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Adèle e l'enigma del faraone

31/08/2010 10:00

Marco Papaleo

Recensione Film,

Adèle e l'enigma del faraone

Nel 1976 il noto fumettista francese Jacques Tardi pubblica le prime tavole di quella che diverrà la sua opera più famosa, in patria e all'estero: Les Aventures

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Nel 1976 il noto fumettista francese Jacques Tardi pubblica le prime tavole di quella che diverrà la sua opera più famosa, in patria e all'estero: Les Aventures Extraordinaires d'Adèle Blanc-Sec. Precorrendo i tempi, Tardi anticipa molte moderne e acclamate saghe fumettistico-cinematografiche dei giorni nostri, da Indiana Jones e Tomb Raider a Martin Mistère e Hellboy. E dopo numerosi anni di trattative, ecco finalmente un lungometraggio dal vivo tratto dagli albi di Mademoiselle Adèle, sceneggiato e diretto nientemeno che da Luc Besson, deux ex machina del cinema francese.


Scrittrice, giornalista, avventuriera: Adèle Blanc-Sec è una giovane donna fin troppo emancipata ed indipendente per l'inizio del ventesimo secolo. Nel 1912, di ritorno dall'Egitto dov'era alla ricerca della mummia di un leggendario medico di corte (le cui conoscenze sarebbero probabilmente in grado di curare la sorella in coma), Adèle si imbatte in un pericoloso pterodattilo, sgusciato dal suo uovo dopo un'incubazione di 135 milioni di anni. Riuscirà la spregiudicata miss a porre fine al terrore che il rettile semina sulla capitale francese e al contempo mettere ordine tra le mummie del museo egizio, magicamente tornate alla vita?


Ispirato agli albi Adèle et la bête e Momies en folie, il nuovo film di Besson si propone come valida alternativa scanzonata agli altri film d'avventura del 2010, la maggior parte dei quali dalle tinte assai più fosche. Nonostante non manchino momenti forti ed elementi violenti (e addirittura una scena di nudo) la pellicola infatti si mantiene sopra le righe per tutta la sua durata, con azzeccati ed esilaranti momenti non-sense spesso inaspettati - stiamo parlando di Besson, quindi i tratti caricaturali di certi personaggi o situazioni non devono stranire più di tanto. La trasposizione svecchia e semplicizza l'opera originale, rielaborandone alcuni elementi ma mantenendo Adèle fondamentalmente fedele a sé stessa, grazie anche alla grandissima interpretazione di Louise Bourgoin, bravissima sia nelle sfaccettature camp che in quelle pungenti del personaggio assegnatole. Convincente anche il resto del cast, interamente francese, tra cui segnaliamo sicuramente Jackie Nercessian e Nicolas Giraud. Da un punto di vista tecnico, Besson dirige con la solita perizia ma senza allontanarsi troppo dagli stilemi del genere, coadiuvato da buoni (ma non eccelsi) effetti visivi e dall'efficace fotografia di Thierry Arbogast. L'ultimo lavoro del regista di Léon e Il quinto elemento non risulta quindi essere niente di innovativo e imperdibile, affogato inoltre in un'ironia che bisogna saper apprezzare, ma offre una forte dose di azione, risate e situazioni bizzarre (un paio di scene con le mummie sono impagabili) che lo rendono ad ogni modo una delle migliori trasposizioni da fumetto dell'anno.



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