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Rowan Atkinson a Roma per la rinascita di Johnny English

10/04/2016 11:50

Gabriele di Grazia

Dal nostro inviato, il resoconto della conferenza stampa

Capelli brizzolati ed abito firmato, l’attore span style="font-weight: bold;"Rowan Atkinson /spansi è fatto attendere qualche minuto di troppo dai fotografi posizionati in fila davanti la Casa del Cinema di Roma, in ansia a causa del cielo minacciante pioggia. Non ha piovuto, e cosi si sono potute fare in tutta tranquillità le foto di rito in cui l’artista ha sfoggiato un’inusuale eleganza e regalato un assaggio della sua celebre mimica facciale che tanto ha catturato il pubblico di tutto il mondo. In questa mattinata plumbea di venerdì 7 ottobre, Atkinson, in visita nella Capitale per presentare il suo ultimo film, span style="font-style: italic;"Johnny English – La rinascita/span, si è concesso volentieri alle domande della stampa nella grande ed accogliente sala conferenze.


pLontano mille miglia dalla personalità arcigna dei personaggi da lui interpretati, l’attore si è mostrato come il perfetto english man, pacato ed affabile, ed ha reso cosi l’incontro un colloquio molto piacevole ed interessante. Imperscrutabile solo apparentemente, con le sue parole ha dimostrato ai presenti quanto entusiasmo metta ancora nel suo lavoro dopo tanti anni di carriera. Sicuramente la serie di Johhny English è riuscita a ridare slancio creativo all’artista facendolo distaccare un poco dal suo personaggio storico, Mr. Bean, con cui il grande pubblico lo identifica da sempre. Atkinson ha spiegato le scelte fatte da lui insieme ai produttori ed al regista della pellicola per rendere il secondo film di English qualcosa di unico rispetto al suo precedente ed a qualsiasi altro prodotto visto prima al cinema. Johnny English – La rinascita si distingue innanzitutto per il suo protagonista che risulta essere completamente rivoluzionato in confronto a quello apparso nel lungometraggio del 2003. Meno imbranato di prima, seppur coi suoi tanti limiti, il personaggio si distacca completamente da un Mr. Bean in smoking per affiancarsi sempre più ad un vero 007, efficiente, ma privo di quella gravità tipica di un agente segreto classico. Come lo stesso attore ammette, si è ispirato più a Roger Moore che a Sean Connery, portando cosi sullo schermo un uomo britannico atipico, non un supereroe invincibile, ma un individuo più umano in cui potersi rispecchiare./p


pLa pellicola, ci tiene a sottolinearlo l’artista, non è una semplice parodia di James Bond, ma è un vero e proprio film di spionaggio a cui sono stati aggiunti degli elementi tipici della commedia, in modo da far sentire più palpabile la tensione di alcune scene e quindi coinvolgere maggiormente lo spettatore. Le differenze con l’Austin Powers di Mike Myers sono evidenti. Atkinson ed i produttori hanno preferito dar vita ad un prodotto che non fosse solo una sequela di battute demenziali messe lì tanto per far ridere, ma una pellicola dalla trama solida che appassionasse e tenesse col fiato sospeso dall’inizio alla fine. /p


pQuando uno dei giornalisti in sala ha chiesto all’attore come si sentirebbe nei panni di un cattivo al cinema, questi ha risposto di essere ormai legato a ruoli positivi e che sarebbe difficile trovare una parte per lui in tal senso. Ha poi regalato un retroscena del film svelando che si era pensato inizialmente di fargli interpretare sia Johnny English che un suo parente cattivo, ma che poi la scelta è stata scartata per non far perdere di realismo l’intera storia. Anche qui un netto allontanamento dalla serie di Austin Powers in cui Myers ricopre sia il ruolo del protagonista che quello del Dottor Male. /p


pGrande appassionato di motori, la presenza di auto sfavillanti all’interno della pellicola ha reso l’intero progetto ancora più interessante per l’artista che ha allietato i presenti raccontando della strana sensazione provata durante le riprese quando si è visto costretto a pilotare letteralmente una sedia a rotelle che andava a 60 km/h.span style="font-style: italic;" “Nella maggior parte di quelle scene sono stati usati degli stuntmen”/span - ammette Atkinson -span style="font-style: italic;" “ma posso assicurarvi che quella sedia a rotelle andava velocissima...”/span. Dopo una domanda di troppo concessa ad una giornalista, ed un’altra tolta ad un ragazzo in prima fila, la conferenza stampa è terminata, e l’attore si è affrettato ad abbandonare la sala, lasciando tante altre curiosità irrisolte. La sensazione che si ha è però quella di essere stati in presenza di un uomo fortemente vicino al suo pubblico e che tanto ha ancora da dare al mondo dello spettacolo./p


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