facebook
twitter
linkedin
youtube
instagram
Sisbianco
Piano9logobianco
Piano9logobianco
Sisnero

CONTATTI

Via Carlo Boncompagni 30
20139 Milano (MI)
+39 340 5337404
ufficiostampa@silenzioinsala.com

 

Via Carlo Boncompagni 30
20139 Milano (MI)
+39 340 5337404
ufficiostampa@silenzioinsala.com

 

SILENZIOINSALA.COM – Più che spettatori
un progetto di Piano9 Produzioni

CONTENUTI IN EVIDENZA

American Pie

04/06/2012 10:00

Erika Pomella

Recensione Film,

Gli anni Novanta rispondono all'eredità di Porky’s con American Pie

Negli anni ’80 il cult era Porky’s – questi pazzi pazzi porcellini, commedia scolastica che usciva sulla scia goliardica lasciata da Animal House e che focalizzava il punto della narrazione sulle tempeste ormonali degli adolescenti americani, desiderosi solo di fare sesso prima di passare al college. Gli anni Novanta rispondono a questa eredità con American Pie di Paul Weitz, che ripropone gli schemi dei film precedenti, mettendo un gruppo di teenager al centro di una narrazione che ruota intorno al sesso e alla voglia di liberarsi della scomoda, virginale etichetta.


Jim (Jason Biggs), Chris (Chris Klein) e Kevin (Thomas Ian Nicholas) sono all’ultimo anno di liceo. I tre amici, insieme a Paul (Eddie Kaye Thomas), non vedono l’ora di fare sesso per la prima volta: Jim è ossessionato da una studentessa cecoslovacca (Shannon Elizabeth); Kevin è fidanzato da molto tempo con Vicky (Tara Reid) che, alla fine dell’anno, si trasferirà per andare al college; Chris, infine, è un bel ragazzo dal fisico atletico che riesce a rimorchiare grazie al suo aspetto, senza mai arrivare al dunque per i suoi modi da cavernicolo. All’ennesima festa andata a vuoto, i tre decidono di aiutarsi l’un l’altro per riuscire a valicare quell'ardua tappa della vita prima della fine dell’anno, evitando di diventare così gli zimbelli di tutta la scuola. In una continua giostra di equivoci e situazioni imbarazzanti il trio di amici cercherà il sostegno del famoso Stifler (Sean William Scott), mentre Jim stringerà una strana amicizia con la flautista Michelle (Alyson Hannigan) e Chris si innamorerà di Heather (Mena Suvari).


Basta guardare pochi minuti dell’incipit per capire i toni della pellicola: Jim è seduto in camera sua mentre si masturba, quando i genitori irrompono nella stanza costringendo il ragazzo a spericolati e infruttuosi salti mortali per evitare di farsi scoprire in una situazione estremamente imbarazzante. Il film che ci si appresta a vedere è svelato: un continuo riferimento a rapporti sessuali, strategie tutt’altro che utili, tentativi scomodi di rendere memorabile l’ultimo anno di liceo. Feste e gag adolescenziali è tutto quello che il film ha da offrire. Con il termine "american pie" si intende la classica torta made in U.S.A, il più delle volte farcita con marmellata di mele. Nel film diventa la metafora della vagina, ossessione - dei protagonisti maschili - che il film non si preoccupa di celare. In questo senso American Pie si dimostra un po’ più coraggioso delle pellicole che lo hanno preceduto, sebbene sia stato aiutato da un diverso contesto culturale, in cui il sesso ha abbattuto gli ultimi residui di qualsivoglia barriera. In più Weitz cerca di distinguersi ancora di più, introducendo nella narrazione l’elemento sentimentale, portato avanti dalla storia d’amore pudica tra Chris Klein e Mena Suvari, che tuttavia stona in maniera grossolana, risaltando la forzatura della sceneggiatura. Giocando sul cliché “l’amore cambia ogni cosa”, lo sceneggiatore Adam Herz fa cambiare proprio il personaggio più scalmanato di tutti, rendendolo non solo irriconoscibile, ma anche talmente incoerente da risultare inopportuno. Specie perché il tono del film è così chiaro, che cercare di smorzarlo appare solo una mossa vile, peggiorando una diegesi che fa della volgarità la via per strappare qualche risata. Va detto che se non si è giovani pubescenti – il vero target di riferimento della pellicola - i momenti di ilarità saranno piuttosto sporadici, sovrastati da un’insofferenza di fondo acuita dalla totale mancanza di un senso narrativo che vada al di là dei doppi sensi linguistici. A onor del vero, il regista non cela mai la vera natura del film: una commedia scolastica demenziale che cerca di far leva sulle pulsioni di un giovane pubblico, in maggioranza, maschile. Chi ama il genere, probabilmente amerà anche questo ennesimo fenomeno generazionale dagli ottimi incassi, interpretato da un cast di tutto rispetto, su cui spicca la Alyson Hannigan di Buffy e How i met your mother.


ISCRIVITI ALLA NOSTRA NEWSLETTER


facebook
twitter
linkedin
youtube
instagram

facebook
twitter
linkedin
youtube
instagram

www.silenzioinsala.com @ All Right Reserved 2020 | Sito web realizzato da Flazio Experience  | P.IVA 10731440961

www.silenzioinsala.com @ All Right Reserved 2020 | Sito web realizzato da Flazio Experience  | P.IVA 10731440961

zhifei-zhou-XO4A1pWBEbE-unsplash

Supporta Silenzio in Sala

Il sito nasce dalla nostra passione smisurata per il cinema e dal lavoro duro della nostra redazione, di chi scrive, di chi edita gli articoli, di chi segue la parte tecnica, il canale YouTube, i social e tutti i contenuti che Silenzioinsala.com produce (da anni e anni e anni).

Create Website with flazio.com | Free and Easy Website Builder