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Deadline

05/04/2011 10:00

Maurizio Encari

Recensione Film,

Deadline

Brittany Murphy è scomparsa il 20 dicembre 2009 all'età di soli 32 anni...

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Brittany Murphy è scomparsa il 20 dicembre 2009 all'età di soli 32 anni. L'attrice era in preda ad una forte crisi depressiva, e tra le cause della morte, oltre a una polmonite non curata, vi sarebbe anche un'intossicazione di psicofarmaci. La scomparsa pochi mesi dopo del marito Simon Monjack ha portato le indagini a ritenere una particolare muffa della loro abitazione come causa dei decessi. Ma ha tutta l'aria di una maledizione quella che ha colpito la giovane e bella interprete di Sin City ed il suo compagno. Un mistero che non può che riportare, in un beffardo gioco del destino, alle lugubri atmosfere di Deadline, uno degli ultimi film dell'attrice prima della scomparsa. Diretta dall'esordiente Sean McCoville (autore anche della sceneggiatura), ci troviamo dinanzi ad una ghost-story dal sapore più classico che mescola reale e soprannaturale.


Alice Evans (Brittany Murphy) è una giovane scrittrice reduce da diversi problemi personali e che per fuggire da essi sceglie di trascorrere qualche giorno da sola in una splendida villa di campagna disabitata da tempo. Sin da subito però strani rumori e inquietanti gemiti disturbano il suo sonno. La donna sceglie così di indagare e ritrova dei vecchi nastri di videocamera appartenenti alla coppia che aveva abitato quella casa. È così che Alice, attraverso i filmati, scopre del tormentato amore tra Lucy (Thora Birch) e David (Marc Blucas), una fresca coppia di sposini. L'uomo, maniaco delle riprese video, comincia a manifestare progressivamente tutta la sua gelosia, che porta entrambi alla tragedia. Chi è dunque che perseguita la bella Alice?


Partiamo subito dall'unico punto positivo di cui questo Deadline può fregiarsi: Brittany Murphy. Tutto il disagio e la sofferenza che probabilmente l'attrice ha patito nella vita reale si manifestano chiaramente sul suo personaggio, e la stessa bellezza esplosiva che ci aveva deliziato negli anni precedenti è qui sciupata e nascosta da rughe e sguardi persi nel vuoto che la fanno divenire un tutt'uno con la figura di Alice. Una prova straniante e straziante che faceva presagire a cosa sarebbe andato incontro il suo destino. Rimane la sua interpretazione l'unico spunto interessante di un film piatto come un elettrocardiogramma di morte. La storia, che vaga tra echi di j-horror e influenze svariate da Stephen King (protagonista scrittrice e colpo di scena finale tra le tante), è noiosa e pedante, prevedibile sin dai primi istanti e con uno svolgimento stancante. Si ha quasi l'impressione che alcune sequenze siano state allungate forzatamente, per arrivare a un minutaggio da lungometraggio (e nonostante questi espedienti, la durata è di soltanto ottanta minuti). Sprecata totalmente l'altra "star" del cast, una Thora Birch che dopo l'eccellente gioventù cinematografica sembra aver smarrito la via con ruoli e pellicole sbagliate, mentre Marc Blucas è uno fra i tanti, e la sua prova rasenta il minimo indispensabile. Deadline non riesce a coinvolgere, le scene spaventose si contano sulle dita di una mano e, sorpresa, non riuscirebbero a spaventare neanche un bambino. La stessa regia, che continua ad alternare presente e flashback attraverso l'espediente dei nastri, non tiene conto di alcuni importanti dettagli: alcune sequenze narrate, e che si presume Alice abbia osservato sul suo computer, non potevano esser state girate dal presunto assassino, come viene mostrato nelle varie inquadrature. La stessa fusione tra reale e spiritico, con identità simili che sembrano trovarsi tra la vita e la morte, ha poco senso vista poi l'evoluzione finale. Una pellicola da consigliare soltanto ai fan della sfortunata attrice e, anche a loro, con riserva.


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