photo

NETFLIX

copertine blog.jpeg

NOW TV

footer
pngwing.com(17)
sis nero

ULTIMI ARTICOLI

I PIÙ LETTI

SOSTIENI IL PROGETTO

Da Killing Eve a The Handmaid’s Tale, la nuova grammatica femminile nelle serie contemporanee

30/07/2026 09:00

Ilaria Salvatori

Approfondimento Serie Tv,

Da Killing Eve a The Handmaid’s Tale, la nuova grammatica femminile nelle serie contemporanee

Il nemico intimo. L’intimità femminile diventa conflitto, ossessione e specchio delle parti più inquietanti del sé.

Negli ultimi anni, alcune serie televisive hanno iniziato a mettere in scena una forma di relazione tra donne che sfugge alle categorie più consolidate. Un legame che si costruisce nella tensione tra attrazione e distruzione. Le relazioni tra Eve e Villanelle in Killing Eve e tra June e Serena Joy in The Handmaid’s Tale non si lasciano ridurre né al conflitto né alla solidarietà. Piuttosto, mostrano come l’intimità possa nascere proprio là dove il riconoscimento dell’altra coincide con una minaccia. Non si tratta di “donne contro donne”, ma di qualcosa di più radicale: donne che, attraverso l’altra, incontrano la parte più inquietante di sé.

In questo senso, la serialità contemporanea sembra intercettare una trasformazione più ampia nella rappresentazione del legame femminile. Se per lungo tempo il discorso culturale ha oscillato tra modelli di competizione e ideali di sorellanza, queste narrazioni introducono una terza forma: una relazione fondata sull’ambivalenza, in cui il desiderio non si separa dal rischio e il riconoscimento implica sempre una perdita di controllo.

killing-eve.jpeg

L’attrazione dell’abisso: Killing Eve

Nel caso di Killing Eve, la dinamica tra Villanelle ed Eve è costruita come una progressiva erosione dei confini. Eve lavora inizialmente per l’MI5, prima di essere reclutata in un’unità non ufficiale legata all’MI6: moglie, funzionaria, donna che pranza con i colleghi e si annoia durante le riunioni. Villanelle è una killer a pagamento, narcisista e amorale, ma dotata di una vivacità infantile e crudele che la rende immediatamente magnetica. Quando Eve inizia a indagare sugli omicidi di Villanelle, ciò che prende forma è un corteggiamento destabilizzante. La serie gioca fin dalle prime puntate con l’ambiguità della posizione di Eve: studia Villanelle con un’ossessione che trascende il ruolo investigativo. In un episodio della prima stagione, Villanelle si introduce nell’appartamento di Eve e la sorprende, instaurando una situazione di intimità disturbante. Poi si siede a tavola mentre Eve scalda nel microonde un avanzo di shepherd’s pie: una cena in cui la padrona di casa piange e l’assassina si complimenta per i baffi del marito. Una trasgressione travestita da gesto domestico, una dichiarazione di intimità che Eve tende a trattenere e rielaborare nei rapporti ufficiali.

Nei rapporti che scrive e nelle teorie che formula, Eve non descrive una criminale da fermare, ma una soggettività da comprendere, quasi da giustificare. L’investigatrice non vuole catturare il mostro: vuole capire se dentro di sé ne abiti uno uguale. Un momento emblematico di questa tensione si trova nel finale della prima stagione, quando Eve irrompe nell’appartamento parigino di Villanelle e le due finiscono sdraiate faccia a faccia sullo stesso letto, sveglie, in silenzio, ciascuna con un’arma a portata di mano. È una scena che mescola in modo inequivocabile protezione, possesso e minaccia. Non contiene alcun elemento erotico esplicito, eppure l’intera carica sessuale e psichica del loro rapporto vi è condensata. La serie lavora costantemente sul confine tra seduzione e annientamento. Come in certi rapporti sadomasochistici, è il rischio a generare intimità. Ed è proprio nell’indecidibilità del loro legame che Killing Eve trova la sua forza narrativa: ogni gesto è simultaneamente un atto d’amore e un atto di guerra.

the-handmaid’s-tale.jpeg

L’odio come forma di contatto: The Handmaid’s Tale

Diversa, ma non meno intensa, è la relazione tra June e Serena Joy in The Handmaid’s Tale. Qui non si tratta di seduzione, ma di controllo. June è un’ancella, una donna ridotta in schiavitù riproduttiva in uno Stato totalitario teocratico chiamato Gilead. Serena è la moglie del Comandante Fred Waterford e rappresenta la figura femminile integrata nella gerarchia, che sostiene e rafforza il sistema pur essendo, a tutti gli effetti, anch’essa prigioniera. La prossimità forzata che la struttura di Gilead impone a June e Serena Joy è una delle trovate narrative più crudeli della serie. Le due donne sono costrette a condividere spazi, rituali e persino il corpo durante la Cerimonia mensile: June è obbligata a giacere tra le gambe di Serena Joy, schiena contro petto, mentre le mani della donna le tengono i polsi e il Comandante abusa di lei.

