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Halloween - 20 anni dopo

11/06/2018 11:00

Marco Filipazzi

Recensione Film, Horror, Halloween, HalloRemake,

Halloween - 20 anni dopo

Halloween 7: il vero finale della saga

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Inutile negarlo: esiste un prima e un dopo Halloween - La notte delle streghe, così come esiste un prima e un dopo Scream - Chi urla muore. Il primo nel 1978 ha dettato le regole dello slasher, mentre il secondo le ha reinterpretate in vista del nuovo millennio. Con queste premesse, 20 anni dopo l’uscita del film originale dedicato alle sanguinarie gesta di Michael Myers, 5 sequel già all’attivo, arriva nelle sale il settimo capitolo della saga: Halloween - 20 anni dopo.


Il testimone non è facile da raccogliere e diventa ancor più ostico se visto nella prospettiva che questo avrebbe dovuto essere il capitolo conclusivo della saga. Il condizionale è d’obbligo dato che sappiamo che 4 anni dopo arriverà al cinema il terribile Halloween - La resurrezione. Ma a tutti gli effetti il ritorno nel cast di Jamie Lee Curtis (e quel finale lì, a dir poco epico) hanno fatto sì che i fan considerassero questo come la conclusione della saga dei Myers. E poi, come da tradizione delle “regole” degli slasher, la sua uscita cade proprio nell’anniversario della tragedia iniziale. Originariamente il film cerca di rispettare la continuity dettata da tutti i capitoli precedenti, ma quando gli sceneggiatori capiscono che è impossibile conciliare tutti gli avvenimenti narrati sino a quel momento, decidono di ignorare i capitoli 4, 5 e 6 e porre la pellicola come sequel diretto del dittico di John Carpenter.


Laurie Strode ha cambiato identità: si è trasferita, ha un figlio adolescente ed è la preside di una prestigiosa scuola privata. Nonostante ciò, con l’avvicinarsi della notte di Ognissanti, non rieace a togliersi dalla mente l’incubo di quanto avvenuto 20 anni prima. Il pensiero di suo fratello Michael la perseguita e presto scoprirà che i suoi non sono solo timori: Myers è vivo, ed è tornato per completare ciò che aveva iniziato nel 1978. Halloween - 20 anni dopo nasce con l’intento di porre fine alla saga, tanto che il titolo adottato per tutta la lavorazione del film è Halloween 7 – La vendetta di Laurie Strode. Quando inizia a circolare la notizia che Jamie Lee Curtis sarebbe tornata a vestire i panni dell’iconica final-girl, lo stesso John Carpenter si dichiara interessato a dirigere la pellicola. Purtroppo le trattative non vanno a buon fine, a causa di una faida ancora aperta tra il regista e il produttore esecutivo Moustapha Akkad che si protraeva dai tempi del primo film. Carpenter si allontana quindi dal progetto e il testimone passa al veterano Steve Miner, già regista dei capitoli 2 e 3 della saga di Venerdì 13 e di quel piccolo cult 80s di Chi è sepolto in quella casa?.


Se rivisto oggi, il cast è di prim’ordine, con molti degli attori (nel 1998 esordienti sconosciuti) ora diventati nomi affermati. C’è Michelle Williams in piena fase Dawson's Creek, un giovanissimo Joseph Gordon-Levitt, Josh Hartnett al suo debutto sul grande schermo, LL Cool J oltre alla già citata Jamie Lee Curtis che in questo film recita al fianco della madre Janet Leigh per la seconda volta nella sua carriera (la prima è stata sul set del The Fog proprio di John Carpenter). Il canovaccio è sempre il solito, non ci sono grossi colpi di scena e tutto rientra perfettamente negli standard dello slasher anni ’90. Eppure, forse per la presenza di Jamie Lee, forse perché siamo consapevoli che questo è effettivamente la fine della saga, Halloween - 20 anni dopo è un film gustoso, che recupera le atmosfere dell’originale e le aggiorna, senza scadere nel metacinema come sarebbe accaduto alla maggior parte degli horror a cavallo del millennio replicando (con successo altalenante) la formula di Scream - Chi urla muore. E poi c’è il già citato finale, con quel dolly a salire e tutta la rabbia che Laurie ha covato per 20 anni che esplode all’improvviso addosso al fratello. Quando i titoli di coda iniziano a scorrere è impossibile non sentirsi appagati.


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