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Stardust Memories

08/02/2010 10:00

Daniela Silvestri

Recensione Film,

Stardust Memories

Uno dei film più controversi e meno apprezzato di Woody Allen

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Sandy Bates è un affermato regista comico, amato ed apprezzato da pubblico e critica di nicchia. Sconvolto dalla morte improvvisa di un suo amico e collega e per giunta in crisi con la sua compagna, decide di partire per un week end, approfittando di una retrospettiva al cinema hotel Stardust, dedicata ai suoi film. Nel corso di questo breve viaggio, che si rivelerà più mentale che fisico, ne approfitterà per fare un primo bilancio della sua vita e della sua carriera, arrivando a pensare di non voler più girare film comici.


Diretto ed interpretato da Woody Allen, e girato interamente in bianco e nero, Stardust Memories è senz’altro uno dei suoi film più controversi e meno apprezzato, sebbene racchiuda molta delle sue manie e ossessioni, che poi si ritroveranno anche in altri film. Criptico, onirico, a tratti decisamente troppo lento e faticoso da seguire, non ha convinto pubblico e critica per due motivi fondamentali. Innanzitutto, complice anche la scelta del bianco e nero, il film occhieggia molto ad 8 ½ di Fellini, sebbene lo stesso regista affermò di non valere neanche la metà del film italiano. Ma la scena iniziale nel treno, i problemi che il protagonista ha con la critica, il carattere schivo, le sue relazioni promiscue con più donne, sono chiari rimandi (o omaggi che dir si voglia). Proprio per la sua vicinanza ad 8 ½, il film fu interpretato da molti come una sorta di autobiografia del regista, che si fa gioco dei suoi stessi fan. Cosa che Allen negò più volte.


Ma in secondo luogo la critica più forte che gli venne fatta fu l’eccessiva forzatura messa in atto, quasi a dimostrare un esercizio di stile, intelligente ma portato all’estremo che, con una trama poco lineare, i continui andirivieni tra un flashback e l’altro, mettono a dura prova l’attenzione (e la pazienza) del pubblico. Disastro o capolavoro, il film ha comunque il pregio di aver presentato al pubblico una giovanissima e incantevole Charlotte Rampling, il cui fascino acerbo e sofisticato si impone con una forza non indifferente. Delizioso anche il piccolo cameo di una ancor più giovane Sharon Stone. Stardust Memories debuttò con una moltitudine di recensioni negative nella prima settimana di programmazione e si rivelò un totale fiasco al botteghino. È solo negli anni che la critica e la schiera di fan più incalliti ha rivalutato il film, ritenendolo una pietra miliare per comprendere la filosofia e il genio di questo controverso e amatissimo regista.


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