano… che ci avrebbe lasciato da lì a poco.

8° posto: Corpo e anima
Anche questo 2017, uscito nel 2018. Film psicologico in cui la lentezza delle scene è propedeutica a una necessaria scoperta dell’intimo più profondo dei due protagonisti. Un film che parla di privazioni, sia dal punto di vista fisico che psicologico.

7° posto: I segreti di Wind River
Ottimo thriller dove la vittima è una giovane nativa americana. Ambientato nel freddo inverno di una riserva indiana del Wyoming, il film (2017, in sala da noi 2018) mette in scena la Frontiera oggi e lo fa in maniera dura e coinvolgente, denunciando la condizione di segregazione e di abusi a cui sono sottoposte le popolazioni native nel silenzio generale.

6° posto: Roma
In un elegante bianco e nero, Alfonso Cuaron mette in scena la vita di una famiglia in un quartiere borghese di Città del Messico al tempo degli scontri di piazza degli anni Settanta. Il tutto visto con gli occhi di una domestica. Film intenso e autobiografico, giustamente premiato a Venezia con il Leone d’Oro.
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5° posto: In guerra
Politicamente schierato, il film di Brizé trasuda rabbia, dolore, impotenza di fronte alla ostilità dei vertici aziendali contro i lavoratori di una fabbrica a rischio licenziamento. Una pellicola che trae la sua forza dagli argomenti trattati e anche dalla sua realizzazione e dalla sceneggiatura, oltreché dall’ottima prova di Vincent Lindon.

4° posto: Mektoub, My love: Canto Uno
Altra bellissima prova di Abdellatif Kechiche, dopo il precedente La vita di Adéle, uscito nel 2017 ma da noi in Italia nel 2018. Racconto di formazione, inno alla giovinezza cantato attraverso la ripresa di corpi e suoni che trasmettono un’immensa vitalità e gioia di vivere.

3° posto: Il filo nascosto
Paul Thomas Anderson realizza un film perfetto, come perfetti sono gli abiti confezionati da Reynolds Woodcock, grande sarto femminile magistralmente interpretato da uno strepitoso Daniel Day-Lewis. Un film sull’amore dove, per poter amare, è necessario arrivare a provare dolore.

2° posto: Un affare di famiglia
Film di grande poesia; sorprendente per ciò che Kore’eda riesce a trarre da una vicenda piuttosto minimalista. Una critica severa nei confronti di una società ormai incapace di capire quali siano i valori che realmente contano.
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1° posto: BlacKkKlansman
Spike Lee, dopo anni di prove poco convincenti, torna con un’opera di grande impatto visivo e profonda per i temi trattati. Un film politico contro l’odio razziale che, sebbene ambientato negli anni Settanta, fa un parallelismo con l’oggi, mostrando il vero volto dell’America trumpiana.

Le delusioni del 2018
L'arte della fuga
Commedia brillante con risvolti amari. Una sceneggiatura che, nel fitto intrecciarsi di battute, riesce solo in parte a strappare il sorriso. Un film che non decolla mai.

Loro 1
Tra immagini surreali e grottesche, dromedari, rinoceronti che scorrazzano per le strade di Roma, camion della nettezza urbana che piombano sui Fori Imperiali provocando una pioggia di spazzatura...le nudità delle escort e il servile Apicella raccontano Silvio Berlusconi nella prima parte del lungo film di Paolo Sorrentino. Un pessimo capitolo uno, solo parzialmente riscattato dalla seconda parte.

Sogno di una notte di mezza età
Da due grandi attori quali Daniel Auteuil e Gerard Depardieu ci si sarebbe potuti aspettare di meglio. Invece questa commedia scade in cliché scontati che conducono, un po’ stancamente, al finale piuttosto prevedibile. Delusione e tristezza per la prova piuttosto imbarazzante di due mostri sacri del cinema francese.

Ore 15:17 - Attacco al Treno. Decisamente la più grossa delusione dell’anno. Ogni film di Clint Eastwood riserva delle aspettative e per questo lo sconforto è ancora più grande. La parte centrale sembra lo spot di qualche agenzia turistica americana, organizzatrice di viaggi in Italia. Trattandosi del vecchio Clint, la cosa fa molto male.

di Marcello Perucca
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