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France (2021), una storia di finzione e realtà: la recensione del film di Bruno Dumont con Léa Seydoux

11/10/2021 19:00

Marcello Perucca

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France (2021), una storia di finzione e realtà: la recensione del film di Bruno Dumont con Léa Seydoux

France, ultimo film del regista francese Bruno Dumont, approda sugli schermi italiani dopo aver partecipato a Cannes74

France, ultimo film del regista francese Bruno Dumont (apprezzato in passato per il grottesco Ma Loute), approda sugli schermi italiani dopo essere stato presentato alla 74ª edizione del Festival di Cannes.

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Il racconto segue le vicissitudini, lavorative e non, di France De Meurs (Léa Seydoux), brillante giornalista di un network televisivo.

All’apice del successo, France cade in uno stato di profonda depressione scatenato da un incidente stradale piuttosto banale ma che, tuttavia, la porta a mettere in discussione sé stessa e il proprio stile di vita.

Il film, diretto e sceneggiato da Dumont, è una dura critica a un sistema mediatico giunto ormai a un punto di non ritorno. Una macchina cinica e spietata volta unicamente a creare sensazionalismo.

 

A importare realmente non è tanto l’evento in sé, bensì come questo viene mostrato agli occhi di un pubblico sempre più incapace a discernere fra realtà e finzione; a scandalizzarsi facilmente di fronte alla notizia scandalistica per poi dimenticarsene poco dopo.

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E a fingere France De Meurs è maestra. Vera e propria star della televisione, riconosciuta e avvicinata dai fan, interessati solo a farsi un selfie con lei. La osserviamo a una conferenza stampa mentre pone una domanda scomoda al presidente francese Emmanuel Macron (che interpreta sé stesso in un riuscito, quanto inaspettato, cameo), per poi disinteressarsi della risposta e ridacchiare con la sua collaboratrice Lou (Blanche Gardin).

 

Successivamente la vediamo, in un non meglio precisato fronte di guerra mediorientale, intervistare il capo delle milizie ribelli allestendo, unicamente a uso e consumo dei telespettatori, una messinscena volta a esaltare la propria intraprendenza e sprezzo del pericolo.

Bruno Dumont, in un’intervista, ha dichiarato che il giornalismo televisivo è cinema, in quanto fatto di immagini montate e mixate con i suoni. Di conseguenza, mentre guardiamo un servizio giornalistico in televisione, in realtà stiamo vedendo una vera e propria fiction senza rendercene conto.

 

L’intento di Dumont è nobile. In France la sua scrittura è efficace e realistica, riuscendo a non cadere nella trappola dello stereotipo della giornalista bella, affermata e senza scrupoli che vede il suo mondo improvvisamente ritorcerlesi contro.

 

In questo è aiutato anche dall’interpretazione di Seydoux, che si destreggia in un continuo slalom fra la necessità di apparire per mantenere in vita il suo personaggio e le copiose lacrime – inquadrate con intensi primi piani - che le scaturiscono dalla consapevolezza che la finzione sulla quale ha costruito la propria carriera e la propria vita si scontra inesorabilmente con la triste realtà del mondo che la circonda.

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Alla sua presentazione France ha avuto una accoglienza controversa, suscitando reazioni contrastanti. In ogni caso, per meglio apprezzare l’opera di Bruno Dumont si dovrebbe tenere in considerazione il fatto che il film, oltre a essere una allegoria di un sistema mediatico finalizzato a creare scalpore senza andare alla ricerca della vera essenza dei fatti, diventa metafora di un paese intero – significativo il nome della protagonista – che vorrebbe mostrare al mondo la propria “grandeur” ma che è incapace a riconoscere tutto il dolore che si cela al proprio interno.

 

Da questo punto di vista France diventa, soprattutto, narrazione di una donna, con le sue debolezze e fragilità nascoste dietro una facciata fasulla costruita allo scopo di affermare la propria popolarità. Di questo ce ne rendiamo conto soprattutto nella scena finale, quando France abbandona finalmente i panni della giornalista d’assalto mettendo a nudo tutta la sua fragilità ed esternando, in maniera sincera e intima, il proprio dolore.


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Genere: drammatico

Titolo originale: France

Paese, anno: Belgio/Francia/Germania/Italia, 2021

Regia: Bruno Dumont

Sceneggiatura: Bruno Dumont

Fotografia: David Chambille

Montaggio: Nicolas Bier

Interpreti: Benjamin Biolay, Blanche Gardin, Emanuele Arioli, Gaëtan Amiel, Jawad Zemmar, Juliane Kohler, Léa Seydoux, Marc Bettinelli

Colonna sonora: Christophe

Produzione: 3B Productions, Arte France Cinéma, Ascent Film, Bayerischer Rundfunk (BR), Rai Cinema, Red Balloon Film, Scope Pictures, Tea Time Film

Distribuzione: Academy Two

Durata: 134'

Data di uscita: 21/10/2021


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