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Scary Movie 5

25/05/2013 10:00

Erika Pomella

Recensione Film, Commedia, scary movie,

Scary Movie 5

C’è un monito universalmente riconosciuto che invita a non cambiare squadra quando la vittoria sembra assicurata...

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C’è un monito universalmente riconosciuto che invita a non cambiare squadra quando la vittoria sembra assicurata. Dopo consensi esorbitanti al box office dei precedenti capitoli del franchise di Scary Movie, sembrava quanto meno scontato approdare al cinema con un quinto episodio che potesse ripetere i gloriosi successi. Qualcosa, però, nella perfetta macchina creata dai fratelli Wayans - passata in seguito a David Zucker - è andato ingrigendosi durante gli anni: le uscite goliardiche e a volte volgari che tanto avevano divertito in passato si sono ripresentate in Scary Movie 5 con un’aria stantia e indebolita.


Lo spunto parodistico iniziale deriva dal film horror La Madre con protagonista Jessica Chastain nei panni di una rockstar che scopre il suo spirito materno quando le nipoti del marito vengono ritrovate in una casetta nel bosco, dove erano rimaste abbandonate per cinque anni. A grandi linee, Scary Movie 5 ripercorre la trama del film di Andres Muschietti miscelandola con elementi derivanti soprattutto da Paranormal activity 4, portando le situazioni ad un livello estremo di demenzialità comica.


Prendendo di mira i maggiori successi delle ultime stagioni cinematografiche – si passa da Il cigno nero a The Help, da Quella casa nel bosco a Ted – Malcom D. Lee, basandosi sulla sceneggiatura di un irriconoscibile Zucker, in palese difficoltà creativa, crea una summa fastidiosa e irrecuperabile dell’offerta filmica statunitense dei nostri tempi, non riuscendo in alcun modo a comporre una pellicola che sia funzionale o minimamente divertente. La trama, appena accennata, non serve in alcun modo a sviscerare l’aspetto offensivo e parodistico che il film mostra di voler inseguire. Piuttosto lo spettatore si trova smarrito, incredulo davanti a quello che i propri occhi registrano, domandandosi come sia possibile rovinare, in soli 80 minuti, un filone che, quasi dieci anni fa, aveva reinventato un genere in via d’estinzione. Della verve dei primi due Scary Movie – che già era andata sfaldandosi con il terzo e il quarto episodio – non resta che un flebile ricordo che Lee profana e frantuma; Scary Movie 5 è l’ultimo, moribondo tentativo di far ridere attraverso la volgarità più spinta e gratuita. Non preoccupandosi più di tanto della trama e del modo in cui le varie situazioni si connettano tra loro, il regista offre al grande pubblico un film pigro e fiacco, che si presenta in tutta la sua inconcludenza drammaturgica.


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