Il franchise di Jurassic Park è probabilmente quello più difficile da gestire per due motivi. Il primo film è una delle pietre angolari del cinema, che resta un capolavoro da molteplici punti di vista (nonostante abbia più di 30 anni sulle spalle): faceva un discorso talmente circolare che non c’era più nulla da aggiungere.
Quei pochi spunti narrativi ancora sfruttabili vennero immediatamente capitalizzati dal trio Steven Spielberg / Michael Crichton / David Koepp ne Il mondo perduto, che è ben lontano dall’essere un sequel all’altezza del primo film, ma almeno ci regalava un’ultima mezzora che resta da applausi ancora oggi.
Jurassic World - La Rinascita è la ricetta per sconfiggere il declino della saga?
È scontato, quindi, che la saga di Jurassic Park sia una parabola inesorabile verso il basso, dove ogni sequel resta troppo ancorato (per struttura narrativa, per dinamiche, per personaggi) al capostipite, il che fa scattare l’inevitabile paragone e ci riporta al punto di cui sopra. Aggiungiamo poi il fatto che Colin Trevorrow come “guida creativa” della trilogia di Jurassic World è riuscito nell’impensabile impresa di girare dei film con i dinosauri che, una volta visto, non ti viene più voglia di riguardare. Un fatto a dir poco allarmante!
Perciò era ovvio che l’annuncio di un settimo capitolo della saga non sarebbe stato accolto con grande entusiasmo dai fan, soprattutto dopo che il primo trailer svelava che il film si sarebbe svolto ancora una volta su di un’isola. Con i protagonisti braccati, ancora una volta, nella giungla. Dai, al settimo film anche basta.
La storia è abbastanza scontata e leggendo una sinossi ci si può già fare una buona idea di come si svolgerà Jurassic World – La Rinascita. Un manipolo di mercenari vengono mandati su un’isola dove la InGen svolgeva esperimenti di manipolazione genetica in gran segreto. La loro missione è recuperare il sangue dei tre più grossi dinosauri che vivono lì per conto di un’industria farmaceutica che lo vuole utilizzare per creare un farmaco da rivendere a caro prezzo.
Nulla di particolarmente originale quindi? Beh, in realtà una novità c’è, ed è il fatto che finalmente la Universal ha messo sotto contratto uno sceneggiatore e un regista degni di questo nome. Nulla di sconvolgente dato che stiamo parlando di un film, ma dati i tempi che corrono è oro colato.
Cosa funziona in questo nuovo Jurassic World
David Koepp è la penna cinematografica dietro i primi due capitoli del franchise e il suo tocco si vede sin dai primi fotogrammi, in cui ci viene spiegato che il cambiamento climatico del pianeta ha portato i dinosauri a sopravvivere solo nella fascia equatoriale. Ritorna quindi anche un monito “evoluzionista” che ha caratterizzato i primi episodi della saga, la logica dell’estinzione e l’irrilevanza della specie umana, oltre che un discorso sull’etica scientifica che diventa a un certo punto uno dei nodi della storia.
Anche i personaggi risultano più interessanti rispetto ai precedenti (non che ci volesse molto a battere Chris Pratt e la sua imposizione delle mani sui dinosauri) grazie anche ad attori capaci, in grado di definire i caratteri attraverso un paio di espressioni.
In cabina di regia invece c’è Gareth Edwards, uno che di mostri grossi se ne intende e sa come portarli sullo schermo, da Monsters a Godzilla. E si vede! Finalmente nella saga torna quel sense of wonder che si era perso dopo la prima metà di Jurassic World. Finalmente ci sono sequenze di tensione gestite con criterio e, anche quando Edwards decide di rifare letteralmente la scena della cucina del primo film, questa risulta efficace e non rimesta in uno stucchevole fan-service. Finalmente le scene di morte sono orchestrate con criterio (anche se ripulite da qualsiasi goccia di sangue) e i dinosauri tornano a essere ciò che sono sempre stati: predatori che fanno paura.
Ma soprattutto, finalmente, c’è qualcuno che sa come gestire i dinosauri, come inquadrarli e come portare sullo schermo scene memorabili ed emozionanti. Una su tutte quella che vede protagonista l’iconico T-Rex, dove le trovate di regia e sceneggiatura non si riducono al solito inseguimento. La CGI poi fa il resto, sfoggiando tutti i suoi muscoli (e la sua texture) nelle sequenze acquatiche.

Jurassic World – La Rinascita, come da titolo, è quindi la resurrezione di questo franchise? Forse è troppo presto per dirlo, ma di certo siamo sulla buona strada, almeno questo è un film con i dinosauri che viene voglia di rivedere!
Genere: avventura, fantascienza, horror
Titolo originale: Jurassic World Rebirth
Paese, anno: USA, 2025
Regia: Gareth Edwards
Sceneggiatura: David Koepp
Fotografia: John Mathieson
Montaggio: Jabez Olssen
Interpreti: Audrina Miranda, Bechir Sylvain, David Iacono, Ed Skrein, Jonathan Bailey, Luna Blaise, Mahershala Ali, Manuel Garcia-Rulfo, Philippine Velge, Rupert Friend, Scarlett Johansson
Colonna sonora: Alexandre Desplat
Produzione: Amblin Entertainment, The Kennedy/Marshall Company
Distribuzione: Universal Pictures
Durata: 133'
Data di uscita: 03/07/2025



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