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#Alive: la recensione dello zombie-movie su Netflix

15/09/2020 12:01

Marco Filipazzi

Recensione Film, Netflix Original, Horror, zombie, Cinema Coreano,

#Alive: la recensione dello zombie-movie su Netflix

Se scoppiasse un'apocalisse zombie come vi comportereste? Come in #Alive

È possibile aggiungere qualcosa di nuovo al genere zombie-movie?

 

Difficile. Alla fine la formula è sempre la stessa, filtrata sullo schermo ancora e ancora dal 1968: la gente si trasforma in zombie e qualcuno (singolo o gruppo di persone) deve sopravvivere. Possiamo cercare tutte le sfaccettature che vogliamo, ma alla fine il nocciolo della questione è sempre questo. Ciò non vuol dire che nei decenni non siano mancati film memorabili: denunce sociali (Zombie), affettuosi omaggi (Shaun of the dead), parodie (il dittico di Zombieland), lo splatter più spinto (Splatters - Gli schizzacervelIi), gli esempi più estremi (Deadgirl e I, zombie) passando per una serie di location improbabili in cui affrontare l'invasione (i vagoni di Train to Busan, l'auto in panne di Almoust dead e persino l'ascensore di The end? L'inferno fuori).

 

Su questo tema esiste anche il bellissimo libro World War Z (da cui è stato tratto un mediocre film con Brad Pitt) che raccoglie le testimonianze dei sopravvissuti a un'apocalisse zombie: c'è chi si è barricato in un castello medioevale, chi ha trovato rifugio agli estremi più freddi del globo, c'è l'astronauta sulla Base Spaziale Internazionale che resta bloccato lì quando le comunicazioni con la Terra si interrompono e c'è l'otaku (inteso come persona socialmente isolata) che seduto davanti allo schermo del suo pc non si accorge di ciò che sta accadendo al mondo attorno a lui. Ecco: lo spunto iniziale di #Alivezombie-movie arrivato su Netflix lo scorso 8 settembre, è pressoché il medesimo.

 

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Il protagonista è Oh Joon-woo, ragazzo del tutto dipendente da videogiochi e social media, che una mattina si sveglia e trova un biglietto dei suoi genitori che lo avvisano che sono usciti. Nel frattempo, però, uno strano virus rende le persone estremamente violente e aggressive (non vengono mai chiamati zombie, ma il concetto è quello), così il ragazzo si troverà bloccato in casa con poche provviste e risorse che si esauriranno giorno dopo giorno.

La prima metà del film, quella priva di sequenze d'azione e violenza, è senza dubbio la più interessante.

 

Per quasi un'ora assistiamo a Oh Joon-woo chiuso nel suo appartamento che cerca di tirare avanti; all'inizio normalmente, guardando la tv, passando il tempo sui social network, giocando ai videogiochi. Ma più i giorni passano, più un lento crollo psicologico fa breccia in lui. E, per quanto cerchi di opporsi, questo avanza di pari passo con malessere e depressione. Poi entra in scena un altro personaggio e le cose cambiano. Il ritmo del film si fa più frenetico e meno psicologico, tingendo la pellicola di sangue e zombie "Romero doc", premendo il pedale dell'acelleratore sempre di più. Verso un finale che, per quanto forse possa essere definito facile, dà comunque un senso compiuto alla storia. A proposito di senso compiuto: quante volte, guardando un film horror, avete inveito contro lo schermo dando dell'idiota al protagonista di turno perché stava per fare una cosa da vero idiota? Ecco, con #Alive questo non accade.

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Siamo davanti a uno dei rari film del genere in cui non ci sono situazioni forzate, compromessi narrativi o improvvisi deficit psicologici nei personaggi.

 

Le loro azioni (quelle di Oh Joon-woo in primis, ma anche di tutti gli altri) sono perfettamente normali, sensate, ragionate e giustificate. Se scoppiasse un'apocalisse zombie come vi comportereste? Come in #Alive. Facile definire il protagonista "un beota" per alcune sue ingenuità: è solo un ragazzo che si trova ad affronatre una situazione fuori dall'ordinario, nella maniera più logica e razionale possibile. E non è una cosa affatto scontata per un film horror. 


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Genere: horror

Titolo originale: 살아있다 (Saraitda)

Paese/Anno: Corea, 2020

Regia: Cho Il-hyung

Sceneggiatura: Cho Il-hyung, Matt Naylor

Fotografia: Won-ho Son

Interpreti: Yoo Ah-in, Park Shin-hye

Produzione: ZIP Cinema, Perspective Pictures

Distribuzione: Netflix

Durata: 99'

Data di uscita: 8/9/2020

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