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Tenet vs Mulan: perchè è importante riportare il pubblico al cinema

28/08/2020 14:53

Marco Filipazzi

Editoriale, disney live action, disney, mulan, Ritorno al cinema, Christopher Nolan, Warner Bros.,

Tenet vs Mulan: perchè è importante riportare il pubblico al cinema

La decisione di Christopher Nolan e Warner di portare Tenet al cinema contrasta con la scelta Disney per Mulan, che sarà distribuito in streaming su Disney+

 

 

 

La decisione di Christopher Nolan e Warner di portareTenet al cinema contrasta con quella presa da Disney per Mulan, che sarà distribuito in streaming su Disney+

 

I titoli di coda di Sonic scorrono sullo schermo. Nella penombra le persone iniziano a chiacchierare, sparando giudizi a caldo o lasciando la sala a testa bassa. Io mi alzo, origliando le opinioni generali (mi piace sentire cosa dice la gente appena finito un film) mentre mi infilo cappotto, sciarpa e cappello, preparandomi ad affrontare il freddo serale dell'inverno milanese. Mi lascio alle spalle la sala, esco dal cinema, infilo gli auricolari e faccio partire la musica, getto un'occhiata all'ora e mando un messaggio a mia moglie per vedere se è ancora sveglia o meno. Poi mi incammino verso la metro più vicina, accendendomi una sigaretta, rimuginando sul film, magari cercando un'attacco giusto per il pezzo che dovrò scrivere. La mia routine port-visione; gesti meccanici e abitudinari. Quel che ignoravo era che non li avrei compiuti più per molto, moltissimo tempo. Era il 12 febbraio e nel giro di qualche settimana ci saremmo trovati tutti confinati nelle nostre case.

 

Il cinema durante il lockdown

Durante l'isolamento il dio dello streaming ci ha salvati. Sdraiato sul divano di casa ne ho approfittato recuperando film non ancora arrivati in Italia (Color out of space), anteprime (The invisible man), pellicole che mi ero perso in sala (Pinocchio). Ho spulcito i cataloghi di Netflix e Prime Video alla ricerca di gemme nascoste (L'ultimo sole della notte), colmando enormi lacune personali (Irreversible, ma in generale il cinema di Gaspar Noé), impartendo lezioni di cinema alle mie figlie (Space Jam), facendo rewatch di cultissimi (1990: I Guerrieri del Bronx). Non è stato facile, ma ce l'abbiamo fatta. I film non sono mancati e nemmeno le sensazioni che solo il cinema riesce a suscitare. Basti pensare al tempismo perfetto con cui Netflix ha fatto uscire Da 5 bloodsil grido di rabbia di Spike Lee in contemporanea all'ondata di proteste del Black Lives Matter.

 

Il buio della sala, però, non ha smesso un solo momento di mancarci. La consapevolezza di stare vivendo, al cinema, un'esperienza collettiva in cui si ride, si piange o si ha paura tutti insieme. Poi le sale hanno riaperto, sono tornate di moda le arene estive e i drive-in. Per quanto tutto ciò fosse un bene, mancava ancora qualcosa. Il film evento, quello che si aspetta con ansia, su cui tutti si sentiranno in dovere di espimere la propria opinione. Ecco, quel film è finalmente arrivato e si intitola Tenet.

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Tenet: Nolan ci riporta al cinema

Dal 12 febbraio al 26 agosto sono 196 giorni: a memoria il periodo più lungo della mia vita d'astinenza da cinema negli ultimi 25 anni. Io non amo particolarmente Christopher Nolan, non sono tra quelli che gridano al capolavoro a ogni suo film, ma gli va dato atto di essere uno dei pochi registi in circolazione a non accettare compromessi per quanto riguarda la fruibilità dei suoi film. Un paladino della sala cinematografica, della pellicola e dei film come "esperienza sensoriale completa". Così quando il cinema Arcadia ha annunciato l'uscita di Tenet il 26 agosto, rigorosamente in pellicola 70 mm, ho saputo che sarei tornato in sala quel giorno. E così è stato.

 

Tenet può piacere o meno, sicuramente farà discutere per moltissimo tempo, ma se c'è una cosa su cui possiamo essere tutti concordi è che è cinema allo stato puro. Non un film studiato dal marketing per far soldi, né un episodio di una serie tv pensata per il grande schermo, né tantomeno intrattenimento da godersi a cervello spento.

 

Il film di Nolan è spettacolarità, emozioni, ragionamento, una grandissima colonna sonora, un montaggio che va premiato con un Oscar e una storia che si apre e si chiude senza necessitare di sequel, prequel o spin-off.

 

Al massimo qualche rewatch per capire meglio la sua struttura palindroma, ma quello è un vezzo tipico di Nolan, che si diverte a giocare con lo spettatore attraverso film enigmatici e complessi, che presuppongono un livello di attenzione decisamente alto. E poi, potete dire quello che volete, ma vedere un Boeing 747 schiantarsi contro l'hangar di un aeroporto su di uno schermo 30x16 mentre i bassi dell'impianto Dolby Atmos della Sala Energia ti fanno vibrare la sedia non è proprio come vedere la stessa scena in streaming sul divano di casa. 

 

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Tenet vs Mulan: ritornare in sala

Tenet è il primo evento cinematografico post-pandemia. L'importanza di questa pellicola non si limita al film in sé (attesissimo come tutti quelli di Nolan), ma è necessario per un rilancio dell'industria cinematografica. Specie se si ragiona in un'ottica economica atta ad aiutare gli esercenti medio-piccoli che sono una fetta sempre minore sul territorio, divorati anno dopo anno dai ciclopici multisala. Un film del genere è in grado di riportare gli spettatori in sala, riempiendole per svariate settimane consecutive, generando introiti a supporto dell'economia di questo settore e, perché no, salvare piccole realtà di provincia, imprese a conduzione familiare e stipendi che altrimenti andrebbero perduti. Quindi plauso a Christopher Nolan e alla Warner che, stoici, hanno lottato per una distribuzione in sala.

 

Al contrario, Disney ha ripiegato sullo streaming per il suo kolossal Mulan. Una produzione di 325 milioni di dollari che in molti mercati arriverà diretta su Disney+ alla modica cifra di 30 dollari in USA e 22 euro in Italia (mentre The Invisible man e Bloodshot, usciti in streaming in piena pandemia, costavano praticamente la metà, 13 euro - anche se lì era un noleggio di 48 h mentre Mulan lo "acquisti virtualmente" e rimarrà ad interim sul tuo account, a meno che tu non disdica l'abbonamento - da sommare al costo annuo della piattaforma). Se è vero, però, che per l'utente questa scelta potrebbe non essere così sconveniente - una famiglia di 4 persone o un gruppo di amici che vanno al cinema spenderebbero di più se si fa una media del costo del biglietto di circa 7 euro a persona - va detto che, così facendo, gli introiti andranno tutti nelle casse della Disney. Con una distribuzione in sala, invece, questi soldi non sarebbero un ricavo netto perché servirebbero agli esercenti anche per pagare le spese di mantenimento della sala (oltre che gli stipendi di chi lavora dentro il cinema).

 

La nota triste è che non solo molti utenti di internet difendono a spada tratta questa scelta di Disney, ma che essa sia appoggiata da alcuni dei principali siti d'informazione cinematografica che dovrebbero essere i primi a spronare gli spettatori a tornare in sala per salvare ciò che forse diamo troppo per scontato: il grande schermo e le emozioni uniche che è in grado di donarci.

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