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C'era una volta un'estate

27/11/2013 11:00

Maurizio Encari

Recensione Film,

C'era una volta un'estate

Il quattordicenne Duncan si reca in vacanza con la madre nella villetta sul mare del nuovo fidanzato della donna, con cui non ha buoni rapporti, e la figlia del

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Il quattordicenne Duncan si reca in vacanza con la madre nella villetta sul mare del nuovo fidanzato della donna, con cui non ha buoni rapporti, e la figlia dell'uomo. Introverso e timido, il ragazzo ha dei problemi a relazionarsi finché non conosce il dipendente di un parco acquatico, che lo prende sotto la sua "tutela" e gli offre un impiego nella struttura. Grazie ai suoi nuovi amici di lavoro Duncan trova finalmente la fiducia in se stesso, mentre si sente sempre più attratto dalla bella vicina di casa, poco più grande di lui.


Paradiso amaro di Alexander Payne è stata una delle più piacevoli sorprese degli ultimi anni. Buon merito della sua riuscita era senza dubbio da imputare alla sceneggiatura - scritta a sei mani dallo stesso regista insieme a Nat Faxon e Jim Rush - che vinse anche l'Oscar. Ora questi ultimi due esordiscono dietro la macchina da presa con C'era una volta un'estate, basato nuovamente su una loro idea, film che può contare anche su cast numeroso con nomi di rilievo quali Steve Carell, Toni Collette, Sam Rockwell e Amanda Peet, oltre ai giovani Anna Sophia Robb e al protagonista Liam James.


Di commedie di formazione incentrate su adolescenti in cerca di riscatto il panorama cinematografico ne é sempre affollato, quindi senza dubbio non è l'originalità che va ricercata in un'operazione del genere, seppur alcune sottotrame della storia appaiano più sorprendenti del previsto. La strada che dovrà percorrere il protagonista è ovviamente già scritta, ma è la realizzazione ad elevare la pellicola dalla medietà. I due registi esordienti dimostrano una maturità stilistica notevole: pur non disdegnando alcuni intermezzi più drammatici, preferiscono concentrarsi sulla caratterizzazione introspettiva di Duncan, rendendolo un personaggio ricco di sfaccettature e contornandolo di figure secondarie di un certo rilievo, soprattutto per quel che riguarda il personaggio del bravissimo Sam Rockwell, vera e propria guida in questo tragitto di crescita interiore. Un luogo in questo caso, col microcosmo che lo pervade, sarà la vera àncora di salvezza e rinascita per il protagonista, un posto nel quale fuggire da una situazione familiare complicata (e che si complicherà ancora di più) e trovare la forza per comprendere il proprio posto nel mondo, riuscendo a vincere tutte le timidezze e a sperimentare forse la forza dell'amore. Si (sor)ride in più di una situazione, pur non potendo non notare alcune ruffianerie che comunque non inficiano il piacere della visione. Oltre al già citato Rockwell, sorprende la prova di tutto il cast (che vede anche noti caratteristi del cinema d'Oltreoceano e gli stessi due registi in piccoli ruoli), con un ottimo Carell nei panni del personaggio forse più odioso della sua carriera.


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