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Ash vs Evil Dead, dopo 23 anni il vero capitolo finale de La Casa di Sam Raimi

Ecco perché la serie tv Ash vs Evil Dead, disponibile su Netflix, è, senza dubbio, il vero "La Casa 4"

Abbiamo parlato tante volte del dilagante fenomeno dei revival nostalgici. In campo horror abbiamo visto remake di tutti i mostri sacri del genere: Freddy, Michael, Jason e Leatherface; tutti senza riscuotere particolare successo.
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In altri casi invece si è optato per l'ennesimo sequel, sfornato fuori tempo massimo, molto spesso con risultati di dubbio gusto (per non dire patetici), anche se qualcosa di interessante qua e là si è visto. E per tutti i sequel non richiesti che sono arrivati, implacabili come i killer dei sopra menzionati slasher, uno su tutti è stato chiesto a gran voce dai fan senza però mai vedere la luce.

Evil Dead 4
Ovvero, La Casa 4. Anzi no, quello esiste già, diretto da Fabrizio Laurenti nel 1988, ma quella dei sequel apocrifi è tutta un'altra storia; ciò che volevano i fan era un seguito ufficiale de L'armata delle tenebre, capitolo conclusivo della trilogia di Evil Dead, inaugurata nel 1981 da Sam Raimi.

Le speranze si erano riaccese nel 2013, con il remake diretto da Fede Alvarez e con il ritorno di Raimi sul progetto (in veste di produttore e consulente alla sceneggiatura); va ammesso che il film era carino e splatter, ma mancava di un ingrediente essenziale: il delirio demenziale di Ash, quel tono in bilico tra comicità e follia, come se fosse un viaggio dentro la mente di un idiota che sta lentamente impazzendo.

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Quel mix splatter/comico che ha reso La Casa il cult assoluto che è ancora oggi. La speranza venne fomentata dall'apparizione di Bruce Campbell nella scena post-crediti del film e da una serie di annunci di sceneggiature e produzioni che sono state seguite, negli anni, da altrettante smentite.

Insomma tutto pareva perduto, finché al ComiCon di San Diego, Sam Raimi annunciò che stava lavorando a una serie tv sequel de La Casa. Ash vs Evil Dead sarebbe stato il seguito ufficiale della trilogia, trasmesso dalla tv via cavo Starz. A bordo del progetto, tutta la vecchia gang: Bruce Campbell sarebbe stato il protagonista, tornando a vestire i panni di Ash J. Williams dopo 23 anni, mentre Sam Raimi e il fratello Ivan Raimi ripresero il ruolo di produttori e sceneggiatori. Il primo decide anche di dirigere personalmente l'episodio pilota.

Ash vs Evil Dead diventa realtà
Il primo episodio della serie va in onda il 31 ottobre 2015, la notte di Halloween. La storia riprende le redini del finale de L'armata delle tenebre, con Ash tornato nella sua dimensione che tira a campare lavorando in un negozio di ferramenta. Sono passati 30 anni, ma lui resta sempre il solito idiota irresponsabile: vive in una roulotte, guida ancora la sua vecchia Oldsmobile Delta 88 e si diverte a fare il grezzo marpione in cerca di avventure da una notte.

Una sera, dopo aver abbordato l'ennesima ragazza, inizia ad avere strane visioni che gli riportano alla mente il passato. In quel momento ricorda che qualche sera prima, completamente ubriaco e drogato, ha usato una pagina del Necronomicon per rollarsi una canna (lode alla genialità degli sceneggiatori!) e inavvertitamente ha letto ancora l'incantesimo proibito che ha riportato in vita i demoni Kandariani.
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Sin da questo incipit, che non copre nemmeno tutto l'arco del primo episodio, è lampante una cosa: quello che stiamo guardando è, senza dubbio, La Casa 4. C'è lo stesso spirito anarchico, lo stesso tono demenziale, lo stesso splatter senza pudore, ma soprattutto c'è Bruce Campbell. Il solo e unico Ash Williams, con la stessa faccia da schiaffi di 25 anni fa.

Poco importa se quello che stiamo guardando non è un film ma una serie tv... anzi, per certi versi è addirittura meglio! Tre stagione da 10 episodi da mezz'ora ciascuno... in pratica un film da 15 ore! Volete farvi un favore in questi lunghi giorni di quarantena? Prendete la rincorsa e recuperate La Casa, La Casa 2 e L'armata delle tenebre. Poi attaccate Ash vs Evil Dead: lo trovate completo su Netflix! Vedrete che è un unico, lunghissimo e delirante racconto!

E ora, se non volete farvi spoiler, smettete di leggere qui.

Perché Ash vs Evil Dead è costellato da un sacco di note nostalgiche, ma sono ben dosate e la narrazione riesce a essere fruibile anche a chi non ha mai visto i film. Per chi invece li conosce a memoria, rimarrà piacevolmente sorpreso. C'è la mitica baita nel bosco, esattamente com'era nei film degli anni '80: quando la si vede nuovamente comparire sullo schermo è difficile non porvare una sana commozione!
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Ci sono comprimari di gran lusso, a partire da Lucy Lawless, alias Xena, per finire con Ted Raimi, fratello del regista che già aveva vestito i panni di un demone ne La Casa 2. Nel mezzo un sacco di camei d'eccezione pescati dalla mitologia della saga, come Linda, la defunta ragazza di Ash interpretata ancora da Rebekkah Farrell, o sua sorella Cheryl, morta anche lei nel primo film. In pratica tre quarti del cast (comunque scarno) dei primi due film fa una piccola apparizione all'interno della serie, tutte giustificate e mai pretestuose.

E poi un sacco di ammiccamenti, rimandi, citazioni più o meno velate al cinema horror in generale e non solo. A completare il tutto un sacco di trucchi vecchia scuola, lattice, protesi ed ettolitri di sangue finto. Quello decisamente non manca. E poi c'è il finale, che è il vero colpo di genio.

Il cerchio si chiude
Come tutti i fan più accaniti sapranno, L'armata delle tenebre ha un finale alternativo, presente sia nelle edizioni home video del film, sia facilmente reperibile online. In questo finale scartato, Ash sbaglia a prendere le gocce della pozione del sonno (una goccia per ogni secolo che deve trascorrere), ne ingerisce una di troppo e si sveglia nel futuro.
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Ebbene, a voler essere pignoli, questo finale non è stato proprio scartato, semplicemente è stato "rimandato" di 25 anni! Dopo lo scontro contro Kandar il Distruttore, Ash perde i sensi. Attraverso i suoi occhi annebbiati vede che qualcuno lo salva, ma non capiamo chi o cosa. Stacco.

Ash si sveglia dentro un sarcofago ipertecnologico, ben rasato e pulito; anche la sua mano (quella che si è amputato da solo ne La Casa 2) è tornata al suo posto, sostituita da un arto biomeccanico. Insieme a lui scopriamo che è stato eletto "Salvatore dell'umanità", che è venerato come un dio e che ciò che resta della nostra specie vive in bunker sotteranei mentre fuori imperversa il Male.

L'inquadratura finale, con Ash a bordo della sua Oldsmobile Delta 88 modificata come se fosse un veicolo di Mad Max, è soltanto un "aggiustamento" di quella che vediamo nel finale scartato del 1992. Un modo egregio e geniale per concludere la serie. E la saga de La Casa!

di Marco Filipazzi
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