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Mobile Home

14/11/2013 11:00

Marta Marchesi

Recensione Film,

Mobile Home

Quando comincia un viaggio? E cosa implica la partenza? Sembrano queste le domande intorno a cui ruota Mobile home, lungometraggio d’esordio del belga Francois

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Quando comincia un viaggio? E cosa implica la partenza? Sembrano queste le domande intorno a cui ruota Mobile home, lungometraggio d’esordio del belga Francois Pirot. La storia ruota attorno a Simon, che dopo aver perso lavoro e fidanzata, torna nel paese d’origine, dove trova l’amico d’infanzia Julien. Insieme decidono di realizzare il loro progetto di bambini: andare all’avventura on the road. Per questo, acquistano un camper, ma un imprevisto blocca la partenza. Non volendo abbandonare il proprio sogno, scelgono di cominciare il loro viaggio vivendo a poca distanza da casa, aspettando che la situazione si risolva. Non hanno, però, calcolato come la vita di tutti i giorni possa influire sulla convivenza e come possano tornare a galla i veri desideri di ognuno.


Questa commedia agrodolce conquista per la freschezza che la contraddistingue, pur affrontando, in maniera delicata, le difficoltà dei ragazzi di oggi. Da un lato si trova Simon, interpretato dallo spensierato Arthur Dupont, un ragazzo incapace di trovare il suo posto nella vita: non accanto alla fidanzata, non a casa con i familiari, vive la necessità di cambiare, ma è davvero quella la soluzione di tutti i suoi problemi? Accanto a lui si trova Julien (un coscienzioso quanto indeciso Guillaume Gouix), il classico bravo ragazzo: responsabile, vicino alla famiglia e capace di sacrificarsi. E se, invece, questa sua attitudine nascondesse la paura di lasciare ciò che è conosciuto e di affrontare il grande passo dell’indipendenza? Il viaggio viene visto dai due come la soluzione di tutto, la sospensione dei loro problemi, non tenendo conto che questi sono solo rimandati.


Il film scorre senza fretta, prendendo il tempo necessario per mostrare la vita e l’ambiente del villaggio da cui i due amici vogliono andarsene. Tra momenti divertenti e altri più drammatici, Mobile Home risulta ben integrato e piacevole grazie a una sceneggiatura che non tende all’esagerazione. La colonna sonora, a volte suonata da Simon, ma più spesso di commento, sottolinea con leggerezza e divertimento le vicende dei due amici. Una pellicola gradevole che, grazie anche alla genuinità che si percepisce, si lascia guardare con piacere.



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