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Krokodyle: intervista a Stefano Bessoni

10/04/2016 11:50

Martina Calcabrini

Presentato il suo nuovo film al Festival del Cinema della Ciociaria

Dopo gli esigui consensi ricevuti per span style="font-style: italic;"Imago Mortis/span, il regista nostranospan style="font-weight: bold;" Stefano Bessoni/span ha partecipato al Festival del Cinema della Ciociaria "Nino Manfredi" per presentare al pubblico il suo nuovo film, span style="font-style: italic;"Krokodyle/span. Concorrendo con prodotti orrorifici come span style="font-style: italic;"Bloodline/span e span style="font-style: italic;"Native/span ma anche con documentari validissimi come span style="font-style: italic;"Inti-Illimani/span espan style="font-style: italic;" Tutti giù per aria/span, l'ultimo film di Bessoni ha riscosso un grandissimo successo all'ultimo Festival di Sitges e al Film Fantasy di San Paolo in Brasile. Noi di span style="font-weight: bold;"silenzio in sala.com/span siamo riusciti ad intervistarlo per scoprire i segreti della realizzazione della sua ultima, difficile, pellicola.


p span style="font-weight: bold;"Salve Stefano. Ci racconta come nasce il progetto di Krokodyle? /spanbr /Semplicemente per esigenza. Non sono mai stato soddisfatto di span style="font-style: italic;"Imago Mortis/span perché è stato un progetto molto lungo durante il quale ho dovuto accettare delle imposizioni assurde. Ad esempio: il mio script è stato sconvolto, manipolato e martoriato e il montaggio mi è stato addirittura tolto di mano. Nonostante tutto però, sono riuscito a mantenerne l’impianto visivo, che mi rappresenta e che sento completamente mio. Il film comunque è stato proiettato al cinema, e ha ricevuto contemporaneamente critiche e consensi. Per questo sentivo la necessità di creare qualcosa di veramente mio, provavo il bisogno di esprimermi in tutta libertà e di creare qualcosa che mi rappresentasse. span style="font-style: italic;"Krokodyle/span, infatti, si presenta come una seduta di psicoanalisi, una sorta di confessionale, un’autobiografia in forma macabra e fantastica. Grazie all’aiuto di amici fidati sono riuscito a girare il mio nuovo film, un film fatto dalla nuova armata Brancaleone! (ride)/p


p span style="font-weight: bold;"Visto i precedenti, è stato difficile? /spanbr /Decisamente si perché volevo uno standard qualitativo molto alto. Come dicevo prima, chiunque abbia lavorato per il film ci ha messo tutto se stesso… In un certo senso, siamo stati tutti co-produttori: sapevamo il giorno in cui sarebbero iniziate le riprese ma non quello in cui sarebbero finite! Ognuno c’ha messo parte della sua vita nella realizzazione del film: ad esempio la casa e gli oggetti ripresi sono davvero miei. Diciamo che Kaspar è il mio alter ego ringiovanito, un regista che vive di sogni e la cui anima nera è Bertolt. Proprio come in Imago Mortis, avevo bisogno di riflettere sul mondo dell’immagine./p


p span style="font-weight: bold;"Il film è stato accolto molto bene in Brasile, vero?/spanbr /Si, pensi che in Brasile è il secondo premio che becca! Come dire, "Krokodyle meravigliao"! Ha preso anche una menzione al Sitges, il festival del fantasy più importante. Addirittura i selezionatori mi hanno detto che il mio era il film italiano che aspettavano. Quello è stato sicuramente il complimento più bello. Ero davvero felice di essere stato selezionato insieme a registi famosi, che ammiro. La cosa assurda, però, è stato che io ho vinto e loro no. La sala era piena zeppa e gli applausi nascevano direttamente durante la proiezione! Forse devo cominciare a pensare di trasferirmi in Brasile... /p


p span style="font-weight: bold;"In Italia le cose vanno un pò meglio?/spanbr /No./p


p span style="font-weight: bold;"Qual'è stata la differenza tra l'accoglienza italiana e quella estera?/spanbr /Non c'è paragone, assolutamente.... /p


p span style="font-weight: bold;"Perchè?/spanbr /C'è una domanda di riserva?! (ride) Comunque sarebbe un discorso lunghissimo che toccherebbe molti luoghi comuni e sembrerebbe una banale lamentela di quello che non riesce ad arrivare dove vorrebbe. Quindi mi becco il successo all'estero e "Ciao ciao all'Italia". Tanto per cambiare mi è stato detto che il mio film è bellissimo ma per l'Italia è troppo personale e troppo colto e quindi, semplimente, non funziona./p