La scena è costruita con un’economia visiva agghiacciante: nessun contatto oculare tra le due, silenzio prescritto, sguardi fissi sul soffitto. Eppure le mani di Serena Joy stringono quelle di June con una pressione che non è soltanto rituale. È un atto di violenza sessuale istituzionalizzata che coinvolge entrambe, vittima e complice, e che crea tra loro un legame di trauma condiviso impossibile da cancellare. La tensione tra loro è evidente fin dal principio. Ma la dinamica non è quella, semplificata, della carceriera e della prigioniera. Serena Joy è parte del potere, ma anche una sua vittima. Ha rinunciato alla propria carriera — era una scrittrice e conferenziera di successo —, alla libertà e al controllo sul proprio corpo. June, che dovrebbe limitarsi a obbedire, diventa invece una presenza ineludibile: prima nemica, poi strumento, poi ostacolo, infine pari. Ciò che rende il rapporto tra June e Serena Joy così perturbante è la sua struttura. Entrambe sono madri mancate, o madri in modo forzato. Entrambe hanno perso qualcosa di fondamentale nel mondo precedente a Gilead. Entrambe possiedono una forma di potere che l’altra desidera. A differenza di quanto avviene in Killing Eve, dove la simmetria è costruita sull’attrazione, qui essa si fonda sul danno.

Uno dei momenti più rivelatori della loro relazione è quello in cui Serena Joy porta davanti al Consiglio dei Comandanti la richiesta che alle donne sia consentito leggere la Bibbia e, per dimostrare la propria tesi, legge pubblicamente dal testo sacro, violando di fatto la legge di Gilead. In quella scena June e Serena sono alleate, legate da una trasgressione condivisa. Ma è un’alleanza effimera, presto tradita: Serena Joy punirà June in modo feroce per aver osato usare quella stessa vulnerabilità come leva. Nel corso della serie, i loro ruoli si scambiano e si ibridano. In alcuni momenti Serena Joy consente a June di allattare Nichole, la bambina nata dalla relazione tra June e un sottoposto del Comandante Waterford, in un contesto segnato da ambivalenza e controllo. In altri, June assume il volto della vendetta, della manipolazione e della ferocia: è lei a orchestrare la fuga, a scegliere chi salvare e chi lasciare indietro, a testimoniare contro Serena Joy davanti al tribunale internazionale. La loro relazione è fatta di traumi condivisi e complicità momentanee, ma anche di desiderio di punizione, vendetta e possesso. L’una riconosce nell’altra ciò che ha perso o ciò che potrebbe diventare. Quando June guarda Serena Joy, vede una donna che ha scelto di adeguarsi alla gerarchia di Gilead per sopravvivere. Quando Serena Joy guarda June, vede una donna che si è rifiutata di farlo. Sono specchi che si riflettono all’infinito senza mai coincidere.

patterson-killing-eve.jpegeyjidwnrzxqioijyzwfsbhliywqilcjrzxkioijtzwrpys1sawjyyxj5xc80mda1mjzcl1njzw5hlwrplvrozs1iyw5kbwfpzcdzlvrhbguuanbniiwizwrpdhmionsicmvzaxplijp7indpzhroijozmjawlcjozwlnahqioje2mdasimzpdci6imnvdmvyiiwicg9zaxrpb24ioijhdhrlbnrpb24ifx19.jpeg

Cosa hanno in comune Eve e June

C’è una somiglianza nella posizione narrativa di Eve e June: entrambe occupano il centro della storia come soggetti attivi, ma anche come superfici sulle quali l’altra proietta qualcosa di sé. Eve è il punto cieco di Villanelle, l’unica persona che non riesce a controllare. June è il punto cieco di Serena Joy, la prova vivente che la gerarchia che quest’ultima ha contribuito a costruire è fondata sul tradimento di sé stessa. In entrambi i casi, il legame con l’altra è il luogo in cui emerge la verità che la protagonista teme maggiormente. 

