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Nightmare Before Christmas

05/01/2012 10:00

Erika Pomella

Recensione Film,

Nightmare Before Christmas

Nella sala di un vecchio cinema, l'Avalon, nei pressi di Burbank, il giovane Tim Burton trascorreva i pomeriggi perdendosi lungo migliaia di racconti di cellulo

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Nella sala di un vecchio cinema, l'Avalon, nei pressi di Burbank, il giovane Tim Burton trascorreva i pomeriggi perdendosi lungo migliaia di racconti di celluloide. Uno di questi, Gli Argonauti, permise al regista di Beetlejuice di familiarizzare con lo stop motion, tecnica fotografica basata sull’illusione ottica del movimento. Già con il corto Vincent, il regista aveva potuto cimentarsi con questo linguaggio, ma è solo nel 1993 con The Nightmare Before Christmas che lo stop motion diventa uno stilema burtoniano.


Nella città di Halloween, Jack Skeletron è il Re incontrastato dei festeggiamenti. Ogni 31 Ottobre lo scheletro mette in scena uno spettacolo terribile e spaventoso. Idolatrato dai concittadini, Jack sente di aver perso il gusto per lo spavento. Durante una passeggiata notturna, colmo di nostalgia e di noia, Skeletron si imbatte in un albero che lo trasporta nella Città del Natale, una dimensione diametralmente opposta a quella da cui proviene. Il viaggio, comunque, è un’illuminazione: Jack è ben deciso ad appropriarsi della festività natalizia, trasformando la sua città in una sorta di versione più cupa di quella di Babbo Rachele. Mentre i preparativi si fanno febbrili, sarà la bambola Sally – creatura innamorata di Jack – ad avvertire il pericolo imminente, rappresentato non solo dal temibile Bau Bau, ma soprattutto dall’ignoranza del mondo esterno.


Il regista californiano recupera le passioni e le ossessioni d’infanzia, mescolandole in un mondo diviso tra due poli, e crea una pellicola intrisa di nostalgia e, al tempo stesso, di speranza. Jack Skellington è, senza dubbio, uno degli eroi più positivi di tutta la produzione burtoniana. Come i suoi predecessori (e come faranno anche molti che lo seguiranno), lo scheletrico protagonista si scopre diverso da tutti coloro che lo circondano, estraneo ad un mondo che aveva sempre dominato; un outsider, assetato di conoscenza e di esperienza. L’universo nel quale è stato plasmato e che l’ha incoronato, con il lento dispiegarsi di giornate tutte simili e inutili, rischiano di consumarne l'estro creativo. Appena la routine si spezza, grazie ai colori giocosi della Città del Natale, Jack trova un’altra via per esprimere se stesso e grazie alla quale ricostruire una nuova versione di sé. Uno dei rarissimi personaggi nella galleria gotica costruita da Burton a non essere sconfitto dalle proprie aspirazioni, in grado di accettare la propria natura extra-ordinaria. La sua avventura prende il via dalla necessità di colmare un vuoto - espressa al meglio nella scena musicale Re del Blu, Re del Mai - e che potrà essere sconfitto non solo attraverso un’avventura eccezionale, ma anche grazie all’amore incondizionato della dolcissima Sally.


Il film è un ricettacolo di citazioni care al regista: dal personaggio di Frankenstein - di cui Sally ne rappresenta la versione femminile - al Grinch del Dottor Seuss, passando per gli spettacoli televisivi How the Grinch stole Christmas e Rudolph the Red-Nosed Reinder, entrambi degli anni ’60. Liberamente ispirato a The Night Before Christmas di Clement Clarke Moore, The Nightmare Before Christmas è così palesemente burtoniano che risulta difficile credere che alla regia ci fosse qualcun altro. Henry Selick, che Burton aveva conosciuto durante il suo lavoro alla Disney, eredita il mondo creato dall’amico - costretto ad allentare la presa sul progetto per via delle riprese del secondo Batman - e segue dettagliatamente ogni tipo di suggerimento e suggestione, tanto che ad oggi, la pellicola da lui diretta è uno dei massimi esempi della poetica burtoniana. Un ultimo e importante cenno va fatto all’ennesimo lavoro eccezionale svolto da Danny Elfman, capace di creare un universo musicale nostalgico e cupo, che ben si amalgama alle personalità ideate dal visionario regista di Burbank.


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