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Venezia 76: Paolo Sorrentino presenta al Lido il suo Nuovo Papa

Paolo Sorrentino presenta alla 76esima edizione del Festival di Venezia The New Pope, sequel della serie con Jude Law: new entry è John Malkovich

Ancora una volta Paolo Sorrentino sceglie la Mostra del Cinema di Venezia. Dopo aver già presentato due anni fa in anteprima la serie sul papa giovane, il regista torna al Lido con gli episodi 2 e 7 della nuova stagione The New Pope la serie Sky, sequel appunto di The Young Pope.

La nuova serie, in programma all’inizio del 2020, ha ben due magnifici protagonisti: Pio XIII (il meraviglioso papa giovane della vecchia stagione, Jude Law) e Sir John Brannox (John Malkovich), un aristocratico inglese moderato, che diventa il nuovo papa dal momento in cui Pio XIII è impossibilitato a esercitare il suo mandato.
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Avevamo lasciato Lenny Belardo in coma e una marea di fedeli a vegliare per lui commossi. Ma qualcosa bisogna pur fare, la Chiesa deve ritrovare una guida, così il Segretario di Stato, il cardinale Voiello (Silvio Orlando), decide che è giunto il momento di eleggere un degno sostituto che riesca a sostituire Belardo al vertice di una chiesa quasi orfana di un papa.

Il nuovo Papa suggerito da Voiello apparentemente è perfetto ma, come nelle migliori messe in scena di Paolo Sorrentino, niente è come sembra. Perché Lenny Belardo, che non fa miracoli ma quasi, non ha nessuna intenzione di rimanere su un letto in uno stato vegetativo.

Così, in maniera quasi sovrannaturale, decide di uscire dal coma, fumare una sigaretta, bere un buon cocktail e tornare alla vita.

Come afferma lo stesso Sorrentino nelle note di regia, ci troviamo davanti a ben due papi, non molto distanti tra loro. Perché contrariamente alle apparenze, entrambi hanno uno stano obiettivo: «essere dimenticati, perché essere dimenticati può essere una salvezza». La scelta di presentare gli episodi 2 e 7 della nuova serie diretta da Paolo Sorrentino è molto intelligente. Perché, se non è mai possibile riuscire a dare un giudizio globale sulla visione di un lavoro che ovviamente non è esaustivo, ci permette però di avere un buon tratto psicologico dei due protagonisti principali e di trovare diversi elementi di continuità con la stagione precedente.
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Sorrentino, che ha sceneggiato con Contarello e Bises, sembra aver scelto di lavorare per sottrazione attraverso una scrittura meno barocca, che riduce all’essenziale il ricorso a elementi surreali e spiazzanti, puntando su una certa freschezza nella trama, evitando decisamente l’effetto déjà-vu.

Tra gli elementi di novità sicuramente la decisione di introdurre tematiche socio-poltiche e filosofiche e abbandonare forse gli eccessi delle stagioni precedenti. La nuova serie, prodotta da Sky-Hbo-Canal, riprende quindi il racconto esattamente dove finiva The Young Pope, ma sceglie di trovare al protagonista un degno antagonista e di aprire finalmente le porte del Vaticano, spalancandosi a tutte le fragilità di una realtà esterna alle prese con le derive fondamentaliste e altri mali del mondo.
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I primi due episodi, con la bellissima fotografia di Luca Bigazzi, cui è stato assegnato il Premio Campari Passion for Film, istituito lo scorso anno al Lido, sono esteticamente eleganti e fedeli al classico stile di Sorrentino. Meravigliosa la scena in cui Belardo esce dal coma e passeggia in slip bianco su una spiaggia piena di donne in stato di grazia, riprendendosi la vita. Anche noi, con lui, abbiamo voglia di una nuova cherry coke e di capire come, in questo mondo, la bellezza possa risorgere sempre anche dalle coste peggiori.

Nel cast anche Javier Cámara, Cécile de France, Ludivine Sagnier, Maurizio Lombardi, già protagonisti di The Young Pope. New entry Henry Goodman, Ulrich Thomsen, Mark Ivanir, Yuliya Snigir e Massimo Ghini e le guest star Sharon Stone e Marilyn Manson.

di Valentina Pettinato
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