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Dom Hemingway

06/01/2014 10:00

Riccardo Tanco

Recensione Film,

Dom Hemingway

Dom Hemingway è uno scassinatore di cassaforti rimasto in galera per 12 anni per non aver testimoniato contro i propri complici...

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Dom Hemingway è uno scassinatore di cassaforti rimasto in galera per 12 anni per non aver testimoniato contro i propri complici. Al suo rilascio, rancoroso ed arrabbiato per aver perso anni di vita - durante i quali la ex moglie è morta di cancro, e non ha potuto vedere crescere la figlia Evelyn - Dom rivendica un risarcimento per non aver parlato alla polizia del criminale Mr. Fontaine.


Il motivo di maggior interesse in un film come Dom Hemingway risiede nella trasformazione del solitamente belloccio Jude Law in un criminale antieroe e sovrappeso, amante delle donne e dell'alcol ma leale e con un preciso codice etico. Il regista e la storia si poggiano tutti sulla bravura di Jude Law nel ritrarre il personaggio, rendendolo sgradevole ma simpatico e soprattutto capace di reggere una pellicola tutta su di sé. Con profonde ferite nel passato, dopo 12 anni di galera in cui ha perso il meglio della propria vita, Dom Hemingway vuole avere una seconda occasione e rimediare agli errori commessi: prima a livello professionale, ottenendo dei soldi per il suo silenzio e poi riallacciando i rapporti con la figlia. Questo aspetto drammatico è il più interessante ma la sua riuscita non viene dall'abilità di scrittura ma ancora una volta dall'attore principale, talmente bravo in questo ruolo da colmare per quanto possibile le lacune di sceneggiatura.


Oltre all'interpretazione di Jude Law c'è poco o niente in questa commedia nera e non sense, senza una vera struttura narrativa e recitata senza il minimo impegno. Fuori tempo massimo a livello stilistico, Dom Hemingway sembra un lungo collage di sequenze girate su un personaggio. Indeciso tra l'essere una commedia assurda o un dramedy, il regista Richard Shepard sceglie la via della mediocrità, ottenendo un mix poco efficace ed incisivo con svolte prevedibili, poche gag e totale mancanza di approfondimento psicologico. Poco comprensibile la suddivisione in sei capitoli della pellicola che rendono il prodotto ancora meno coeso e composto da segmenti somiglianti più ad episodi di una serie televisiva, autoconclusivi e dimenticabili subito dopo la fine. Dom Hemingway potrebbe essere a pieno diritto una delle peggiori pellicole dell'anno, ma si farebbe un torto al bravo Jude Law.


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