facebook
twitter
linkedin
youtube
instagram
Sisbianco
Piano9logobianco
Piano9logobianco
Sisnero

CONTATTI

Via Carlo Boncompagni 30
20139 Milano (MI)
+39 340 5337404
ufficiostampa@silenzioinsala.com

 

Via Carlo Boncompagni 30
20139 Milano (MI)
+39 340 5337404
ufficiostampa@silenzioinsala.com

 

SILENZIOINSALA.COM – Più che spettatori
un progetto di Piano9 Produzioni

CONTENUTI IN EVIDENZA

Gorbaciof - Il cassiere col vizio del gioco

09/29/2010 10:00

Marco D'Amato

Recensione Film,

Gorbaciof - Il cassiere col vizio del gioco

Presentato fuori concorso al Festival di Venezia, Gorbaciof - Il cassiere col vizio del gioco è una curiosa divagazione del cinema italiano in territori battuti

10411-.jpeg

Presentato fuori concorso al Festival di Venezia, Gorbaciof - Il cassiere col vizio del gioco è una curiosa divagazione del cinema italiano in territori battuti solitamente più dalle produzioni orientali, europee ma soprattutto asiatiche. La sceneggiatura firmata a quattro mani dal regista Stefano Incerti e Diego De Silva riduce al minimo i dialoghi e punta sulla forza delle immagini, sulla psicologia dei personaggi e sulla “maschera” da fuoriclasse di Toni Servillo, su cui si impernia la pellicola.


L’attore di Afragola veste i panni di Marino Pacileo, un cassiere del carcere di Napoli, detto Gorbaciof per via di una vistosa voglia sulla fronte, simile a quella dell’ex Presidente dell’URSS. Smorfia alla Robert De Niro e camminata alla Tony Manero (quello di Pablo Larraín, beninteso), Gorbaciof si aggira per la città con la sicurezza di un avvoltoio che sa sempre come colpire, tenendosi a galla rubacchiando dalla cassaforte del carcere quanto basta per garantirsi una partita a poker nel retrobottega del ristorante cinese di zona dove lavora Lila (Mi Yang), la figlia del proprietario di cui è segretamente innamorato. Quando i debiti di gioco del padre di Lila iniziano a farsi sempre più pesanti, Gorbaciof decide di portarla via e, quando i furti non bastano più, è infilato da un poliziotto corrotto in una spirale criminale che lo stritola senza pietà fino a condurlo a un finale tarantiniano.


Alla descrizione sociologica di una zona di confine di Napoli, Incerti preferisce un approfondimento lirico di questo squalo metropolitano, capace di qualsiasi tipo di bassezza e violenza, ma in grado di costruire un amore fatto solo di silenzi, sguardi e sorrisi. Se la trama, pur molto semplice, ogni tanto si fa un po’ fumosa e irreale, il punto di forza del film è sicuramente nell’interpretazione di Toni Servillo, estremamente teatrale, aiutata da una regia molto lineare ed asciutta, priva di virtuosismi e voli pindarici. Un lavoro sicuramente interessante, anche solo per poter apprezzare un’opera che si discosta decisamente dai canoni cinematografici italiani.


ISCRIVITI ALLA NOSTRA NEWSLETTER


facebook
twitter
linkedin
youtube
instagram

facebook
twitter
linkedin
youtube
instagram

www.silenzioinsala.com @ All Right Reserved 2020 | Sito web realizzato da Flazio Experience  | P.IVA 10731440961

www.silenzioinsala.com @ All Right Reserved 2020 | Sito web realizzato da Flazio Experience  | P.IVA 10731440961

zhifei-zhou-XO4A1pWBEbE-unsplash

Supporta Silenzio in Sala

Il sito nasce dalla nostra passione smisurata per il cinema e dal lavoro duro della nostra redazione, di chi scrive, di chi edita gli articoli, di chi segue la parte tecnica, il canale YouTube, i social e tutti i contenuti che Silenzioinsala.com produce (da anni e anni e anni).

Create Website with flazio.com | Free and Easy Website Builder