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Kong: Skull Island

03/03/2017 11:00

Roberto Semprebene

Recensione Film, Avventura, King Kong,

Kong: Skull Island

Un regno da difendere per re Kong

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King Kong è un protagonista indiscusso della storia del cinema e ha goduto di diverse reinterpretazioni. La più recente è quella proposta da Kong: Skull Island di Jordan Vogt-Roberts: risparmiando al pubblico la storia nota del re delle scimmie portato a New York, con annessa scalata dell'Empire State Building, Kong: Skull Island ambienta la storia negli anni '70, in piena Guerra Fredda, concentrando azione e attenzione sull'isola di cui lo scimmione è re e custode. Una spedizione scientifica, organizzata dal Professor Randa (John Goodman), con l'ausilio di una squadra di militari americani capitanati dal colonnello Packard (Samuel L. Jackson), si reca sull'isola: ufficialmente per mapparla ma di fatto per verificare una teoria per la quale esisterebbero sulla Terra dei veri e propri mostri, ancestrali padroni del pianeta. L'arrivo in stile Apocalypse Now degli elicotteri americani porterà scompiglio su Skull Island, costringendo King Kong a intervenire, prima contro gli "invasori", quindi contro una minaccia ben più pericolosa da essi risvegliata.


Il film di Jordan Vogt-Roberts è un giocattolone non esente da difetti e incongruenze. La sceneggiatura accetta diversi compromessi pur di dare spazio a una generosa quantità di scene d'azione, citazioni e rimandi ad altri film e filoni cinematografici: dal war movie all'avventura sino, in alcune circostanze, al documentario. Il risultato di questa commistione è un'opera che sicuramente intrattiene, con buoni effetti visivi e un King Kong caratterizzato, ma che tuttavia non può aspirare alla qualità complessiva di prodotti assimilabili: uno su tutti il Godzilla di Gareth Edwards. Un buon equilibrio di azione e umorismo compensa in parte la sceneggiatura debole, in cui si susseguono situazioni che hanno poca ragion d'essere. Un esempio? La determinazione dei soldati americani a farsi schiantare dal gigantesco gorilla. Divertente il ruolo affidato a John C. Reilly, che nei panni del reduce della Prima Guerra Mondiale regala momenti di simpatia e umanità. Tom Hiddelton e Brie Larson vestono i panni della coppia cool e consapevole, portavoci di un ambientalismo deciso a tutelare il segreto di Skull Island al costo della rinuncia a fama e onore.


Kong: Skull Island inaugura un nuovo ciclo di produzioni ad alto budget, dedicate ai più noti giganti del cinema, che si rifà - almeno nell'impostazione - ai cinecomic Marvel. Quanti e quali siano i risvolti positivi di questa impresa è forse troppo presto per dirlo: se non altro, con questo film King Kong ha visto aggiornata la sua figura. E il risultato è divertente.


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