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Coraline e la porta magica

07/05/2009 10:00

Angela De Angelis

Recensione Film,

Coraline e la porta magica

E’ ovvio che in quest’era di tecnologia digitale a buon mercato e meraviglie della computer-grafica, una tecnica “artigianale” come la stop motion animation si

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E’ ovvio che in quest’era di tecnologia digitale a buon mercato e meraviglie della computer-grafica, una tecnica “artigianale” come la stop motion animation sia sempre più rara da utilizzare. Fortunatamente ci sono registi ancora interessati a realizzare perle con questo metodo di lavorazione: in tempi recenti Tim Burton e Henry Selick hanno fatto assurgere la tecnica a espressione poetica senza eguali. Nello stesso magico filone si inserisce Coraline e la porta magica, basata sul racconto per bambini di Neil Gaiman (Stardust, MirrorMask), un’inquietante favola che prende abbondantemente spunto da Alice nel Paese delle Meraviglie di Lewis Carroll.


La piccola Coraline Jones si è appena trasferita in una nuova casa con i genitori, i quali, entrambi scrittori e sempre impegnati, sono poco propensi a prestarle attenzione. Annoiata, Coraline comincia ad esplorare la nuova abitazione e casualmente inciampa di fronte ad una piccola porta, che, apparentemente murata, in realtà conduce ad un mondo parallelo del tutto simile a quello reale.; l’unica differenza della nuova dimensione sta nel fatto che tutti hanno bottoni al posto degli occhi. All’inizio tutto ciò le sembra un sogno divenuto realtà, un posto dove i suoi genitori sono più allegri, simpatici e felici di passare del tempo assieme a lei; ma dopo alcune visite nella nuova realtà, la piccola si rende conto che qualcosa di più sinistro vi si nasconde sotto. Con l’aiuto di uno strano gatto nero che gironzola nei paraggi, Coraline si ritrova a dover salvare se stessa, i suoi genitori e le anime di altri bambini, intrappolati in quel mondo alternativo da una strega maligna. I messaggi educativi sono evidenti: non è tutto oro quello che luccica, e dobbiamo sempre tenerci strette le persone più care.


Il film non svela subito i suoi intenti narrativi: una volta reso evidente l’intreccio, si comprende la vera natura del guaio in cui Coraline si è cacciata. Non ci sono gli insoliti ed eccentrici personaggi burtoniani di The Nightmare Before Christmas o La Sposa Cadavere, ma forse ciò contribuisce a rendere lo sviluppo della vicenda più serioso. Ad eccezione di Mister Bobinsky, il circense in pensione che vive al piano di sopra, e le due anziane sorelle che abitano lo scantinato, il film contiene un gruppo limitato di personaggi, i quali descrivono un mondo reale povero e modesto, rendendo per contrasto la visione della dimensione oltre la porta magica ancora più fantastica. Il lato artistico del film risiede proprio nell’incanto di vedere sullo schermo materiali, luci e ambientazioni prendere vita come in un sogno grottesco. La scenografie si animano ed ogni minimo particolare è realizzato con incredibile estro evocativo, suscitando, di volta in volta, stupore, paura, meraviglia, atmosfere fiabesche e scenari freudiani.


Il film è anche farcito di citazioni cinematografiche ed artistiche più o meno velate, come il pozzo di The Ring o le visione oniriche de La Notte Stellata di Van Gogh. Molte sono le immagini misteriose e angoscianti, non esattamente alla maniera di Burton, ma di sicuro molto forti per un pubblico di piccoli. Coraline è, inoltre, il primo film d’animazione ad alta definizione in 3D girato in stop motion. Questo processo realizzativo è stato curato cercando di accentuare la profondità delle immagini digitali, piuttosto che favorire la spettacolarità. La visione in 3D rende immediata l’immedesimazione, in particolare durante i titoli di testa e nelle sequenze ambientate nel mondo alternativo, in cui maggiormente si denota lo stacco tra i fondali e i protagonisti, e i personaggi sembrano davvero fuoriuscire dallo schermo. La colonna sonora del film, composta da Bruno Coulais e il gruppo alternative-rock They Might Be Giants, è di grande forza evocativa e, assieme alle immagini caleidoscopiche, contribuisce ad immergere lo spettatore nell’incantesimo che pervade la pellicola. Coraline, dunque, non è un film per soli bambini: al di là dell’interesse per gli straordinari effetti visivi, ha molto da offrire a un pubblico che abbraccia tutte le età.


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