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Bowels of Hell (2026), recensione film: quando l’orrore nasce dallo scarico

03/03/2026 12:00

Claudio Cinus

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Bowels of Hell (2026), recensione film: quando l’orrore nasce dallo scarico

Gurcius Gewdner e Gustavo Vinagre trasformano un incubo domestico in un horror grottesco e politico tra disgusto, satira e critica sociale.

Nella lunga tradizione del cinema horror con oggetti che prendono vita e si trasformano in assassini, il film brasiliano Bowels of Hell, diretto da Gurcius Gewdner e Gustavo Vinagre, trova un posto singolare per l’oggetto scelto: i water. Il film mette gli spettatori di fronte a un incubo domestico ambientato nel luogo dove ci si sente normalmente più al sicuro: il bagno. Il titolo originale, Privadas de Suas Vidas, gioca con un doppio senso particolarmente efficace che collega la vita privata con l’oggetto sanitario protagonista della storia.

Un trauma all’origine dell’incubo

Anche se può sembrare un’idea grottesca, gli incidenti causati dalla rottura dei sanitari esistono davvero e talvolta provocano lesioni gravi o mortali. Da questi episodi di cronaca nasce lo spunto del film. La protagonista Malu, interpretata da Martha Nowill, è un’organizzatrice di eventi che nella sequenza iniziale affronta un trauma devastante: la morte di uno dei suoi due gemelli, il figlio maschio, proprio a causa di un incidente provocato dalla rottura di un water. Anni dopo Malu non ha ancora superato la perdita. Vive con la figlia adolescente sopravvissuta, che ora vuole farsi chiamare Genesis e si definisce una persona non binaria, scelta che la madre fatica ad accettare. Il conflitto tra madre e figlia esplode quando Malu accetta di organizzare per una vicina un gender reveal party, una di quelle feste pensate per annunciare il sesso di un nascituro. Genesis reagisce con rabbia a quello che considera un rituale simbolo di una società conservatrice e incapace di accettare identità diverse. Proprio mentre la tensione familiare raggiunge il suo apice, un cataclisma improvviso si abbatte sull’impianto fognario del palazzo: i water degli appartamenti iniziano ad attaccare chiunque osi utilizzarli.

Tra disgustoso e liberatorio

La spiegazione narrativa del fenomeno rimane volutamente instabile: sembra che la maledizione sia stata scatenata dal dolore accumulato da Malu, simbolicamente riversato negli scarichi attraverso un oggetto legato al ricordo del figlio perduto. Tuttavia la coerenza narrativa non è la priorità di un film che abbraccia apertamente il grottesco. Durante l’anteprima mondiale all’International Film Festival Rotterdam, i registi hanno citato come ispirazione il cinema provocatorio di John Waters. Il risultato è un susseguirsi di sequenze volutamente disgustose: liquami, rifiuti organici e morti assurde costruiscono un universo che oscilla tra l’orrore e la comicità più irriverente. Ridurre Bowels of Hell a un semplice esercizio di trash sarebbe però fuorviante. Al centro del film c’è il dolore di una madre che ha perso un figlio e che rischia di perdere anche l’altra figlia perché incapace di accettarne l’identità.
La metafora è evidente: una società conservatrice che reprime ogni forma di libertà finisce per “intasarsi” come un sistema di scarico ostruito. L’esplosione di sudiciume che invade gli appartamenti diventa così un gesto liberatorio e sovversivo, che colpisce indiscriminatamente tutti i personaggi, indipendentemente da età, genere o valori morali. Dietro la provocazione e l’estetica volutamente sgradevole, il film rivela quindi una dimensione politica: sono proprio i personaggi più marginali, ostracizzati o incompresi a trovare, nel caos generato dall’assurda rivolta dei water, l’occasione per affermare il proprio diritto a esistere secondo le proprie regole.

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Scheda Film

Titolo originale: Privadas de Suas Vidas
Titolo internazionale: Bowels of Hell
Genere: Horror, Commedia nera
Paese: Brasile
Anno: 2026
Regia: Gurcius Gewdner, Gustavo Vinagre
Sceneggiatura: Gurcius Gewdner, Gustavo Vinagre
Interpreti: Martha Nowill
Presentazione: International Film Festival Rotterdam 2026

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