Cosa hanno in comune Villanelle e Serena Joy

Più sorprendente è forse il parallelo tra Villanelle e Serena Joy, che a prima vista sembrano opposte: una è anarchica, l’altra è l’incarnazione dell’ordine. Eppure entrambe sono donne che hanno fatto del controllo la propria strategia di sopravvivenza. Entrambe si sono costruite una maschera che le protegge e le imprigiona. E in entrambi i casi è il contatto con l’altra — Eve per Villanelle, June per Serena — a cominciare a far crollare quella maschera.

20070819-low_res-killing-eve-series-3-2d8a01d.jpeg

La struttura dell’ossessione

Un altro punto di contatto tra le due serie è la struttura narrativa dell’ossessione. Sia Killing Eve sia The Handmaid’s Tale costruiscono le proprie dinamiche centrali come circoli: le protagoniste si allontanano, si riavvicinano, si tradiscono e si cercano. Non c’è risoluzione, bensì escalation. C’è però una domanda che queste serie sollevano senza rispondervi del tutto: rompono davvero gli schemi o si limitano a estetizzare il conflitto?

La risposta è asimmetrica. The Handmaid’s Tale, ancorata a una struttura politica rigorosa, sostiene la tensione fino alle sue conseguenze più scomode: il sistema che opprime June e Serena non viene redento da nessuna intimità, e la serie non lascia mai dimenticare che ciò che le unisce è anche ciò che le condanna. Killing Eve, invece, soprattutto dalla terza stagione in poi, rischia di trasformare l’ambivalenza in estetica pura. Il finale della quarta stagione, con la morte di Villanelle immediatamente dopo il primo bacio esplicito tra le due, è stato letto da molte critiche come una ricaduta nel Bury Your Gays, il meccanismo narrativo in cui il legame queer viene consumato e distrutto nel momento stesso in cui viene riconosciuto.

Che si tratti di una rottura autentica o della sua sofisticata simulazione resta una questione aperta. Ma il fatto che quella domanda venga posta è già, in sé, un gesto critico. Tutte e quattro le protagoniste, attraverso il legame con l’altra, scoprono qualcosa di sé che non avevano il coraggio di guardare. Villanelle scopre il desiderio di essere amata davvero, non soltanto temuta. June scopre la propria capacità di essere crudele. Eve scopre che il pericolo la eccita più della sicurezza. Serena Joy scopre di aver distrutto la propria vita per un’ideologia che non l’ha mai davvero voluta.

sisbianco
sisbianco

un progetto di Piano9 Produzioni

cinemadvisor
Silenzioinsala.com © | All Right Reserved | Powered by Vito Sugameli

Disclaimer legale
SilenzioinSala.com è un blog culturale e divulgativo gestito da appassionati di cinema, senza alcuno scopo di lucro. Non rappresenta una testata giornalistica ai sensi della Legge n. 62/2001, poiché viene aggiornato senza alcuna periodicità regolare e senza struttura redazionale organizzata. Tutti i contenuti pubblicati – articoli, recensioni, approfondimenti e immagini – hanno esclusivamente finalità informative, educative e critiche, in pieno rispetto della normativa sul diritto d'autore (L. 633/1941, art. 70 e seguenti). Le immagini utilizzate (come locandine, fotogrammi, still promozionali, loghi, ecc.) sono di proprietà dei rispettivi titolari dei diritti (produttori, distributori, artisti, ecc.) e vengono impiegate unicamente a scopo illustrativo e senza fini commerciali. Se un contenuto visivo pubblicato risultasse lesivo di diritti di proprietà intellettuale, invitiamo i titolari a contattarci per richiederne la modifica o la rimozione, che sarà effettuata con tempestività. SilenzioinSala.com declina ogni responsabilità civile e penale per un eventuale utilizzo improprio, illecito o strumentale dei contenuti da parte di terzi. Il sito può ospitare banner pubblicitari gestiti da circuiti esterni, il cui unico scopo è contribuire alla copertura dei costi tecnici e di gestione (hosting, manutenzione, domini, ecc.). La presenza di tali annunci non costituisce in alcun modo promozione o approvazione da parte nostra dei prodotti o servizi pubblicizzati. Non siamo responsabili per eventuali contenuti ingannevoli o dannosi presenti nei materiali promozionali visibili tramite il sito. Per maggiori informazioni clicca qui.