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I Love You Like a Twist

10/10/2011 10:00

Marco D'Amato

Recensione Film,

I Love You Like a Twist

Il regista toscano Lorenzo Lepori con la collaborazione della sceneggiatrice Valentina Vannelli dirige I Love You Like a Twist, e “twist” è l’espressione più ca

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Il regista toscano Lorenzo Lepori con la collaborazione della sceneggiatrice Valentina Vannelli dirige I Love You Like a Twist, e “twist” è l’espressione più calzante possibile per definire questo film che parte con premesse da gangster movie per virare passo passo su un percorso splatter-horror chiaramente tarantiniano. Il risultato è un film godibilissimo e genuinamente divertente, spiazzante e illogico, ma davvero irresistibile, pieno di richiami al pulp, all’horror americano degli anni ’50 e a quello italiano degli anni ’70.


Dino Strano (Pio Bisanti) evade dal carcere per vendicarsi del fratello Gianni (Gianni Dei, uno dei più noti caratteristi del cinema italiano) che lo ha tradito e ha cambiato vita con i frutti di una vecchia rapina. Per portare a termine il suo progetto incarica il compare Charlie (Stefano Boni) e i suoi due amici George (Andrea Di Vita) e Roberto (Roberto Cardelli) di consegnare un pacco segreto in un'enorme villa nell'aperta campagna. Il pacco si rivelerà essere Ester (Valentina Poddighe), la figlia di Gianni rapita da Dino, e la villa il rifugio di un manipolo di pazzi satanisti, aizzati da una strega sanguinaria (Barbara Puccini): un coupe de theatre che capovolgerà le prospettive del film, un po’ come accade a George Clooney e Quentin Tarantino all’interno del Titty Twister in Dal tramonto all’alba. Charlie, George e Roberto decidono di salvare la ragazza rendendo la villa il teatro di una mattanza ultra-splatter che coinvolgerà anche un (artigianalissimo) mostro evocato dai riti della strega.


Girato in bianco e nero con una videocamera compatta, il film inizia in sordina ma cresce rapidamente fino a una colossale esplosione di azione, con squartamenti casarecci, dialoghi divertentissimi, rock d’annata (e metal, dato che spuntano persino i Savatage con l’intro di Paragons of innocence) unito alle musiche originali di Diego Perone, idee spassose (il reggae che accompagna le azioni dello strafatto rasta man George) e comico volontario (la ragazza asiatica che si porta dietro la sua mano). Spesso il limite di questi film è una recitazione approssimativa e amatoriale, qui invece all’intero cast va tributato un convinto applauso: bravissimi e molto credibili i protagonisti, ottimi anche i personaggi di contorno, come lo schizzato Xiro interpretato da Joe Natta. Nonostante i limiti dovuti al budget e all'inesperienza, per chi ama un certo tipo di cinema, è impossibile non appassionarsi a I Love You Like a Twist.


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