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Il professore cambia scuola

02/04/2019 11:00

Andrea Desideri

Recensione Film,

Il professore cambia scuola

Oliver Ayache-Vidal torna al cinema con Il professore cambia scuola

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Olivier Ayache-Vidal torna al cinema con Il professore cambia scuola per parlare di costume e società, della situazione socio-politica francese, partendo dai banchi di scuola. Erge a protagonista della vicenda Francois Focault, stimato professore di Lettere, che si ritroverà a insegnare in un liceo di periferia dopo essersi lamentato dei problemi nelle scuole dislocate all’interno dei quartieri più disagiati. Così, una funzionaria dell’Educazione Nazionale gli cambierà la vita: lo metterà in contatto con un mondo che è tutt’altra cosa rispetto al centro di Parigi.


Il regista parla della Francia, delle sue contraddizioni e delle sue virtù, ma affronta in particolar modo la prosopopea dei quartieri alti e la presunzione di chi vive certi accadimenti con distacco. Spiccata è la convinzione che lamentarsi dei problemi che affliggono la società sia più facile quando quei problemi non ci coinvolgono in maniera diretta. Tale assunto è incarnato dalla figura di Focault, che parla di periferia e riqualificazione delle zone disagiate senza mai agire concretamente: quando si troverà a dover agire, costretto da un trasferimento inaspettato, potrà vedere con i propri occhi quartieri e coscienze dimenticate. E darà una sferzata ai suoi metodi d’insegnamento.


Il professore cambia scuola ricorda un po' L’attimo fuggente e un po' Io speriamo che me la cavo: un film che mescola cultura popolare e cultura classica per dar vita a un concentrato di genuinità. Il girato offre un focus su tutto quello che i libri non possono insegnare, ovvero il disagio sociale di chi nasce (non per scelta) in una condizione differente. Ayache-Vidal parla di studenti per sollevare delicatamente anche la questione migranti, legata al cosmopolitismo di Parigi. L'espediente si conferma adeguato, quindi, anche per muovere una critica accennata a determinate politiche sociali che hanno dato vita al malcontento francese. Diverso non equivale a dannoso e solo la cultura e il sapere può confermare tale assunto.


Il professore cambia scuola è un salto in quella quotidianità spesso accantonata e solo talvolta ripescata dai media. Olivier Ayache-Vidal ci catapulta dentro un paradigma sociale limite, per mostrarci le opportunità e le pecche che il nostro atteggiamento sta offrendo a chi chiede solamente una mano tesa. Accende i riflettori sul pressappochismo che attanaglia certi ambienti rispetto ad altri e lo fa scontrare con la semplicità di ragazzi che chiedono unicamente considerazione, piuttosto che lassismo e sconforto.


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