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The Boy and the Beast

26/04/2016 10:00

Riccardo Tanco

Recensione Film,

The Boy and the Beast

Ryen è un bambino di nove anni che si ritrova solo dopo aver perso la madre e i contatti con il padre...

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Ryen è un bambino di nove anni che si ritrova solo dopo aver perso la madre e i contatti con il padre. Mentre vaga per le strade di Tokyo incontra casualmente Kumatetsu, un'enorme creatura guerriera con le sembianze di un orso. Ryen decide di seguire Kumatetsu fino a un universo parallelo popolato da sole bestie antropomorfe: dopo aver assunto il nuovo nome di Kyuta, il ragazzo sceglierà di non tornar nel mondo umano e diventare un discepolo dell'orso, per imparare l'arte del combattimento.


Uscito a luglio dello scorso anno nei cinema giapponesi e presentato in anteprima alla Festa del Cinema di Roma 2015, in uscita nei cinema solo nei giorni 10 e 11 maggio, The Boy and The Beast è il quinto lungometraggio del regista giapponese Mamoru Hosoda, dopo l'eccellente Wolf Children del 2013.


Lontano dall'universo dello Studio Ghibli ma in ogni caso debitore dell'influenza della poetica di Hayao Miyazaki, Il regista e animatore della Toei Animation Mamoru Hosoda sembra proseguire, dopo Wolf Children, con una propria e personale visione all'interno delle dinamiche del cinema d'animazione contemporaneo. Se il film precedente era riuscito a filtrare, attraverso il racconto fantasy, una delicata storia familiare nella chiave del racconto di formazione, con The Boy and the Beast, l'autore nipponico si confronta nuovamente con una trama d'avventura e di fantasia sfruttandone però gli archetipi per guardare altrove. Sembra questo infatti il pregio maggiore del cinema di Hosoda: raccontare, tramite un canovaccio fantastico, il rapporto tra un ragazzo di nove anni e una creatura magica; qualcosa di reale e concreto che fa leva sulla semplicità delle emozioni. Anche in questo caso si tratta di narrare un ulteriore racconto di formazione. Hosoda usa un'animazione dal disegno accennato ed essenziale per realizzare un'opera sull'amicizia: due personaggi, diversi nell'aspetto, che si ritrovano in un legame prima da mentore/allievo e poi in un più complesso rapporto padre/figlio. E se anche il film soffre di qualche lungaggine eccessiva, e il discorso sulla convivenza tra due mondi distanti come quello animale e quello umano sembra una citazione troppo ovvia al cinema Miyazakiano, The Boy and the Beast riesce a trovare una strada fra l'esplorazione delle origini e del proprio percorso di vita, provando a ragionare sul conflitto tra ciò che si è e quelloche si è diventati. Mantenendo una narrazione che mette in scena - semplicemente - i sentimenti in gioco, evitando qualunque forzatura.


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