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Batman v Superman: Dawn of Justice

03/21/2016 11:00

Roberto Semprebene

Recensione Film, Batman, Superman,

Batman v Superman: Dawn of Justice

L'epico scontro tra Batman e Superman riserva delle sorprese

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Sulla scia dei successi al botteghino di film come The Avengers, era da tempo che ci si aspettava anche dall’universo DC la realizzazione di opere che trasponessero su schermo le interazioni fra i principali eroi della casa fondata da Malcolm Wheeler-Nicholson, in primis l’Uomo d’Acciaio e il Cavaliere Oscuro. Batman v Superman: Dawn of Justice è il primo prodotto di questa strategia, ed è un film chiamato a sostenere una serie di gravosi compiti, tutti parte della missione principale. Se già far incontrare Batman e Superman, soprattutto alla luce delle diverse e alterne fortune avute dai due sullo schermo nel recente passato, non era compito banale, introdurre una serie di altri personaggi ad oggi non riconoscibili per un pubblico cinematografico mainstream ha comportato un lavoro per il quale gli sceneggiatori non si sono dimostrati sempre all’altezza, generando un film eccessivamente lungo rispetto a quanto mostrato su schermo, ma troppo breve per dare vera contezza dell’eccesso di contenuti inseriti.


Non volendo rovinare ai lettori il gusto di seguire una trama – comunque ampiamente anticipata da trailer e stampa negli ultimi 2 anni – per tanti versi macchinosa ma indubbiamente ricca di svolte narrative, ci limiteremo a dire che le conseguenze e i danni della battaglia fra Superman e Zod vista ne L'Uomo d'Acciaio hanno spaccato l’opinione pubblica fra i sostenitori di Superman, visto come una sorta di divino protettore, e quanti vi vedono la minaccia di un potere incontrollabile e catalizzatore di calamità. Bruce Wayne, che ha visto distrutta la sede della sua società con quanti vi erano dentro, è decisamente un esponente della seconda fazione, ed è determinato ad eliminare la minaccia aliena. D’altro canto, il giornalista Clark Kent segue l’attività del giustiziere mascherato e non ne approva le modalità operative, che lo pongono a sua volta fuori dalla legge. Lo scontro fra due visioni del proprio ruolo così simili e così diverse porterà ad un confronto epocale, dai risvolti tutt’altro che scontati, infarciti di considerazioni sul concetto di potere che sarebbero state interessanti se non fossero buttate lì e mai realmente approfondite. Come intuibile dal poco che si è detto, le basi del film sono potenzialmente ottime, e probabilmente autosufficienti per realizzare un prodotto mainstream di buona qualità. Nel momento in cui però quanto di positivo è annegato in una serie di contenuti aggiuntivi, premesse e corollari, il prodotto finale risulta un brodo troppo diluito perché tutti gli ingredienti mantengano il proprio sapore. Viene da chiedersi se non fosse più opportuno proporre una serie TV anziché un film di 2 ore e 40.


Parlando dei lati positivi, questi si riassumono fondamentalmente in un nuovo cast che rende oltre le aspettative: se a lungo si era discusso di Ben Affleck per il ruolo di Bruce Wayne/Batman e di Gal Gadot per Wonder Woman, quello che ci sentiamo di dire è che l’uno e l’altra portano sullo schermo personaggi ben caratterizzati e li rendono al meglio. Ben Affleck è un Bruce Wayne maturo, duro, cinico e incattivito, che va molto meno per il sottile di quanto non siamo abituati a vedere; inoltre la caratterizzazione estetica pesca a piene mani dai videogame della serie Arkham di Rocksteady e, a fronte di coreografie dei combattimenti un po’ troppo legnose, offre un Batman massiccio come mai si era visto su grande schermo. Per quanto concerne Gal Gadot, è una Wonder Woman che desta davvero meraviglia: bellissima, sensuale ed elegante, gestisce con disinvoltura tanto un abito da sera che la spada e lo scudo. Va sicuramente menzionato anche Jesse Eisenberg, nei panni di un Lex Luthor atipico, più tendente alla schizofrenia criminale di Jokeriana memoria che alla brama di potere abitualmente attribuitagli. Gli aspetti che lasciano più perplessi, oltre ai problemi di sceneggiatura riportati nei limiti del non spoiler, sono una fotografia grigia che più grigia non si può, talmente grigia e piatta che ad esempio non si riesce ad apprezzare il design della batmobile, apparentemente una delle più belle di sempre, ma completamente impastata nel buio durante l’inseguimento che la vede protagonista. Anche la colonna sonora non colpisce particolarmente per nessun tema e non sottolinea con la dovuta enfasi i passaggi più determinanti. Nel complesso, se da una parte si intuisce lo sforzo fatto per costruire una base articolata per l’universo condiviso made in DC e si apprezzano alcune delle scelte e dei risultati raggiunti, nel suo insieme Batman v Superman: Dawn of Justice risulta poco digeribile, un film di troppe pretese e troppi contenuti poco amalgamati, che si cala nel solco de L'Uomo d'Acciaio più che porsi come pietra angolare di una solida nuova costruzione.


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