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Un giorno di pioggia a New York

02/28/2020 11:00

Samantha Ruboni

Recensione Film,

Un giorno di pioggia a New York

La pioggia è sempre stato uno dei grandi amori di Woody Allen

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La pioggia è sempre stato uno dei grandi amori di Woody Allen. In tutta la sua cinematografia alcune delle sequenze più intense si svolgono sotto scrosci di temporale. Ma la pioggia è sempre stata lì, tra le righe, non le è mai stata dedicata un'intera narrazione. In Un giorno di pioggia a New York diventa finalmente una delle protagonisti della storia, sempre presente, sia nei dialoghi sia meteorologicamente, imprevedibile e nel posto giusto al momento giusto. Un elemento che permette che avvenimenti incredibili accadano. La pioggia è fondamentale durante la giornata che Gatsby (Timothèe Chamalet), proveniente da una ricca famiglia newyorkese, e la sua ragazza naive, Ashleight (Elle Fanning), passeranno a New York. Ashleight ha l'occasione di andare a New York per intervistare il famoso regista Roland Pollard (Liev Schreiber) e Gatsby coglie l'occasione per portarla a conoscere la sua città. Ma New York ha un piano tutto suo per loro, che va ben oltre i programmi organizzati da Gatsby.


Tra i temi ricorrenti del cinema di Woody Allen torna anche musica e il cinema anni '40. Nonostante Un giorno di pioggia a New York sia ambientato ai giorni nostri, o per lo meno in un tempo non ben definito, torna la passione di Woody per i 40s: nell’abbigliamento di Gatsby, molto retrò e vintage; nella sua ossessione di fumare sigarette con il bocchino; nell'atmosfera, nei luoghi e nelle musiche che lo circondano; nell’omaggio alle commedie romantiche hollywoodiane, tante amate da Allen. A differenza, però, della passata cinematografia del regista, solitamente cinica e nevrotica, vediamo qui un messaggio positivo.


Il film propone inoltre una nuova, diversa New York. Una Manhattan grigia e uggiosa si contrappone a un'altra location del film, il campus dove studiano i due protagonisti e dal quale inizia la narrazione. Il punto di partenza della storia viene rappresentato con colori caldi e autunnali, confortanti. I due luoghi, in contrapposizione, rappresentano i due protagonisti: Ashleigh, come il campus, è sempre illuminata da raggi di luce solare, caldi e luminosi tanto quanto il suo personaggio; Gatsby, invece, ingobbito e sempre bagnato dalla pioggia è circondato da colori lievi come il beige, il marrone e il grigio, proprio come la New York in cui ha le sue radici. Due mondi che, già dalle scelte cromatiche e stilistiche, si comprende non possano convivere. Questa nuova attenzione di Woody Allen all'immagine è certamente dovuta alla collaborazione con Vittorio Storaro, qui alla direzione della fotografia.


Un giorno di pioggia a New York rappresenta per Allen anche una nuova reincarnazione dei suoi alter-ego. Il protagonista Gatsby non gli somiglia in tutto e per tutto; Woody affida se stesso a vari personaggi che interpretano varie fasi della sua vita e del suo carattere. Gatsby è il Woody nervoso e intellettualoide – che veste tartan e che ama suonare jazz - ma è anche un nuovo personaggio, più giovane e fresco, più attuale, che propone ideali e scelte di vita diverse dal passato. Con Ashleigh torna il tema del bisogno di essere notati, non per la presenza fisica, ma per quello che si è. La risolutezza della protagonista nel realizzare l'intervista sognata ne è un esempio; allo stesso modo la vediamo alle prese con la necessità di essere riconosciuta, sottolineata dalla continua ostentazione dei suoi documenti in varie occasioni. Ecco perché la scelta stilistica e tecnica dell'oscurare i volti nella maggior parte dei casi e di inquadrarli in piena luce solo quando pienamente capiti e “visti” da chi gli sta accanto.


Un giorno di pioggia a New York non è solo un film sulla pioggia e sull'amore, ma anche sul tempo. Gatsby scandisce ogni ora della giornata guardando orologi o dicendoci che ore sono, mentre due trame parallele confluiscono verso il finale: come nella migliore tradizione classica hollywoodiana - tanto amata da Woody - la trama dedicata a Gatsby è quella romantica, quella di Ashleigh è quella più grottesca e fa sorridere. Quasi due film diversi, quelli che compongono che Un giorno di pioggia a New York, che amalgamandosi stanno in equilibrio e danno un risultato infallibile.


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