pspan style="font-weight: bold;"Succede questo quando lo proponi ai produttori?/spanbr /Praticamente si, ma è difficilissimo che mi rispondano, è davvero un vicolo cieco!/p


p span style="font-weight: bold;"E quindi come si va avanti?/spanbr /Krokodyle voleva essere una sorta di dichiarazione del fatto che io ci sono. Dopo Imago Mortis non voglio sottostare alle imposizioni. Seguo la strada dell'indipendenza, a basso budget, per diventare profduttore di me stesso per fare cose più personali e meno commerciali./p


p span style="font-weight: bold;"In Krokodyle si parla dell’ultima immagine che vede un cadavere. È un richiamo ad Imago Mortis, vero? /spanbr /Assolutamente si. Volevo collegare i due film per fare in modo che Krokodyle potesse riscattare quelle orribili modifiche che sono state apportate allo script originale di Imago Mortis./p


p span style="font-weight: bold;"Puoi dirci qualcosa sul tuo nuovo progetto?/spanbr /Il mio nuovo lavoro sarà sicuramente più commerciale sebbene riguardi i morti viventi. Sia chiaro, non è un film di zombie stile Romero, bensì un film poetico. Il problema, infatti, è quello degli zombie che vogliono tornare a vivere. Insomma, non si tratta di uno sparatutto ma di un film poetico!!! Ho deciso di lasciare libero sfogo alla mia vena ironica anche qualora viri verso qualcosa di più grottesvco. Sarà una commedia macabra sui morti viventi, stile span style="font-style: italic;"Shawn of the dead/span espan style="font-style: italic;" Zombieland/span il cui immaginario visivo però sarà più vicino a quello di Terry Gilliam. Ormai se ne può parlare, quindi vi svelo che sarà una commedia nera più sofisticata, in stile anni '50 e '60, dal titolo La nonna cadavere che fa il verso a La sposa cadavere di Burton, e che sarà girato in inglese perchè sarà una produzione internazionale. La cosa più interessante, comunque, è l'ambientazione anni '50, una sorta di Harry Potter per adulti./p


pspan style="font-weight: bold;"Le piace Harry Potter, dunque.../spanbr /Assolutamente. Questo è un filone che, commercialmente, può dare grandi soddisfazioni sotto il punto di vista creativo ed espressivo. La prova che il commercio può sposare l'autorialità è dato proprio da Harry Potter e il prigioniero di Azkaban. Il vero cinema commerciale che mi inetressa, però, è quello che va verso a Del Toro e a Guilliam. Ho abbandonato Greenaway perchè lui si è allontato dalla struttura narratuva del cinema, ecco perchè ho creato Krokodyle... Praticamente per seguirlo in tutto e per tutto!/p


pspan style="font-weight: bold;"Lei è uno dei pochi registi italiani che, dopo tante fatiche, riesce a fare cinema. Che consiglio da ai nuovi aspiranti? /spanbr /Gli consiglierei di non lasciarsi intimidire mai da nessuno e di tenere duro. Non bisogna mai credere a tutto quello che dicono i produttori che vorrebbero solo cose semplici e immediate. Il pubblico va educato visivamente e concettualmente. Quando io ho capito che volevo fare cinema, potevo andare al cienma e vedere film di Greenaway, Herzog, ecc. e contemporaneamente guardare il cinema americano e quello italiano. Adesso però nn è più così. Ad esempio riescvo a vedere il Faust solo perchè ha vinto a Venezia, altrimenti nessuno avrebbe saputo della sua esistenza, almeno in Italia. Consiglierei ai giovani di ripescare una generazione di cinema che è ormai dimenticata. Quindi assolutamente di studiare il cinema delle avanguardie storiche del '900, il cinema tedesco anni '70, '80 , la New Wave britannica di Greenaway & co., tutto ciò, insomma, che ti da quella follia e quella ventata di libertà che oggi non c'è più./p


p span style="font-weight: bold;"Posso dire una cosa importante, che disse il caro Battiato?/spanbr /"In quest'epoca di pazzi ci mancavano gli idioti dell'orrore (decicato ai notturniani)". Non mi vergogno di dire ciò che penso, lo scriva pure.../p


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