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August Underground's Mordum

01/13/2011 11:00

Marco Filipazzi

Recensione Film,

August Underground's Mordum

Di film controversi, violenti, sboccati e disturbanti la storia del cinema ne è piena, grazie soprattutto alle produzioni indipendenti degli anni ’70...

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Di film controversi, violenti, sboccati e disturbanti la storia del cinema ne è piena, grazie soprattutto alle produzioni indipendenti degli anni ’70. Dal rape&revange Non violentate Jennifer al cannibale nostrano Cannibal Holocaust, dal nazista SS Experiment Camp sino agli psicopatici Hanry – Pioggia di sangue e Driller Killer. Ma se davvero esiste un limite al “mostrabile sullo schermo”, nessuno dei film sopraelencati riesce anche solo minimamente a reggere il confronto con l’opera seconda di Fred Vogel. Se il primo August Underground, datato 2001, raggiungeva notevoli vette di sadismo e violenza, questo sequel (a cui aggiungerà anche un terzo episodio in cui però i toni si smorzano non poco) è quanto di più estremo uno spettatore in cerca di emozioni forti possa trovare in circolazione, mettendo in mostra “l'insostenibile”. Molte, troppe pellicole si sono fregiate della tagline “il film più sconvolgente mai visto”; e se questo titolo spetta a una pellicola, quella è August Underground’s Mordum.


Qualsiasi parola spesa a proposito di questo film è puramente riduttiva davanti alla forza devastante e disturbante delle immagini; una carrellata di 77 minuti in cui vengono esplorati i più profondi e malati anfratti della mente umana e le sevizie che da essa possono scaturire a discapito di vittime predestinate. Ovviamente questo non è un invito a reperire il film: la messa in scena di Vogel si spinge tanto in là che a più riprese durante la visione ci si chiede perché mai si stia guardando qualcosa del genere. La “trama” è la medesima del primo August Underground: un esempio di mokumentary portato all'estremo, con inquadrature instabili, sfocate, fuoricampi e bordi doppi, il tutto per amplificare la sensazione di realtà impressa su miniDV spingendo lo spettatore a credere di stare guardando uno snuff. Sul nastro sono impresse le gesta di tre ragazzi di provincia, di cui una ragazza, che con telecamera alla mano seviziano e infieriscono sui corpi di poveri malcapitati, ma quello che si ha davanti non è un banale torture-porno. Un uomo viene obbligato ad amputarsi il pene con delle forbici e la parte amputata diventa il “passatempo” del gruppo (una ragazza viene stuprata con il pezzo di pene reciso). Due ragazze vengono cosparse di vomito, una è costretta a rigurgitare addosso all'altra e quest'ultima obbligata a mangiarlo. Una vittima viene sbudellata viva e uno dei carnefici giocherella con le viscere. In un contenitore è conservato il cadavere di un bambino senza testa cosparso di vermi che uno dei sadici si mangia.


Dare un giudizio a un film del genere è decisamente impossibile: dal punto di vista qualitativo e registico è pessimo (anche se ovviamente tutto è voluto e studiato a tavolino), così come la “trama”, anche se c’è chi ha scorto in essa un atto estremo di critica sociale, ma onestamente non crediamo esista niente di politico in quello che Vogel riprende. Dal punto di vista della messa in scena, gli effetti speciali sono tanto ottimi da risultare agghiaccianti, così come la recitazione, realistica a tal punto da risultare estremamente disturbante. Ovviamente la visione di August Underground’s Mordum è sconsigliata vivamente a persone sensibili o che non abbiano un livello di tolleranza alla violenza decisamente alto (e anche in quel caso preparatevi a incassare parecchi pugni nello stomaco). L’unico motivo valido per prendere visione di un film del genere è la morbosa e ossessiva ricerca del “fondo del barile”, e dopo aver visto August Underground’s Mordum state pur certi di averlo trovato: di più estremo vi è solo lo snuff, ma quello è un argomento che nessuna persona normale vorrebbe sfiorare.


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